Il 18 e 19 ottobre, a pochi giorni dalla giornata internazionale “per l’eliminazione della violenza degli uomini sulle donne”, il punto di partenza, quì in Italia, sono Napoli e L’Aquila. Stamane si tiene l’udienza del processo contro Valboa l’assassino di Fiorinda Di Marino presso il Tribunale di Napoli: la sentenza è attesa per il 19 Ottobre.
Il 18 sarà in aula del Tribunale de L’Aquila Tuccia, lo stupratore, intenzionalmente quasi omicida, di una giovane donna che usciva da una una discoteca di Pizzoli.
_ Valboa è un recidivo, ha tentato di uccidere la precedente moglie.
Tuccia è un militare di cui sappiamo poco e tanto: è stato protetto come di norma negli ambienti militari, contesti impenetrabili come “le famiglie”.

Come finiranno questi due processi, ce lo diranno le cronache che ci diranno anche se la mobilitazione delle donne, attenta e forte, avrà spinto i giudici alle loro responsabilità ed alla conferma del motto “{{La legge è uguale per tutti}}”
Non si tratta di ottenere sentenze esemplari perchè la soppressione di un universo umano e la menomazione permanente sono i delitti più gravi contemplati dai codici dei paesi “evoluti”.

{{Serve giustizia, non sentenze esemplari.}}
_ {{Serve il risarcimento, non la vendetta.}}

A tutte le donne e gli uomini che hanno parlato della loro indignazione partendo dall’enormità delle cifre conosciute (oltre 200 stupri denunciati, 99 donne uccise nel 2012) e che hanno dichiarato la loro distanza dalla cultura del femminicidio, non dovrebbe sfuggire che la cultura, prima di approdare alle coscienze, viene elaborata nelle aule di tribunale, aule dalle quali spesso parte un messaggio di impunità e clemenza verso chi commette i crimini peggiori, previsti dal codice, inquanto commessi su donne “perchè donne”.

{{
Lo slogan “ci riguarda tutte” è uno slogan femminista.}} Sono parole che incarnano quella sfida alla cultura ed alla politica a partire dal principio che il personale è politico. Fiorinda e la studentessa de l’Aquila sono l’ncarnazione della distanza da coprire tra l’oggi e la convivenza pacifica tra generi.

Accostarsi alla mafia, all’illegalità e alla degenarione delle relazioni pubbliche e personali continuando a considerare “periferia” la vita delle donne è la via sbagliata sulla quale perseverano le istituzioni e troppa parte del contesto umano. La strada per cambiare ha sempre un punto di partenza. Il 18 e 19 ottobre, a pochi giorni dalla giornata internazionale “per l’eliminazione della violenza degli uomini sulle donne”, il punto di partenza, quì in Italia, sono Napoli e L’Aquila.