È stato presentato il 12 febbraio presso la Fondazione sul giornalismo italiano “Paolo Murialdi”, con la partecipazione, tra gli altri, di Walter Veltroni, Sandra Petrignani, Silvia Garambois, Alberto Crespi e Pietro Spataro, Quando c’era l’Unità. La storia vista dal giornale fondato da Antonio Gramsci. Un libro corale nato dalla collaborazione tra All Around e Strisciarossa, associazione fondata da ex giornalisti de l’Unità. Pubblicato nel 2024, anno del centenario del quotidiano, il volume raccoglie 42 racconti di 39 ex redattori che ripercorrono oltre mezzo secolo di storia italiana e internazionale attraverso l’esperienza del giornale.
Dalla frana di Agrigento al G8 di Genova, dal rapimento Moro alla caduta del Muro di Berlino, fino alle grandi mobilitazioni sindacali dei primi anni Duemila, il libro intreccia grandi eventi e vita di redazione, restituendo il ruolo de l’Unità come osservatore e protagonista della vita politica e sociale del Paese. Centrale è l’idea di un giornalismo schierato ma rigoroso, fedele al principio gramsciano di “dire la verità alle masse”, secondo la missione indicata da Togliatti nel dopoguerra.
Con prefazione di Luca Bottura e copertina di Ellekappa (Laura Pellegrini, storica vignettista dell’Unità), il volume è organizzato in quattro sezioni (sinistra; società e politica; mondo; il giornale) e propone una lettura libera e non lineare. Più che un’operazione nostalgica, il libro vuole essere una riflessione sul presente e sul futuro del giornalismo.
AA.VV. Quando c’era l’Unità. La storia del giornale fondato da Antonio Gramsci, All Around Edizioni, pagine 364
Far east di Ilaria Gremizzi è un romanzo che utilizza il registro del noir per raccontare un territorio periferico e i suoi margini, mettendo al centro la costruzione del tempo narrativo e la densità dei luoghi. Un assalto a un ufficio postale di provincia è il punto di partenza del racconto, ambientato negli anni Novanta. La vicenda si svolge in un territorio rurale di pianura, tra cascine, bocciofile, slot – machine e piccoli centri abitati, lontano dai grandi poli urbani. È in questo contesto che due scapestrati maturano l’idea di una rapina tanto improvvisata quanto destinata a trasformarsi in una deriva. Il romanzo procede per episodi, deviazioni e tempi di attesa. L’azione non è mai centrale, la rapina diventa così l’esito di un percorso, più che un semplice evento.
La scrittura di Ilaria Gremizzi è fisica e diretta e restituisce un microcosmo popolato da figure eccentriche e leggende locali, senza idealizzazioni né compiacimenti. Gli anni Novanta fanno da sfondo a una storia che riflette su desiderio, attesa e scelta, evitando ogni nostalgia.
Ilaria Gremizzi, Far Est, Prospero Edizioni pagine 352
Massimo Gatta è bibliotecario dell’Università degli Studi del Molise e studioso di editoria del Novecento, tipografia privata e bibliografia. È direttore editoriale della casa editrice Biblohaus, specializzata in bibliografia e bibliofilia.
Per la casa editrice Graphe.it è stato recentemente pubblicato Breve storia della bibliofilia femminile (XIV-XXI secolo), una storia della bibliofilia femminile dal Medioevo a oggi, tra dame, rilegatrici, libraie, stampatrici e collezioniste spesso dimenticate.
Gatta riporta alla luce figure centrali del collezionismo librario e editoriale internazionale, da Eleonora d’Aragona a Vittoria de Buzzaccarini.
Il libro contiene contributi di Hans Tuzzi e Carmen Verde e la ristampa anastatica di Donne bibliofile italiane (1926) di Fumagalli.
Massimo Gatta, Breve storia della bibliofilia femminile (XIV-XXI secolo).Prefazione di Hans Tuzzi e uno scritto di Carmen Verde, Graphe.it, pagine 162
Dopo venticinque anni in ruoli manageriali presso multinazionali tecnologiche, Susanna Di Vincenzo ha fondato 17tons Società Benefit, una startup innovativa che misura il valore del capitale naturale e supporta le imprese nello sviluppo di strategie sostenibili.“Basta essere umani” è il suo debutto editoriale. Un saggio che affronta in modo diretto e accessibile il tema della crisi climatica e del ruolo dell’essere umano nel futuro del pianeta. Il libro invita a una riflessione sulle scelte individuali e collettive necessarie per contrastare l’estinzione della specie umana e limitare le conseguenze, sempre più evidenti, dei cambiamenti climatici su tutti gli esseri viventi. Al centro del testo c’è una ridefinizione del concetto di umanità, intesa non come esperienza isolata ma come espressione di una soggettività condivisa, che prende forma all’interno delle comunità.
Nel volume Susanna Di Vincenzo intreccia dati scientifici, osservazione sociale e pratica quotidiana – fa parte della rete “Voci per il Clima” di Greenpeace – per analizzare il legame tra crisi ambientale, relazioni umane e benessere mentale.
L’obiettivo è offrire strumenti concreti per promuovere un nuovo umanesimo ecologico e collettivo.
Susanna Di Vincenzo, Basta essere umani. Guida pratica per non estiguersi, All Around Edizioni, pagine 194