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Segnalibro di Settembre 2025

Hannelore Cayre vive a Parigi ed è avvocato penalista, oltre a essere sceneggiatrice e realizzatrice di cortometraggi. Ha al suo attivo quattro romanzi oltre al best seller La Daronne, pubblicato in Italia con il titolo La bugiarda, che ha visto anche una trasposizione cinematografica nel 2020, con Isabelle Huppert come protagonista. 

Cayre torna ora con un noir ambientato nella preistoria ispirandosi alla scoperta, avvenuta in Francia esattamente quarant’anni fa, della Grotta Chauvet, le cui pareti sono ricoperte di misteriose impronte di mani femminili mutilate. Elaborando le teorie dell’antropologa femminista Paola Tabet, l’autrice dà vita a un indimenticabile, potente e straordinariamente moderno personaggio femminile, la brillante e ambiziosa paleontologa Adrienne Célarier .

Hannelore Cayre, Le dita mozzate (Traduzione di Simonetta Badioli), Edizioni le Assassine, pp.211. 

In libreria dal 12 settembre

cover dita mozzate

Mehrmāh Khānum il 30 agosto 1880 lascia Tehran, quattro ore prima del tramonto, in un momento di favorevole congiunzione astrale. Attraversando le montagne curde dell’Iran e sostando nei luoghi sacri sciiti dell’Iraq, il suo viaggio si dispiega come un percorso tra fede e memoria. Il diario non è mera narrazione di un pellegrinaggio, ma un affresco delle difficoltà affrontate dai viandanti fra tributi imposti, discriminazioni e pericoli del cammino. Mehrmāh Khānum, pur non viaggiando sola, è autonoma nel suo sguardo sul mondo, muovendosi senza la presenza di un tutore maschile. In un panorama letterario in cui gli scritti femminili sono pochi, questo diario si distingue per il rilievo della sua autrice e per la particolarità dell’itinerario e per offrire uno sguardo prezioso sulle usanze locali, sugli assetti della società iraniana e sulle complesse dinamiche storiche e politiche del tempo.

Il diario è pubblicato a cura di Leila Karami, assegnista di ricerca presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ha curato Islam e istruzione delle donne. Studi e testimonianze (Edizioni Q, 2019); con Biancamaria Scarcia Amoretti Il protagonismo delle donne in terra d’Islam. Appunti per una lettura storico-politica (Futura editrice, 2015); con Marianna Ferrara Madri d’Oriente fra tradizione e dissenso (Jouvence, 2020); e con Romina Rossi Donne violate. Forme della violenza nelle tradizioni giuridiche e religiose tra Medio Oriente e Sud Asia (Società Editrice Fiorentina, 2021). Ha tradotto in persiano Donatella Di Pietrantonio, Michela Murgia e Melania Mazzucco.

 

Karami Leila (a cura), Da Tehran alla Mecca Il diario di viaggio di Mehrmāh Khānum nobile persiana (1880-1881), Edizioni di storia e letteratura, pp.150

Napoli è la città dei vicoli, più di cento, presenti non solo nei Decumani ma anche in quartieri come il Vomero. Il saggio ne racconta l’evoluzione storica e sociale: la vita quotidiana, le economie di sussistenza, i mestieri antichi, le tradizioni popolari, il ruolo della donna e la religiosità. 

I vicoli, pur marginali, sono luoghi ricchi di significato, che hanno lasciato tracce profonde nell’arte, nella canzone, nel cinema e nel teatro, diventando simbolo del conflitto tra tradizione e modernità. 

Non semplice libro di memorie, il testo si propone come racconto della città stessa, accompagnato dalle fotografie di Giuseppe Noviello, che restituiscono l’attualità e il rilancio dei vicoli grazie al turismo, oggi fonte di orgoglio per i residenti.

Monica Florio, Il mondo del vicolo. Identità e rappresentazione, Guida editori, 2025, pp. 146

Dal 5 settembre è in libreria Lo stupro di massa come arma di guerra, scritto dalla giornalista Cecilia Frignani, che ricostruisce nel lungo periodo lo stupro su larga scala, considerato oggi un crimine contro l’umanità. Il libro ripercorre il percorso che ha condotto la famiglia umana a fare i conti con una violenza tanto cruda, e propone una ricostruzione storico-filosofica della violenza di genere. 

Frignani analizza in particolare lo stupro usato come arma di guerra, soffermandosi su quello che, nel corso del Novecento, è accaduto in ex-Jugoslavia e in Ruanda, tristi vicende da cui però ha mosso i primi passi la giustizia internazionale. 

 Cecilia Frignani, Lo stupro di massa come arma di guerra, Oligo Edizioni, pp.219