In tutto il pianeta, a nord come a sud, ad occidente come ad oriente, gli
uomini vergognosamente sfruttano, emarginano, violano, uccidono le donne.
Per la verità essi non risparmiano neanche l’altro uomo e, in più, fanno il
possibile e l’impossibile per cancellare ogni forma di vita dalla faccia
della terra.Che cosa devono fare ancora perché sia definitivamente chiaro
che quando si vantano di possedere, unici al mondo, la Ragione con la erre
maiuscola millantano un credito che non hanno? Quanto tempo dovrà passare
prima che la manifesta parzialità di tale sedicente ragione evidenzi appieno
l’impossibilità di contenere al proprio interno le più giuste
rivendicazioni?

Leggo su {{Noidonne di aprile}} l’esposto dell’UDI al Procuratore Generale della
Repubblica di Roma. Si chiede l’attivazione di un’indagine conoscitiva circa
il comportamento omissivo di Presidii deputati alla tutela delle cittadine,
autrici di denunce ed esposti a causa di violenze subite. Naturalmente lo
condivido ma so, come ogni donna sa in cuor suo, che non otterremo ascolto e
rispetto dei nostri diritti per questa via.

“Affermare l’illegalità della
prevaricazione violenta di un genere su un altro, è la prevenzione”, scrive
Stefania Cantatore. Giusto, il problema è però che tale prevaricazione si
incardina nella struttura stessa del sistema e l’uguaglianza tanto decantata
è un’uguaglianza solo formale, cioè “a parole”.

{{La latitanza di chi dovrebbe salvaguardare le cittadine}} si iscrive in un
clima di generale solidarietà-connivenza con i furbi e i prevaricatori e di
diffusa indifferenza di fronte alle ingiustizie.
_ {{Le comunità patriarcali}}
“ammiccano al male”, più o meno scopertamente; visto che si ispirano tutte
al dominio, i loro sistemi giuridici sono stati creati per sostenere l’
oppressione, perciò le leggi tendono a garantire i carnefici non le vittime,
i colpevoli non gli innocenti, mentre le risorse economiche vengono
destinate prioritariamente al finanziamento di imprese e tecnologie di
distruzione.
_ {{Persino la divinità si fa garante e portavoce dell’ingiustizia}},
dell’autoritarismo, della violenza sociale istituzionalizzata. Ma anche
nella vita quotidiana è possibile notare un’istintiva solidarietà maschile
verso chi si macchia di qualsivoglia reato. In determinati ambienti
siciliani viene considerata “babba”, cioè stupida, la persona onesta così
come un’intera provincia, regione o nazione esente dal virus della mafia; ma
in genere nella mente maschile le equazioni onestà=stupidità e
furbizia=intelligenza continuano ad operare, anche se talvolta a livello
inconscio.

L’{{idea stravagante che fa scaturire il progresso umano e civile da azioni
distruttive}} e violente rappresenta un punto fermo nel pensiero maschile. Non
ci insegnano forse i libri di storia che la civiltà è stata generata dai
cacciatori, cioè che “l’uomo – come dice {{Robert Ardrey}} – si è evoluto dalla
condizione di antropoide per un motivo soltanto: perché era un assassino”?
_ Partendo dal principio della fecondità della contraddizione, {{Hegel}} arriva ad
esaltare la guerra, assegnandole addirittura il gravoso compito di
permettere l’evoluzione dello Spirito.
_ Lo stesso {{Marx}}, politicamente agli
antipodi rispetto ad Hegel, legittima la violenza perché vuole realizzare il
comunismo, che è “il completo, consapevole ritorno dell’uomo a se stesso,
come uomo sociale, cioè come uomo umano”, grazie alla sovversione violenta
della società capitalista e alla imposizione della dittatura del
proletariato, mentre il socialdarwinista {{Spencer}} giustifica lo sfruttamento
dell’uomo sull’uomo e la guerra, considerandoli mezzi necessari perché i più
capaci si affermino, “migliorando” la società nel suo complesso.
_ Dal canto
suo {{Freud}} ripone in un evento criminoso, l’assassinio del padre, l’origine
di ogni civiltà. Che dire poi della stratosferica balla smithiana secondo
cui in economia i “vizi privati” si convertirebbero in “pubbliche virtù”?
Nel mondo ogni tre secondi un bambino muore di fame, tuttavia la dottrina è
considerata ancora valida tanto che il capitalismo imperversa su tutto il
pianeta come modello unico e insostituibile.

La ferocia che insanguina il pianeta rimanda in modo inequivocabile ad una
mente votata alla distruzione e alla morte.
_ Gli uomini sono legati agli
aspetti più aspri e ferini presenti in natura e li rafforzano con le loro
scelte. Stando così le cose, ha senso fare affidamento su di loro perché ci
rendano giustizia? L’illusorietà di tale speranza appare al di là di ogni
ragionevole dubbio.