Proprio nel mese che amava di più, il mese di maggio, Teresa ci ha lasciate, un anno fa. Certamente è ancora con noi e le tante cose che ha detto, creato, inventato e proposto ancora sono vive per tante/i. Per sentirla presente in questo nostro mondo ed aiutarci a fare insieme il “paese” che desideriamo, proponiamo come Gruppo del Fondo Soggettività femminile della Biblioteca Nazionale di Napoli, martedì 28 maggio, la lettura del suo ultimo romanzo Domenica 20 luglio 2008 confessioni di un killer.

 

 

 

 

 

 

Teresa Mangiacapra – Niobe è stata ed è un’artista, una maestra nel trasformare la materia, restituendo sentimenti, idee, immagini, sensazioni, che si mutano in impalpabili forme, un gioco alchemico. C’è riuscita anche con le parole, materia manipolata. Nello scritto che leggeremo si forma pagina dopo pagina un diario intimo, traspare come la testimonianza di quell’abisso dal quale si è attratti e respinti. Teresa guida a toccare un’anima, quella di un killer, a portare alla luce un nero di cui può risuonare un’anima.

Ha fatto parte del collettivo delle Nemesiache da sempre. Il nome d’arte — Niobe — fu scelto per lei dalla sorella Lina Mangiacapre/Nemesi, come per tutte le componenti del collettivo napoletano; deriva dal mito della madre trafitta dal dolore insopportabile di vedere ammazzare le proprie creature senza potersi in alcun modo opporre alla “divina” volontà punitiva. Dolore atroce, che ha come unico rimedio di trasmutarsi in pietra, ma le continue sue lacrime riescono a corroderla fino a scioglierla in un fiume. L’acqua corre verso il mare nel quale annegano mali e sofferenze. Proprio nel mito di Niobe si può trovare l’importanza della trasmutazione della materia come superamento del dolore, così, trasmutare il dolore creando.

Teresa – Niobe ha creato tanti Angeli. Ali, angeli e luce tornano spesso come motivi ricorrenti nelle sue opere, nascono dalla sua esigenza di sentirsi nella luce, di restarci e di trovarla. Luce come bellezza, giustizia, amore. L’Angelo per Niobe è stato anche “il simbolo” di una eterna lotta contro qualunque ingiustizia e irresponsabilità, miseria e mancanza di spiritualità, lasciarsi guidare proprio dall’angelo che è dentro ciascuna/o di noi. Nel racconto della lunga confessione di un “pentito”, ispirato da un contatto reale, ritroviamo l’Angelo, gli angeli, il Mito. L’angelo/Teresa si manifesta nella capacità di empatizzare in un percorso di autocoscienza particolarmente drammatico e l’angelo che guida l’ex Killer, nel desiderio di confessione. Il Mito si incontra nel cammino che l’autrice fa nel sentire il dolore del protagonista, percorrere con lui la drammatica via della confessione aiutandolo a venire alla Luce come altro da sé. Si confessa a ruota libera, in un intenso dialogo con un interlocutore mosso da empatia nei suoi riguardi. La confessione è un percorso intimo alla ricerca di aiuto, una sorta di espiazione.

Le confessioni di un killer crea un immaginario collettivo che si confronta con il personaggio, che mette a nudo la sua anima, intraprendendo una lotta con i suoi fantasmi e coinvolgendo il fratello, lo zio, il maestro, il lettore. Da pentito diventa accusatore e questa alternanza caratterizza l’intero racconto, “Nascita morte/odio amore/incubo sogno” Il killer dipinge due fratelli che diventano uno, l’uno e il suo doppio. si sporca le mani, “uccide con le mani e non con il cuore” anche se si mette i guanti. Cade nel baratro e si rialza.

“Non ti aspetti, da un’artista che negli anni hai conosciuto come scultrice, ma anche poeta, e performer, un’artista che, con le Nemesiache, ha militato per la bellezza con determinazione ispirata e coerente, questa immersione nel male che è Confessioni di un ex Killer. Dal mito e dagli angeli, suo centro di interesse, con questo testo Niobe intraprende un viaggio esplorativo nel noir, nel racconto delle efferatezze di un killer di camorra, pentito, realmente esistito…La confessione è un testo straniante, tanto che la stessa Niobe racconta di aver cominciato a scrivere come in “delirio”. Quanto qui riportato, oltre che una recensione di Patrizia Melluso, riprende la prefazione al libro di Rita Federico e la postfazione di Silvana Campese e Conni Capobianco.

Racconto, per finire, un episodio personale per ricordare Teresa: eravamo ancora molto giovani e, a casa di un’amica, ballavamo. Teresa danzava facendo girare la sua magnifica gonna fucsia plissettata, le sue gambe stupende. La bacio e le dico che è bella la sua gonna. Lei si volta verso di me: ti piace, si sbottona il bustino, la gonna scivola, la rialza, me la porge, me ne fa dono, grazie Niobe.

 

Teresa Mangiacapra – Niobe-, Domenica 209 luglio 2008 confessioni di un Killer, Aletti editore, 2018

 

Lettura alla Biblioteca Nazionale di Napoli, Salone di lettura Emeroteca, ore 16 del 28 maggio 2019, a cura del Gruppo Fondo Soggettività femminile