La condivisione degli intenti è la pratica più democratica ed efficace di cambiamento positivo attraverso la riflessione e la critica agli stereotipi culturali. Il documento che segue, redatto al termine di una programmazione annuale di iniziative su Lingua e genere, a cura del CPO dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, vuole essere un punto di partenza per sollevare la riflessione critica su un uso stereotipato del maschile nella lingua italiana che porta alla scomparsa delle donne nei ruoli di prestigio e di potere nella società italiana.

Chiediamo uno sforzo collettivo nella diffusione e nella condivisione di questo documento da parte di tutte le associazioni e gli organi istituzionali preposti al sostegno delle pari opportunità, alla valorizzazione della differenza di genere, alla formazione, alla comunicazione, alle organizzazioni sindacali, alle istituzioni locali, regionali e nazionali, ai partiti politici e ai movimenti di opinione, per raggiungere l’obiettivo di nominare le donne per rendere esplicite in quanto donne in tutti i ruli, anche e soprattutto in quelli di prestigio sociale, politico, e culturale.

{{Giuliana Giusti }}

{{Lingua e identità di genere}}
_ Comitato per le pari Opportunità – programmazione 2011 –
Università Ca’ Foscari di Venezia

{{Documento conclusivo}}
_{ redatto da} {{Donatella Artese, Giuliana Giusti, Teresa Santilli
e condiviso dalle partecipanti alle tre iniziative: Carla Berto, Francesca M. Dovetto, Maria Pia Ercolini, Stefania Cavagnoli, Orsola Fornara, Fabiana Fusco, Annamaria Levorin, Gianna Miola, Luisa Napolitano, Rosanna Oliva, Franca Orletti, Manuela Romei Pasetti, Patrizia Tomio,
}}

{condiviso da} {{Rete per la Parità}} {nell’Assemblea del 13 febbraio 2012}

{{La lingua rispecchia la cultura di una società e ne è una componente fortemente simbolica. }}
_ Le parole non si limitano a descrivere le categorie sociali ed epistemologiche esistenti, ma hanno il potere di costruire e rafforzare vecchi e nuovi stereotipi culturali rispetto ai ruoli attribuiti a donne e uomini. Pertanto, {{un uso della lingua rispettoso della parità di genere è di fondamentale importanza per un effettivo superamento delle disuguaglianze}} che sono un dato di fatto della società italiana. Ricordiamo, infatti, che l’Italia è ancora al 74° posto nella classifica mondiale del gender gap http://reports.weforum.org/global-gender-gap-2011/).
_ A circa trenta anni dalla pubblicazione delle {Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana} di {{Alma Sabatini}}, il Comitato per le Pari Opportunità dell’Università Ca’ Foscari di Venezia ha previsto nella programmazione 2011 diverse iniziative su {{Lingua e identità di genere}} (con il patrocinio della Provincia di Venezia, dell’Assessorato alla Cittadinanza delle donne, Comunicazione, Attività Culturali del Comune di Venezia, e dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto). Lo scopo è stato quello di favorire un’attenta riflessione sugli stereotipi linguistici presenti nei media, nei testi scolastici, nella comunicazione istituzionale, nella prassi quotidiana in generale, e promuovere strategie di comunicazione che contribuiscano a creare in tutte le cittadine e i cittadini, ma in particolare nelle giovani generazioni, un’identità di genere positiva e paritaria, con il contributo di giornaliste, giuriste, esperte di formazione e linguiste italiane e straniere.

Nel Febbraio-Aprile 2011, il progetto formativo: {Pari opportunità e lingua italiana. Il caso degli atti amministrativi universitari } è stato rivolto al personale tecnico-amministrativo dell’Università, e al personale del Comune di Venezia.
_ Il 19 settembre 2011, il convegno {Nominare per esistere: nomi e cognomi } ha affrontato il tema dei nomi di ruolo nel linguaggio giuridico e amministrativo e della trasmissione del cognome alla prole. (i cui atti, a cura di Giuliana Giusti, sono disponibili presso l’editrice universitaria Cafoscarina).
_ Il 2-3 febbraio 2012, con il convegno {Declinare i ruoli nella società, nella comunicazione, nella formazione } è stato affrontato il tema dei nomi di ruolo nei mezzi di comunicazione e di come la mancata declinazione femminile dei nomi di prestigio impedisca a creare un’identità di genere paritaria nelle generazioni più giovani.

