In occasione dell’avvio, domani 24 settembre 2026, del corso “La violenza maschile contro le donne: dal riconoscimento alla risposta operativa”, promosso dall’Università di Torino e da Telefono Rosa Piemonte e rivolto a tutta la popolazione studentesca dell’Università di Torino, Telefono Rosa Piemonte diffonde oggi il proprio Report 2025.
Qui sotto il comunicato stampa delle volontarie del Telefono Rosa Piemonte di Torino.
QUI è possibile leggere e scaricare il Report 2025.
COMUNICATO STAMPA
Telefono Rosa Piemonte diffonde il Report 2025
Il documento, elaborato dall’Osservatorio interno, analizza dati, attività, evoluzioni e progetti realizzati nel 2025.
Torino, 23 settembre 2026 – Con la pubblicazione del Rapporto 2025, Telefono Rosa Piemonte condivide il resoconto annuale delle proprie attività, rivolgendosi alla comunità, alle istituzioni, ai media, alle fondazioni, agli esperti del settore, agli operatori e alle operatrici coinvolti, nonché al mondo del privato sociale.
Il documento fornisce un’analisi delle azioni intraprese nel corso dell’anno, dalle situazioni di violenza affrontate ai percorsi di supporto elaborati insieme alle donne prese in carico, fino ai progetti portati a termine o in fase di realizzazione.
L’obiettivo non è rappresentare in modo esaustivo il fenomeno della violenza maschile contro le donne, una problematica complessa e vasta che va oltre la portata di un singolo centro antiviolenza, ma offrire una visione d’insieme dell’impegno di Telefono Rosa Piemonte.
Attraverso i dati e le riflessioni contenuti nel Rapporto, l’associazione mira a fornire uno strumento utile per comprendere il fenomeno e orientare politiche e interventi efficaci per prevenire e contrastare la violenza maschile contro le donne e le ragazze.
Nel corso del 2025 sono state 708 le donne prese in carico, attraverso percorsi di ascolto, orientamento, accompagnamento e tutela. Ogni intervento è costruito nel rispetto dei tempi e delle scelte di ciascuna donna, riconosciuta come protagonista del proprio percorso di uscita dalla violenza.
L’ascolto e l’analisi dei bisogni rappresentano il punto di partenza di percorsi articolati e tra loro collegati, finalizzati in primo luogo a garantire l’incolumità fisica ed emotiva delle donne e a sostenerne l’autonomia e la ricostruzione personale. In tale ottica, l’intervento del Centro si pone l’obiettivo di intercettare e integrare bisogni di natura psicologica, abitativa, lavorativa e di tutela della donna e, ove presenti, dei figli minori, senza imposizioni né giudizi.
Accanto ai percorsi di presa in carico, il canale di ascolto e orientamento — accessibile tramite telefono, WhatsApp, chat ed e-mail — ha registrato nel 2025 5.728 contatti. Si tratta di un servizio di primo accesso utilizzato non solo da donne e ragazze, ma anche da familiari, amici, colleghi e altre persone che cercano informazioni, confronto o orientamento riguardo a situazioni di violenza.
Tra gli elementi emersi dal monitoraggio, assume particolare rilievo il fatto che il 44,8% delle donne si sia rivolto spontaneamente al Centro, senza essere stata inviata da altri servizi o soggetti. Questo dato può essere letto come espressione di una crescente consapevolezza e capacità di riconoscere le dinamiche di abuso, di una minore tolleranza alla violenza e della volontà di sottrarsi ad essa, individuando nel Centro antiviolenza un luogo competente a cui affidare il proprio percorso.
Le esperienze accolte da Telefono Rosa Piemonte raccontano anche di una violenza che coinvolge molte ragazze e giovani donne. Nel 2025, 181 delle 708 donne prese in carico avevano meno di 30 anni, tra cui 12 ragazze con meno di 16 anni. Le loro vicende mostrano come violenze, molestie, umiliazioni, ricatti, aggressioni e comportamenti di controllo attraversino le relazioni affettive, gli spazi pubblici e gli ambienti digitali, delineando una continuità tra la dimensione offline e quella online.
Questa realtà avvalora la necessità di rendere sempre più accessibili le opportunità di ascolto e orientamento per le donne di ogni età, prestando particolare attenzione ai luoghi di vita e di studio delle giovani generazioni. In questa prospettiva si inseriscono gli sportelli realizzati in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino e con l’Università del Piemonte Orientale, presìdi di prossimità che possono favorire un primo contatto, l’emersione di situazioni di violenza e una maggiore conoscenza delle opportunità di ascolto, orientamento e sostegno offerte dal centro antiviolenza.
Le vicende accolte dal centro confermano inoltre che la violenza si manifesta raramente in una sola forma. Spesso, infatti, violenza psicologica, fisica, economica, sessuale, verbale, stalking e molestie convivono nella stessa esperienza, rendendo indispensabile un approccio multidisciplinare e percorsi personalizzati, costruiti insieme alla donna e rispettosi della sua autodeterminazione.
La rilevazione dei dati mostra anche come la dimensione economica continui a incidere sulla possibilità di uscire dalla violenza. Nel 2025, il 54% delle donne prese in carico ha intrapreso il proprio percorso senza disporre di autonomia economica. Per questo motivo, Telefono Rosa Piemonte, oltre a occuparsi di accoglienza e tutela, ha sviluppato iniziative specifiche per promuovere l’indipendenza economica delle donne. Quando possibile, sono state offerte opportunità concrete di inserimento lavorativo, come tirocini retribuiti, percorsi di formazione, corsi di aggiornamento e programmi per il potenziamento delle competenze professionali, strumenti spesso decisivi per agevolare l’uscita dalla violenza.
L’esperienza maturata nel 2025 ha ulteriormente messo in luce l’importanza delle reti collaborative costruite da Telefono Rosa Piemonte in sinergia con istituzioni, università, aziende, enti e partner progettuali. Pur permanendo alcune difficoltà operative e di coordinamento, talvolta legate all’eterogeneità degli approcci, delle modalità operative e dei vincoli tra i soggetti coinvolti, tali reti hanno favorito la collaborazione e l’integrazione di competenze, risorse e responsabilità tra i diversi soggetti, contribuendo ad affrontare la complessità della violenza attraverso interventi che includono protezione, prevenzione e sostegno all’autonomia delle donne.
In questo scenario, l’innovazione digitale ha svolto un ruolo fondamentale nel potenziamento dei servizi, migliorandone la funzionalità e l’accessibilità. L’adozione di nuove tecnologie ha reso più agevole la gestione dei percorsi di accoglienza e semplificato il collegamento con il centro.
Tali progressi hanno ampliato le possibilità di fornire supporto a distanza, rivelandosi preziosi per le donne che vivono in condizioni di isolamento sociale o sottoposte a controllo coercitivo. La digitalizzazione ha anche permesso di ottimizzare il coordinamento interno e di rafforzare la comunicazione online, aumentando la capacità di raggiungere pubblici diversificati e di migliorare significativamente le performance delle attività di sensibilizzazione e informazione.
Questi interventi si inseriscono in un contesto complesso e in continua evoluzione: la lotta alla violenza maschile contro le donne, un problema sistemico alimentato da dinamiche culturali, relazionali e digitali, che richiede un aggiornamento continuo degli strumenti e delle pratiche di intervento.
È cruciale, inoltre, consolidare le sinergie tra istituzioni, servizi e territorio.