Un appello pubblico alle istituzioni per rendere finalmente accessibili e completi i dati sulla violenza maschile contro le donne e di genere. Questo è il cuore della nuova mobilitazione promossa dalla campagna #DatiBeneComune, insieme a D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza e Period Think Tank, che richiama Governo, Ministero dell’Interno e Ministero della Giustizia alle proprie responsabilità democratiche.
«Per capire e contrastare la violenza contro le donne e di genere servono dati aperti, aggiornati e consultabili nel tempo. Non è una richiesta simbolica: è un diritto e un obbligo di legge» afferma con nettezza Daniela Casula Caruso. «Senza dati aperti non possiamo comprendere né prevenire la violenza. Quando i dati non sono pubblici, la conoscenza resta nelle mani di pochi. E senza conoscenza non ci può essere né responsabilità né prevenzione». Un concetto condiviso da Cristina Carelli, presidente di D.i.Re, che ribadisce quanto il contrasto alla violenza maschile sulle donne sia «un fatto politico», misurabile attraverso la trasparenza.
Sulla stessa linea Giulia Sudano, presidente di Period Think Tank, che sottolinea come «l’ampliamento dell’accesso ai dati e la loro completezza» sia indispensabile per politiche efficaci: «Crediamo che questa campagna possa rappresentare un punto di svolta molto importante per ottenere un maggiore impegno istituzionale per la trasparenza e la completezza dei dati necessari alla prevenzione e al contrasto della violenza maschile alle donne e di genere».
Una mobilitazione nazionale
La richiesta è chiara: rendere pubblici, in formato aperto e consultabile, i dati sulla violenza di genere. Non un dettaglio burocratico, ma “una scelta politica e di responsabilità democratica”.
La campagna #DatiBeneComune, nata nel 2020 per chiedere trasparenza sui dati legati alla pandemia, è oggi un punto di riferimento nazionale nella promozione della cultura degli open data e del controllo democratico sulle politiche pubbliche.
Tra i promotori dell’iniziativa: D.i.Re, rete nazionale antiviolenza, riunisce 88 organizzazioni che ogni anno supportano oltre 23.000 donne nei Centri antiviolenza e nelle Case rifugio; Period Think Tank, con sede a Bologna, lavora per l’equità di genere attraverso un approccio femminista intersezionale ai dati, promuovendo informazione, advocacy e formazione per politiche pubbliche più giuste.
La mobilitazione chiede un impegno semplice ma decisivo: liberare i dati per rendere visibile la violenza, riconoscerla e prevenirla. Perché senza trasparenza – ricordano gli organizzatori – nessuna trasformazione culturale o politica è possibile.
Utilità
L’iniziativa invita organizzazioni civiche, centri di ricerca, associazioni e media indipendenti ad aderire alla lettera aperta indirizzata a Governo e ministeri competenti, scrivendo all’indirizzo info@datibenecomune.it con oggetto “Vogliamo i dati sulla violenza di genere”.
Cittadine e cittadini possono sostenere la mobilitazione firmando la petizione su datibenecomune.it e partecipando alla campagna digitale con gli hashtag #dativiolenzadigenere, #liberiamolitutti, #datibenecomune.