Carine Tardieu, cinquantenne regista e sceneggiatrice francese attenta alla condizione femminile, torna con il suo ultimo lungometraggio, L’Attachement – La Tenerezza (2024) sul tema dei legami affettivi. Amorosi amicali o familiari, i legami che “nutrono” attraversano come un file rouge tutta la filmografia della Tardieu a cominciare da L’ainé de mes soucis (2004). In questo premiato cortometraggio è la parrucca che vola via, svelando la testa pelata di una giovane madre malata di cancro, il pretesto per condividere in famiglia la paura della mancanza giocando sul problema dei capelli. In Toglimi un dubbio (2017) è la scoperta di un artificiere di non essere figlio biologico del padre oppure il tenace amore di un medico quarantenne per la settantenne di I giovani amanti (2022) la “bomba” che costringe i personaggi a cambiare.
Nel lungometraggio L’Attachement – La Tenerezza, tratto dal romanzo L’Intimité di Alice Ferney, è la morte a fare esplodere la vita. Una donna in procinto di partorire affida a Sandra, la sua vicina di casa, il figlio Eliott di cinque anni e corre con il marito in ospedale. La donna muore di parto e Sandra all’improvviso si trova catapultata dalla sua vita di libraia cinquantenne e single nella sconosciuta quotidianità di Alex, vedovo della donna e padre della neonata Lucille. Il film è scandito dai mesi di vita di Lucille ma anche dalla “crescita” di tutti i personaggi a cominciare da Sandra che, pur non tradendo la sua autonomia, si coinvolge affettivamente con la famiglia allargata della porta accanto. Sono Eliott e Lucille a rendere possibile il passaggio di testimone dalla propria madre a Sandra: da una donna che ha scelto di donare un figlio al proprio uomo ad una single che si lega ai due bambini “restituendosi a se stessa”.
Con leggera profondità Carine Tardieu racconta il potere trasformativo dei legami intendendo come lei stessa dice relazioni fondate sull’empatia e la cura e non sul bisogno. Interessante da questo punto di vista il personaggio di Emillia, un medico che cura ma non sa prendersi cura. Non a caso in una scena del film balla fuori tempo esprimendo da una parte la felicità incontenibile di sposarsi ma anche l’incapacità di adeguarsi a un “ritmo” che non sia quello della propria interiorità. Anche Alex, pur essendo un padre affettuoso, deve accordarsi sul tempo del lutto per non riempire il vuoto lasciato dalla moglie con un nuovo amore.
Il personaggio di David, il padre naturale di Eliott che ha affidato il figlio ad Alex, a suo modo riesce a trovare un posto nella famiglia allargata.
Bravi tutti gli interpreti Pio Marmaï (Alex), Vimala Pons (Emillia), Raphaël Quenard (David), Cësar Botti (Eliott) e soprattutto Valeria Bruni Tedeschi (Sandra) attenta alle sfumature del personaggio che interpreta: una donna “forte” in sintonia con se stessa e il mondo.
L’Attachement – La Tenerezza è attualmente nelle sale cinematografiche. Un film da vedere.