Crediamo alle donne, sempre. Lo abbiamo detto, sempre, prima ancora di sapere. Preferiamo credere alle vittime assumendoci tutta la responsabilità di essere poi smentite. Quando si tratta della denuncia di violenze, non abbiamo dubbi.

Anche nel caso della denuncia di tentato stupro avanzata da una ragazzina, che ha scatenato {{una sorta di lapidazione verso una intera comunità Rom,}} dove sarebbe difficile contare le vittime di violenze e molestie commesse tanto da “cittadini Italiani” come dagli stessi Rom.

Ci interroghiamo naturalmente sulla {{sorprendente coincidenza}} tra il tentato stupro e la necessità di sgombrare il campo Nomadi di Poggioreale.

Sappiamo che la giovane vittima questa volta verrà, non solo, non creduta dai soliti noti, sappiamo che avrà contro anche quelli di solito pronti a credere.

E’ importante che lei, la vittima, sappia che {{noi le crediamo}}, qualunque sia stata la violenza che ha subito. La violenza potrebbe essere quella, sola o aggiuntiva, di essere stata usata come {{paravento}} dietro il quale liberarsi di un problema dello sgombero di una comunità di Rom.

Oggi {{la comunità Rom se n’è andata “spontaneamente”}}, lasciando tanti rifiuti, sintomo dei diritti negati e di pessime abitudini. I rifiuti sotto il tappeto restano anche quelli, sintomo di prepotenza e di ipocrisia.

Il caso di oggi è la conclamata prova che sollevare gli animi e agitare le emergenze, brandendo i diritti delle donne come clave, è {{un altro modo per dissimulare il disinteresse e il cinismo col quale questo paese guarda alle donne.
}}

Siamo dalla parte di ogni donna violentata, di ogni donna costretta ad essere contenitore della riproduzione “della stirpe”, di ogni bambino trattato come un rifiuto dai cittadini per bene, di ogni persona privata dell’acqua e del riparo. {{Siamo femministe e questo oggi più che mai significa essere dalla parte giusta.}}

{Napoli, 13 marzo 2014}