Siria - Munch
Siria – Munch

Bashar al-Assad ( e/o chi per lui) impedisce da almeno 2 mesi qualsiasi corridoio umanitario ad Aleppo est, dove almeno 300.000 persone, composte da donne bambini e uomini (155.000 sono donne e 21.000 bambini sotto i due anni d’età), stanno morendo di fame e malattie. C’è anche chi miracolosamente nasce, malgrado tutto.

gaza-picasso
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Sono fermi al confine decine di convogli carichi di alimenti e medicinali, certi sono 40 camion dell’Onu pronti ad entrare ad Aleppo per consegnare aiuti. Nessuno dei convogli riesce a raggiungere Aleppo, malgrado la tregua tra Stati Uniti e Russia. Poche ore fa MSF scrive: “MSF ha una lunga esperienza in situazioni di crisi umanitarie e mediche, come in Libia, Gaza, Iraq, Ruanda, Afghanistan. In oltre quarant’anni di esistenza della nostra ONG, la guerra in Siria, è uno degli ambienti più difficili che MSF abbia incontrato… nonostante le nostre richieste, il governo siriano non ha dato il permessoa MSF di lavorare nel paese. Tuttavia, da quattro anni, diamo sostegno con reti composte da medici siriani, forniture mediche e farmacologiche, la loro formazione e fornendo loro consigli per gli interventi di emergenza. Stiamo lavorando in questo modo con più di 100 impianti in aree di governo e quelli dell’opposizione. MSF aiuta anche coloro che sono fuggiti alla guerra nei paesi vicini.All’interno della Siria, dovremmo condurre il più grande programma di assistenza medica della storia di MSF. E’ inaccettabile che il nostro lavoro sia così limitato e incontri così tante sfide, ma ci sforziamo di trovare nuovi modi per fornire assistenza medica al centro della Siria. Cinque anni dopo l’inizio della guerra, più della metà dei siriani hanno abbandonato le loro case. Da un anno e mezzo un milione di persone è intrappolato in città assediate. 101 bombardamenti hanno colpito strutture sanitarie supportate da MSF negli ultimi 12 mesi.”

E’ un terremoto umanitario che non fa neanche più storia, c’è sempre qualche altra notizia da anteporre, ma prima o poi questi morti torneranno vivi, ad urlare il loro diritto alla vita, almeno per chi è rimasto tra le macerie.Quando tornerà a suonare l’Orchestra di Aleppo come quella di San Pietroburgo a Palmira? Cosa c’è ancora da distruggere, chi ancora deve subire il massacro? Doriana Goracci