Con la chiusura delle ultime scuole ancora aperte, prende ufficialmente il via l’estate per milioni di studenti italiani. Una pausa che durerà fino all’inizio o alla metà di settembre e che, secondo WeWorld e MammadiMerda, rischia di trasformarsi ancora una volta nell’«estate delle disuguaglianze».
Le due organizzazioni hanno rilanciato la campagna “Ristudiamo il calendario”, una petizione che nel 2025 ha raccolto oltre 75mila firme e che punta a riaprire il dibattito sull’organizzazione del tempo scolastico in Italia, uno dei Paesi europei con le vacanze estive più lunghe, comprese tra le 12 e le 14 settimane.
Su change org è possibile firmare la petizione, a questo link: https://c.org/HvdTjx4pYs
Secondo WeWorld e MammadiMerda, la lunga interruzione delle lezioni non rappresenta soltanto una sfida organizzativa per le famiglie, chiamate ogni anno a conciliare lavoro, ferie e cura dei figli, ma contribuisce anche ad ampliare le disuguaglianze educative e sociali. Molti bambini e adolescenti, infatti, durante i mesi estivi perdono occasioni di apprendimento, socializzazione e crescita personale, mentre per le famiglie con minori risorse economiche l’accesso a centri estivi e attività educative risulta spesso proibitivo.
A preoccupare è anche il fenomeno del cosiddetto “summer learning loss”, ovvero la perdita delle competenze acquisite durante l’anno scolastico, che colpisce in misura maggiore gli studenti provenienti da contesti più fragili.
La petizione promossa dalle due realtà chiede alle istituzioni di ripensare il calendario scolastico attraverso una migliore distribuzione delle pause durante l’anno, l’apertura delle scuole nei mesi di giugno e luglio con attività extrascolastiche e l’introduzione obbligatoria del tempo pieno fino ai 14 anni.
A sostegno della proposta vengono richiamati i risultati di un sondaggio realizzato nel 2025 da WeWorld e MammadiMerda. L’indagine evidenziava che una famiglia su due riscontra difficoltà nella ripresa scolastica a settembre, mentre un genitore su venti ha dichiarato di aver rinunciato a opportunità lavorative o addirittura lasciato il lavoro per gestire la lunga pausa estiva dei figli. Inoltre, il costo medio sostenuto dalle famiglie per coprire una parte delle settimane di chiusura scolastica attraverso centri estivi e attività educative si aggira intorno ai 530 euro per ciascun figlio.
«La fine della scuola non può coincidere con la fine delle opportunità educative», afferma Greta Nicolini di WeWorld. Secondo l’organizzazione, è necessario che le istituzioni sostengano concretamente le famiglie con servizi e tempi scolastici più adeguati, anche per favorire l’occupazione femminile e una migliore conciliazione tra vita privata e lavoro.
Sulla stessa linea Francesca Fiore, fondatrice di MammadiMerda, che sottolinea come la questione non riguardi soltanto le famiglie ma investa temi più ampi come lavoro, natalità ed educazione. «Non chiediamo più giorni di scuola – spiega – ma una diversa distribuzione del tempo scolastico e attività accessibili quando la didattica si interrompe».
Nel frattempo, WeWorld continuerà a garantire attività gratuite durante l’estate attraverso i centri educativi Frequenza 200 presenti a Milano, Roma, Cagliari, Aversa e Catania. Laboratori creativi, attività sportive, uscite culturali e momenti di socializzazione saranno proposti per contrastare il rischio di esclusione educativa e sociale nei mesi di chiusura delle scuole.
Per l’organizzazione, il tema del calendario scolastico si inserisce in una riflessione più ampia sulla necessità di costruire una scuola più inclusiva e vicina ai bisogni delle nuove generazioni. In questo quadro rientra anche la campagna “Parliamone. Meglio prima che mai”, dedicata alla promozione dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, che WeWorld considera uno strumento fondamentale per favorire consapevolezza, inclusione e prevenzione delle discriminazioni.
La sfida, secondo l’associazione, è garantire opportunità educative durante tutto l’anno, affinché la pausa estiva non diventi un fattore di ulteriore disuguaglianza per bambini, bambine e adolescenti.