Pubblichiamo il testo dell’intervento dell’On. Rita Bernardini (partito radicale) durante il dibattito alla Camera dello scorso 13 ottobre sulla proposta di legge che voleva l’introduzione nel codice penale della circostanza aggravante inerente all’orientamento o alla discriminazione sessuale delle vittime di violenza.Onorevoli colleghi, anch’io, come altri hanno già fatto in
questa discussione, voglio dare atto all’onorevole Concia di un impegno sicuramente molto intenso su questo fronte, sul
fronte dei diritti delle persone lesbiche,
gay, transessuali, transgender e bisessuali.

Credo che sia molto importante e gliene
diamo atto anche perché la sua proposta
originale partiva proprio dalla legge Man-
cino che peraltro, come delegazione radi-
cale, possiamo dire di non condividere nel
suo spirito, proprio perché in alcuni tratti
di questa legge è possibile sicuramente
rintracciare degli effetti liberticidi.

Ma,
detto questo, era importante partire da
una legge che si riferisce alle discriminazioni e che ha recepito in un certo senso
la Convenzione ONU contro il razzismo.

Era importante rifarsi a questa legge anche perché non si basa esclusivamente
sulla punizione del carcere, così come è previsto nella nostra legislazione ma punta direttamente alla possibilità di applicare forme di pene alternative.
[…]
In questo momento sicuramente ci
stanno seguendo moltissime associazioni
che nel tempo e da anni si battono per i
diritti delle persone omosessuali, transessuali, bisessuali e transgender.

Credo che
a loro dobbiamo pensare ed è per questo
che io, insieme alla mia delegazione e a
tutti quelli che vorranno aggiungersi, depositerò gli emendamenti che avevamo già
presentato in Commissione affinché rimanga agli atti di questo dibattito almeno
qualcosa in positivo.

Me lo auguro ed ho
fiducia soprattutto nel dialogo che potrà
svolgersi in quest’Aula, ma anche nel Mi-
nistro Mara Carfagna che oggi è presente
qui in Aula e che alcuni giorni fa ha
incontrato queste associazioni dimostrando, almeno da quello che abbiamo
letto sulla stampa e da quello che mi
hanno riferito direttamente, di avere molta
sensibilità per esempio nei confronti della
salvaguardia dei diritti che purtroppo in
questa legge non sono garantiti per le
persone transessuali, infatti non è prevista
una loro particolare tutela.

Ma perché dico che voglio che rimangano agli atti di questo dibattito gli emendamenti?
_ Perché purtroppo, questo voglio
dirlo, in questa legislatura (faccio riferi-
mento al periodo che ho potuto vivere
direttamente da deputata) si è legiferato
solamente in negativo.

Quando ci si riferisce alla sessualità, si
parla semplicemente di pene, di nuove
fattispecie di reato, non si parla mai in
positivo della tutela dei diritti di queste
persone.
_ Questo fa un po’ tristezza, perché
sembra che la vita di queste persone
debba essere esclusivamente contrasse-
gnata da episodi negativi.

In realtà, noi
impediamo a molte, a centinaia di migliaia
di queste persone di godere dei diritti che
hanno altri soggetti che, per esempio,
decidono di costruire insieme un progetto
di vita, di essere insieme per una vita e
quindi di sposarsi, di avere tutte le garanzie che sono previste dalla legge per gli
uomini e le donne di questo Paese che
decidono di costituire una famiglia.

Non ci
si è resi conto, o non ci si vuole rendere
conto, che il mondo è cambiato e che le
famiglie oggi sono diverse.

Ho avuto la possibilità di conoscere, ad
esempio, una persona gay che ha avuto la
fortuna di non nascere in Italia, ma in
Brasile, dove ha potuto, da single e da gay,
adottare un bambino che altrimenti sarebbe stato destinato o alla morte per
denutrizione, perché proveniva da zone
poverissime di quel Paese, oppure ad essere affidato a qualche istituto che poteva
occuparsi della sua vita.

Ora questo bambino, che ho conosciuto, è un bambino
felice, che è stato affidato a questo ragazzo
gay, omosessuale.
_ Purtroppo di queste cose
non si può parlare in Italia, si preferisce
relegare negli istituti queste persone, ci
sono notevoli difficoltà già per la semplice
adozione di queste persone sfortunate che
non hanno la possibilità di avere l’affetto
di una persona adulta che si assuma la
responsabilità di essere padre o madre di
questo ragazzo, di questo bambino.

E’
questo ciò che voglio sottolineare: il legiferare in questa legislatura sempre in
negativo. C’è un emendamento, e lo dedico
veramente alle associazioni che si occupano di diritti delle persone lesbiche, gay,
bisessuali e transessuali, che è l’ultimo,
l’ottavo, che noi della delegazione radicale depositeremo, ed è l’emendamento in
positivo
[…]
che prevede che si
costituisca un ente di vigilanza che sia
autonomo e che possa controllare, che sia
dotato di mezzi …
[…]. Legi-
ferare in positivo, legiferare per i diritti e
per dare una speranza di vita sociale
integrata anche alle persone che hanno
diverso orientamento sessuale e che vivono
la loro sessualità in un modo diverso da
quello che è ritenuto normale, purtroppo,
da molti in questa società.