Foto Eleonora Camilli/Rs
Nuovo sgombero roma – 04 settembre 2017 4

Ieri mattina le forze dell’ordine hanno smantellato il presidio di Madonna di Loreto a due passi da piazza Venezia. 29 persone trasferite nei centri, ma alcuni starebbero già tornando in strada. “Soluzioni inadeguate, serve la garanzia che sistemino tutti”  E poi? Come si fa a vivere così?”. Lo grida tra le lacrime una ragazza eritrea dopo che all’alba le forze dell’ordine (una task force composta da personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, da Polizia Roma Capitale, della sala operativa sociale del Comune e dall’Ama) hanno smantellato il presidio di piazza Madonna di Loreto, a due passi da piazza Venezia nel cuore di Roma. Qui sotto due gazebo dormivano da giorni 57 persone, donne, uomini, bambini. Il più piccolo, David, ha solo tre mesi. La mamma, 30 anni, lo sistema nella carrozzina: “Per fortuna lui può stare qui dentro – dice -. Noi dormiamo per terra. Ci dicono che dobbiamo andare nei centri, ma come faccio a separarmi da mio marito con un bambino così piccolo?”. Hagerie, 27 anni, invece sta finendo il nono mese di gravidanza, e dovrebbe partorire il 19 settembre: “Sono molto stanca, non ce la faccio più – dice – Io da sola al centro non ci voglio stare, voglio stare con mio marito, non è giusto che un padre non possa stare vicino a suo figlio”.

 

Il problema dei posti: “Non possono separare i nuclei familiari”. Dopo lo sgombero alcuni rifugiati (29 persone) hanno accettato inizialmente di trasferirsi temporaneamente nelle strutture di Casilina e Boccea. Ma quasi tutti starebbero già tornando indietro. Il problema, spiegano, è che i posti sono separati: da una parte le donne, dall’altra gli uomini, dall’altra ancora le mamme con bambini. I nuclei familiari, dunque, devono dividersi. “Queste persone vorrebbero provare a fidarsi, io li sto convincendo, ma il Comune deve assicurare un posto per tutti, e soprattutto permettere alle famiglie di stare insieme – sottolinea Gemma Vecchio, presidente di Casa Africa, che si sta facendo portavoce dei rifugiati eritrei sgomberati prima dal palazzo di via Curtatone, poi da piazza Indipendenza e oggi dal presidio di Madonna di Loreto. “Vogliamo avere la garanzia che sistemano tutti:120 uomini e 70 famiglie – aggiunge – non possono offrire solo venti posti ogni volta e in condizioni inaccettabili. Io sto facendo di tutto per trovare un punto di incontro con il Comune ma queste persone devono essere rassicurate, gli vanno proposte soluzioni reali”. La linea di Gemma si scontra con quella più dura dei movimenti per la casa. “La proposta fatta dal Comune per i migranti sgomberati questa mattina a piazza di Madonna di Loreto, è ancora una volta inadeguata. Li hanno portati in due centri: uno a Casalotti, l’altro sulla Casilina, che avevano già rifiutato il 20 agosto. Sono soluzioni provvisorie, inaccettabili – afferma la portavoce del Movimento per il diritto all’abitare di Roma, Margherita Grazioli-. La considerazione che hanno di queste persone lo dimostra che stamattina i loro beni personali sono stati caricati su un furgoncino dell’Ama”.