La regista e sceneggiatrice Chiara Cremaschi, con il sostegno dell’Archivio nazionale cinematografico della Resistenza e della Fondazione Mondadori, sta realizzando un docufilm (prodotto dalla società “I Cammelli”), su Alba de Céspedes (Roma 1911 – Parigi 1997), scrittrice e partigiana, nome di battaglia “Clorinda”, e più precisamente sulle sue trasmissioni, durante la Resistenza, a Radio Bari “L’Italia combatte”, intitolate ”Istruzioni per il sabotaggio”, in cui si rivolgeva in particolare alle donne.
I testi si sono conservati ma le registrazioni sono andate perse perciò la regista invita, tramite media e social, donne di qualsiasi età che desiderino partecipare a un progetto tanto importante, sia per la figura di Alba che per il senso profondo di scelte di libertà e democrazia quanto mai attuali: “Siamo in fase di ricerca e riflessione e vogliamo “riempire” questa mancanza con voci e corpi, vogliamo incontrare delle testimonianze di Resistenza, proprio come avrebbe fatto Alba de Céspedes. Con Resistenza ”intendiamo la militanza e/o la lotta contro forme di dominio e di oppressione.”
Nelle indicazioni tecniche di base per la partecipazione, si legge che bisogna inviare a Chiara Cremaschi un self-tape, una registrazione video con una presentazione personale e la lettura del testo prescelto; per la lista e le istruzioni di registrazione vedi qui sotto.
“La presentazione non necessita di tutti i dati personali ma della spiegazione di perché ci si candida per leggere i testi e a chi vanno i propri personali consigli di “sabotaggio” e perché. Nessuna è obbligata a svelare niente di più di quello che si sente e può scegliere il tono e lo stile del racconto della lettura. I testi sono brevi e se ne sceglierà uno.”
Cenni biografici di Alba de Céspedes
Di madre romana (Laura Bertini Alessandrini) e di padre cubano (Carlos Manuel de Céspedes y Quesada, il primo Presidente di L’Avana e ambasciatore, figlio di Carlo Manuel de Cèspedes), Alba de Céspedes ebbe un vissuto cosmopolita, una vivace vita affettiva, lavorativa e intellettuale connotata da un forte amore per la libertà e un forte impegno politico che la videro in prima linea nella Resistenza e una protagonista del Novecento. Dal suo precoce e breve matrimonio (1926 -1931), con il conte romano Giuseppe Antamoro ebbe un figlio, Franco. Il successo coronò il suo primo romanzo Nessuno torna indietro (1938), che resta tra le opere principali: ambientato in un collegio femminile romano, racconta la vita di otto ragazze che cercano ciascuna la propria strada, sfidando i dettami sociali. Fondatrice e direttora (1944–1948) della rivista “Mercurio” su cui firmarono tra gli/le altr* Hemingway, Moravia, Sibilla Aleramo, Moravia, Montale, dopo la guerra collaborò con “Epoca” e con “Stampa”. Il secondo romanzo, Dalla parte di lei (1949), ne consolidò la fama e la scelta di trattare sempre temi socialmente e politicamente difficili e rilevanti e di particolare valenza nell’analisi e nella denuncia: tratta di una donna che dal carcere narra le motivazioni dell’aver ucciso il marito. Analisi drammatica e introspettiva di un vissuto coniugale violento e delle dinamiche della sua dipendenza. Delusa dal clima politico dell’Italia dei primi anni Cinquanta, scelse “l’esilio volontario” a Parigi dove si dedicò totalmente alla scrittura letteraria e poetica, alla sceneggiatura teatrale e cinematografica. Il terzo romanzo, tradotto in molte lingue, ne decretò il successo a livello internazionale: Quaderno proibito (1952) è il diario di una donna che vi riversa i più intimi e veri pensieri sul ruolo familiare assegnatole.
Info mail: chcremaschi@gmail.com
INDICAZIONI TECNICHE BASE PER SELF TAPE “CLORINDA”
* Usa il cellulare in orizzontale.
* Appoggialo su un supporto stabile (es. Bicchiere o bottiglia piena)
* Inquadra viso e busto.
* Usa luce frontale naturale o uniforme.
* Evita di metterti in controluce (es. Finestra) e verifica i rumori di fondo ( scegli un luogo silenzioso)
* Parla con audio chiaro e naturale.
* Controlla video e audio prima dell’invio.
* Fai una seconda volta lo stesso video
TESTI DI CLORINDA PER SELF TAPE
“È una donna che vi parla, stasera. Una donna che ha lasciato la sua casa in due ore, si è cacciata in un treno all’alba, ha avuto giorni difficili fuggendo di paese in paese, e poi ha deciso di guadare il fiume e traversare le linee del fuoco per venire da questa parte.”
“Vorrei che insieme risalissimo, oggi, coste e montagne del nostro Paese. E vedessimo, a mezzo di esso, una fiammeggiante frontiera di là e di qua della quale, città e persone si tendono disperatamente le braccia senza arrivare a toccarsi. Oltre questa frontiera, tutto è rovina, terrore e disordine. E anche in noi, a volte, c’è scoramento e amarezza. Poiché nulla è salvato, nulla sarebbe più da salvarsi se non contassimo in una nostra dignità personale e di un popolo al quale tutto è affidato: quel che facciamo oggi, quel che faremo domani per risollevarci.”
