Sarà una grande mobilitazione quella che DOMANI sabato 10 novembre porterà in più di cento piazze italiane chi intende dire no al Disegno di legge Pillon. A Roma (piazza Madonna di Loreto, ore 11), come a Milano (Piazza alla Scala alle ore 15 )e in altri territori, migliaia di donne manifesteranno. Una volontà collettiva che da tempo ha deciso di non perdere quella sana abitudine di riprendersi voce e piazze.Dal Piemonte alla Sicilia scenderanno in piazza migliaia di donne e uomini – trasversali alle generazioni (più di 100mila le firme già raccolte dalla petizione su Change.org) – tra movimenti, organizzazioni, sindacati (puntuale è arrivata anche l’adesione della Cgil e del PD per la stessa data) –In questi mesi largo e radicale è stato il dissenso contro il testo del senatore leghista membro promotore del gruppo parlamentare Vita Famiglia e Libertà.
Numerose sono le ragioni che conducono a ribadire la dissennatezza del disegno di legge, una tra tutte – semplice e sintetica – è che, essendo approvato, andrebbe a ledere la libertà delle donne, delle bambine e dei bambini, minori questi ultimi anch’essi danneggiati pesantemente in caso di separazione dei genitori. Queste le ricadute più immediate che fanno capo a una rappresentazione generale irreale che propone una idea di famiglia che – grazie al cielo, verrebbe da aggiungere – non esiste più. Perché le famiglie così come le coppie si possono disfare e si possono inventare nuove vite nella autodeterminazione e del rispetto di leggi ragionevoli, in particolare nell’interesse dei e delle minori coinvolt*.
Molte sono le parti politiche che hanno detto no, perché questo disegno di legge è qualcosa di gravemente retrogrado, involuto e foriero di pratiche violente e coercitive, pur tuttavia Simone Pillon non ha ceduto, convinto come è della assoluta bontà di quanto pensato. Brutale, grossolano e asfittico al pari del mondo delle idee che ne abita le elucubrazioni, dinanzi al pericolo che il ddl venga approvato ci vuole proprio una bella ventata di aria fresca a spazzare via una simile indecenza legislativa e politica.
Mentre la deputata del Partito Democratico Lucia Annibali scrive su Twitter “Il ddl #Pillon sull’affido condiviso è maschilista, colpisce le donne più deboli e non guarda al supremo interesse del minore. Una legge che rischia di intrappolare le donne in relazioni violente, con grave rischio per la loro incolumità e per quella dei loro figli. Va fermato.”