Dal 6 novembre al 6 dicembre si terrà a Bologna e provincia la nona edizione del Festival La violenza illustrata che si è assunto la sfida di parlare della violenza sulle donne, della discriminazione, dell’abuso e del sessismo senza mostrare corpi scomposti, sangue o immagini che feriscono, ancora una volta, il corpo delle donne.

Il Festival quest’anno parla di accoglienza e lo fa anche grazie al contributo dell’illustratrice Daniela Tieni che ha saputo rappresentare questo concetto che passa attraverso il riconoscimento, l’affermazione di sé, la valorizzazione del proprio vissuto e delle storie di vita che ruotano attorno alla Casa delle donne. “Happy hand”, dunque, mani felici di incontrarsi per auspicare il lieto finale che ogni donna dovrebbe avere il diritto di scegliere per sé.

Anche quest’anno i progetti e l’attività della Casa delle donne sono stati molteplici, in particolare si segnala la conclusione del finanziamento del Dipartimento Pari Opportunità al progetto Save – Sicurezza e Accoglienza per Vittime in Emergenza – che ha accolto e ospitato in quasi due anni 63 donne e 74 minori, per un totale di 137 ospiti in una casa di emergenza in rete con il Pris, Pronto intervento sociale di Bologna e provincia, progetto a cui si darà continuità, per il momento, attraverso un servizio a retta, in accordo con il Comune di Bologna.

In linea con il dato dello scorso anno, nei primi 10 mesi di quest’anno 534 donne hanno chiesto aiuto alla Casa, di cui 360 italiane e 174 straniere. In 19 sono state ospitate nelle case rifugio con i loro 17 bambini/e; nella casa Save in più sono state ospitate altre 26 donne e 26 minori. Continua anche la ricerca annuale sui femicidi in Italia, i cui dati verranno pubblicati l’8 marzo del 2015, per ora basti sapere che il fenomeno non registra picchi, è più o meno costante negli anni, e rappresenta l’esito della mancata protezione delle donne che ogni giorno subiscono violenza (per l’Istat più di un milione all’anno).

 Permane la difficoltà di assicurare finanziamenti certi a un’attività come quella della Casa che sta diventando sempre più ampia e complessa. L’Accordo attuativo quinquennale tra Comune e Provincia di Bologna, Comuni della provincia e Casa delle donne sta per scadere, e il Comune di Bologna, in ambito di Città Metropolitana, ha assicurato che si farà coordinatore in vista del rinnovo. La possibilità di avere finanziamenti governativi – stabiliti lo scorso anno all’interno del cosiddetto Decreto femminicidio – è sicura, ma non si può sapere se saranno aggiuntivi o sostitutivi di quelli attuali. Altra difficoltà sono i finanziamenti relativi alla tratta, dato che ad oggi non esiste un piano anti tratta che garantisca le attività dei centri per il 2015.

 Resta incerto il quadro nazionale degli interventi sulla violenza contro le donne. Il governo ha promesso di emanare in novembre il Piano Nazionale Antiviolenza – come imposto fin dallo scorso anno dal decreto – ma manca una Ministra delle Pari opportunità come interlocutrice certa e autorevole con le associazioni di donne e gli altri soggetti e istituzioni implicati. Non si può sapere se l’eventuale Piano darà buona attuazione alle dettagliate raccomandazioni contenute nella Convenzione di Istanbul, entrata in vigore dal 1° agosto scorso, riconoscendo l’importanza centrale delle organizzazioni di donne e dell’autodeterminazione della donna vittima di violenza, considerando prioritaria la sua protezione insieme a quella dei minori. Sappiamo però che tante associazioni, organizzazioni e istituzioni non negano più la violenza, non la minimizzano più, ne riconoscono la gravità, ascoltano la voce delle donne in difficoltà, si alleano con loro contro chi la esercita, e soprattutto ne parlano, diffondono una voce sempre più competente e informata, per raggiungere un pubblico sempre più ampio e differenziato per età, ruoli e professioni.