“Vi dico che è allora, quando voi credete che tutto sia finito, che il vostro lavoro incomincia. La vostra deve essere guerra, non è necessario andare sulle montagne. Una guerra sorda, paziente, ansiosa, continua, come una lima sull’acciaio, una goccia sulla pietra. Calmi abbiamo resistito per tanti anni, calmi dobbiamo lavorare adesso. Un ordine passato in ritardo, una merce, una lettera spedita in ritardo, finanche un errore in un dattiloscritto, un errore tipografico, possono essere utili. Forzati a lavorare con loro, dovete lavorare contro di loro.”
“Telefoniste delle zone ancora occupate, attenzione! Abbiamo bisogno del vostro aiuto. Voi, proprio voi, personalmente, col vostro sordo continuo sabotaggio potete combattere al modo di un patriota o di un soldato. Le vostre cuffie, le vostre lampadine, le vostre spine sono le vostre armi. Dovete usarle per ostacolare, intralciare il lavoro dei fascisti e dei tedeschi. A voi vengono chiesti i numeri interurbani, dalla vostra sollecitudine dipendono importanti conversazioni. Se il telefono non risponde, se la comunicazione non giunge in tempo, ordini urgentissimi non possono essere dati, contrordini non possono essere trasmessi. Dovete richiedere le comunicazioni quando sapete che gli uffici sono già chiusi, dovete rispondere spesso, molto spesso: la linea è interrotta, la linea è occupata. Passare per semplice una telefonata urgentissima. Dimenticare o comunicare in ritardo i messaggi che vi sono affidati. È vostro imprescindibile dovere intralciare l’ingranaggio, essere solidali con noi per affrontare il giorno della libertà e della pace.”
“Vorrei dire, stavolta, due parole alle donne che lavorano, alle dattilografe, stenografe, segretarie, a tutte le impiegate, insomma. Credete di non poter far nulla, voi, chiuse nel giro della vostra vita consuete, casa e ufficio, casa e ufficio. Credete. E invece, io vi dico che potete, voi, proprio voi, col vostro grembiulino nero, davanti alla vostra macchina da scrivere, essere altrettanto utile di un patriota o di un soldato. A voi sono dettate certe lettere che avrebbero, a volte, tutt’altro significato con un piccolo errore di macchina, con una parola saltata. Ordini importantissimi vengono dattilografati da voi e una data alterata può essere utile più di dieci fucili. Siete voi che aprite la corrispondenza e potete stracciare una lettera che giudicate dannosa. E soprattutto, è vostro dovere distruggere, alterare, gli ordini diretti contro i patrioti, contro gli antifascisti.”
“Ci rivolgiamo a voi, stasera, agenti di polizia. A voi è affidato l’incarico di ricercare, scovare, arrestare, gli antifascisti, i renitenti di leva, coloro che si rifiutano di obbedire ai soldati di Hitler. Inutilmente vi difendete dietro la certezza di aver soltanto eseguito un ordine. Perché voi potreste difenderli, invece, aiutarli, pur fingendo di ricercarli accanitamente. Voi potete ricercarli nelle abitazioni che hanno abbandonato da tempo, potete presentarvi in casa loro quando li sapete assenti e renderli così avvertiti che la Polizia ha scovato il loro rifugio. Potete fingere di seguirli e perderli di vista, invece. Dar loro il tempo di fuggire. Potete fingere di credere a quel che la loro madre dice e andare a cercarli altrove. Non vi sarà difficile farveli sfuggire di mano dopo averli arrestati, fingendo di essere stato aggredito, costretto con la forza. Voi sapete benissimo, agenti di Polizia, quel che dovete fare.”
“Noi vi diciamo che la vostra zona di combattimento deve essere la strada. Agite in piccoli gruppi, o meglio in due o tre persone. Ma anche una persona isolata può danneggiare efficacemente una strada. Alle svolte strette, quelle cosiddette “pericolose”, dovete ammucchiare sassi e pietre per tutta la larghezza della strada, in modo che l’automobile che giunge a velocità non possa fare in tempo a sterzare. Ostruite con ciuffi d’erba e terra i tombini, le cunette per provocare allagamenti o frane. Se la strada è alberata tendete un grosso filo di ferro da una parte all’altra della strada. Ai bivi spostate i cartelli indicatori e le frecce, in modo che prendano una strada sbagliata. Di notte spostate la lampada rossa che indica le strade ostruite o in riparazione. Se abitate nei pressi di una linea ferroviaria che sia ancora in efficienza, ammucchiate sassi sui binari, introducete sassi negli scambi, dove le rotaie si biforcano, fate saltare le traversine. Fate rotolare un grosso albero a una curva della strada, o su una linea ferroviaria, o all’imbocco di una galleria. Ostruite la strada! Danneggiate la strada! Paralizzate la strada!”