Ripercorrendo il cammino verso un uso della lingua che aiuti ad eliminare gli stereotipi di genere si possono ricordare le seguenti tappe:
_ Nel 1986 la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha pubblicato i due testi di {{Alma Sabatini}} {Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana} e {Il sessismo nella lingua italiana}che, ancora oggi, costituiscono un ottimo strumento di riflessione sulla lingua italiana e sulle sue potenzialità per far emergere i ruoli che le donne hanno ed hanno avuto nella società, nella storia, e nella cultura italiana.
_ Nel 1995 i governi nella “Quarta Conferenza mondiale sulle donne per l’uguaglianza, lo sviluppo e la pace,” si impegnavano con la Dichiarazione n. 38 {a tradurre in fatti il Programma di azione, assicurando che il tema della parità tra i sessi sia riflesso in tutte le politiche e programmi.}
_ L’obiettivo strategico B del Programma riguarda l’istruzione e la formazione delle donne.
_ L’articolo n.74 specifica:{ i programmi scolastici e i materiali didattici in larga misura pervasi da pregiudizi sessisti e raramente essi sono sensibili alle esigenze particolari delle bambine e delle donne. Ciò rafforza i ruoli tradizionali delle donne e degli uomini e preclude alle donne il raggiungimento di una piena e uguale partecipazione alla vita della società. La mancanza di consapevolezza da parte degli insegnanti a tutti i livelli dei problemi relativi alle donne rafforza le disuguaglianze esistenti e le tendenze discriminatorie, indebolendo l’autostima delle bambine. L’assenza di programmi educativi sulla sessualità e la riproduzione ha avuto gravi conseguenze per le donne e per gli uomini.}
_ Nel 2000, accogliendo le sollecitazioni della Conferenza e nel quadro di azione del IV Programma di azione comunitaria, è stato realizzato il Progetto europeo {PoLiTe}.
_ Nel 2005, il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa e la sua Commissione delle elette locali e regionali ha creato uno strumento destinato ad essere utilizzato concretamente dalle autorità locali e regionali europee: “La città per la parità”, approntando la “Carta europea dell’uguaglianza e della parità delle donne e degli uomini nella vita locale”, che contiene riferimenti al linguaggio. Per la diffusione della Carta dal 2006 è impegnata l’Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa – A.I.C.C.R.E..
_ Del linguaggio trattano anche la Direttiva del Consiglio dei Ministri 27.3.1997 (Azioni positive per l’imprenditoria femminile), il V Programma di Azione Comunitaria (Azioni a sostegno dell’applicazione del mainstreaming e della diffusione di una cultura delle Pari Opportunità tra uomini e donne), la Direttiva del Governo italiano del 24.5.2007 ( misure per attuare parità e pari opportunità tra uomini e donne nelle amministrazioni pubbliche).
_ E’ sconcertante constatare che, salvo poche realtà individuali (alcune firme giornalistiche, alcune amministrazioni regionali o cittadine), tutto è rimasto lettera morta, mentre nel resto dei paesi europei i mezzi di comunicazione, le istituzioni, e la produzione di materiale formativo, hanno adottato regole di comportamento comune, diffuso buone pratiche e messo in atto una decisa svolta rispetto alla possibilità di declinare ruoli e competenze al femminile, di nominare donne e uomini nel riferimento generale e particolare.
{{Riteniamo che l’attuale situazione di incertezza in cui versa l’uso della lingua italiana nel caso in cui si faccia riferimento ad una donna in cariche politiche ed istituzionali prestigiose, come quelle di {ministra, sindaca, assessora, direttrice } di testate di giornali, {segretaria } generale di sindacati, {sottosegretaria} di ministeri, ecc. che spesso erroneamente riferisce alle donne con termini maschili (contrariamente a quanto avviene nel caso in cui le funzioni non siano di prestigio), rispecchi la evidente incerta identità di genere che le donne si trovano a dover assumere quando si trovano a coprire cariche di alto prestigio e responsabilità.}}
_ Riteniamo inoltre che solo con un costante e sistematico impegno congiunto delle istituzioni preposte, {{prime tra tutte}} {{il Dipartimento delle Pari Opportunità ed il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca}}, si potrà realizzare l’obiettivo del {gender mainstreaming } in tutti gli ambiti della comunicazione e della formazione, {{non trascurando il ruolo della lingua nel nominare, definire, sancire ruoli e funzioni per donne e uomini}}.

{{Chiediamo pertanto che}}

-i{{l Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca}} si impegni, nell’ambito dei lavori avviati sulla base del {{Documento di indirizzo sulle diversità di genere}} d’intesa con il Dipartimento per le Pari Opportunità 15.06.2011, a porre l’uso del linguaggio, ed in particolare {{la declinazione al femminile di ruoli e funzioni di potere e di prestigio, tra i principali strumenti da sviluppare al fine di raggiungere l’obiettivo del gender mainstreaming, rendendo esplicita la presenza delle donne nella società, nella consapevolezza dell’impatto del linguaggio sulla definizione dei ruoli e sulla creazione di identità di genere}}.

-{{la Ministra del Lavoro e Welfare}} {{con delega alle Pari Opportunità }} si impegni ad emanare apposite disposizioni che portino alla {{diffusione dell’uso dei termini femminili dei ruoli di prestigio}} nel caso essi siano riferiti a donne, a partire dal termine { {{Ministra}} } per la titolare del dicastero, e {{promuova questo tipo di comunicazione istituzionale a tutti i livelli,}} non escluso quello legislativo e istituzionale, secondo le {Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana}, a cura di {{Alma Sabatini}}, per altro pubblicate all’epoca a cura della stessa Presidenza del Consiglio, e attualmente reperibili on line sul sito del Dipartimento per le Pari Opportunità.

-{{entrambi i Ministeri }} si impegnino ad intraprendere la pianificazione di analisi ed azioni, che abbiano l’obiettivo di diffondere una {{maggiore consapevolezza circa la necessità di un linguaggio rispettoso delle differenze di genere}}, a partire dal mondo dell’istruzione in tutti suoi gradi, soprattutto attraverso il{{ Tavolo di concertazione,}} insediatosi in data 12 ottobre 2010, in attuazione del Protocollo di Intesa stipulato dai medesimi, e diretto alla promozione e attuazione di politiche di pari opportunità a tutti i livelli della scienza, della tecnologia e della ricerca scientifica.

immagine da[ http://ilsessismoneilinguaggi.blogspot.com/->http://ilsessismoneilinguaggi.blogspot.com/2009/06/pubblichiamo-parte-di-un-interessante.html]