Il Festival quest’anno raccoglie tante di queste voci, proponendo ancora una volta una grande offerta culturale. Si partirà la sera del 6 novembre con Vittime del silenzio, spettacolo di danza al Teatro Comunale di Bologna, per chiudere il 6 dicembre al Locomotiv Club con il concerto di Sharon Van Etten, cantante sensibile ai temi della violenza sulle donne.

Sei convegni approfondiranno l’accoglienza in ambito sanitario, l’applicazione delle misure legali, i diritti, i linguaggi, le esperienze e l’attivismo maschile, il femicidio, segnaliamo tra gli altri:

Il 12 novembre presso il Comando provinciale dei Carabinieri in Piazzetta dei Servi di Maria, il Convegno La sicurezza delle donne vittime di violenza domestica: evoluzione normativa e buone prassi, un seminario formativo per uniformare le prassi operative, offrendo risposte efficaci, coordinate e integrate, al fine di prevenire recidive e gli esiti letali della violenza.

Il 14 novembre, il Convegno La violenza contro le donne: un problema di salute pubblica da affrontare insieme, darà una panoramica con la presentazione delle linee guida dell’Oms da parte di Patrizia Romito che ne ha curato l’edizione italiana, e sarà il momento conclusivo di un progetto formativo dell’Ausl di Bologna in collaborazione con la Casa delle donne.

Il Festival sarà arricchito dallo spettacolo di teatro-danza Domada, ispirato alla Bisbetica domata di Shakespeare; da proiezioni gratuite di documentari e film sulla violenza al Cinema Lumière; laboratori di arteterapia; presentazione di libri, e infine, Bendata di stelle, una mostra in collaborazione con il Festival Internazionale di Fumetto BilBolBul, e tanti altri eventi ancora.

Anche quest’anno il Festival ha potuto contare sul sostegno di vari sponsor, tra cui Coop Adriatica che nella giornata del 25 novembre destinerà alla Casa delle donne l’1% degli acquisti di prodotti confezionati a marchio Coop. Un grazie sentito al Comune e alla Provincia di Bologna, al Centergross, a Nordiconad e alla CGIL per il loro contributo che anche quest’anno ha permesso lo svolgimento del Festival.

La Casa delle donne per non subire violenza ONLUS nasce nel 1989 con l’obiettivo di creare un luogo dove le donne che subiscono violenza possono trovare aiuto e sostegno. E’ un Centro che combatte la cultura della violenza e la disuguaglianza di potere tra i generi.
questi i principi su cui si basa
L’attivazione dell’intervento e di ogni percorso solo su richiesta e con il consenso della donna
La garanzia dell’anonimato e della riservatezza
Il rispetto della donna e delle sue scelte, della sua capacità di giudizio e dei suoi valori personali
L’utilizzo esclusivo di personale femminile formate sulla violenza di genere
La contestazione del ruolo di vittima e il principio dell’ empowerment delle donne
Lavorare per il vantaggio della donna che chiede aiuto
La relazione tra donne come rimando di valore reciproco
Il lavoro di rete e l’attivazione della rete per favorire il percorso della donna.
La Casa, primo centro contro la violenza di genere ad avere offerto una casa rifugio ad indirizzo segreto, ha negli anni attivato diversi altri servizi, sia diretti alle donne che subiscono violenza e ai loro figli, sia ad istituzioni, enti pubblici e privati, cittadinanza. Tali servizi sono: accoglienza, case rifugio, formazione, gruppi di sostegno, oltre la strada, orientamento al lavoro, promozione, comunicazione e found raising

La Casa delle donne lavora in Rete con tutti centri antiviolenza in Italia, favorendo lo scambio, la comunicazione, la collaborazione. In particolare é socia fondatrice dell’associazione  Donne in rete contro la violenza
Per favorire lo scambio ha realizzato il, Comecitrovi Guida ai Centri antiviolenza in Italia.

 

Per maggiori informazioni consultate il sito del Festival