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Ricordo personale di “Lisetta” Toscano Piccione, una donna speciale

Elisabetta “Lisetta” Toscano Piccione nasce 1921 a Siracusa, figlia del noto Podestà di Siracusa, Lorenzo Toscano e moglie dell’avvocato Corrado Piccione. La sua vita è stata dedicata all’impegno civico, dalla parte delle donne.

Fu lei a fondare la prima casa per le ragazze madri e ad accogliere le giovani donne in stato di difficoltà.

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E’stata per decenni punto di riferimento per tantissime persone, in particolare, appunto, donne o ragazze madri, per le quali ha sempre avuto attenzione e accoglienza. Tramite varie organizzazioni, in ultimo con il Cirs di cui è stata storica presidente della sezione provinciale, ha realizzato attività di reinserimento sociale, educativo e riabilitativo, grazie alla sua intelligenza e nobiltà d’animo. Senza clamori e senza riconoscimenti. Diverse le collaborazioni anche con la Caritas Diocesana.
Il suo tratto gentile, il suo calore, la sua disponibilità all’ascolto, alla comprensione delle debolezze umane, il suo lavoro per le donne con un servizio che ha praticamente inventato a Siracusa, sono tratti che resteranno per sempre nella memoria di chi l’ha conosciuta, doni che resteranno per sempre alla nostra comunità, Siracusa non dimenticherà mai il suo impegno al fianco dei più fragili, aiutando e supportando con tenacia e un sorriso, soprattutto, le donne.

 

Lisetta Toscano Piccione scompare all’età di 99 anni Domenica 7 febbraio 2021.

E’ stata una donna impegnata nel sociale e nell’Azione Cattolica Italiana, testimone oculare della Lacrimazione della Madonna a Siracusa.

Lisetta, infatti, il 31 agosto 1953 fu incaricata dalla Curia Arcivescovile di Siracusa per la sua affidabilità e si recò con l’inseparabile amica Giovanna Contarella dell’Unitalsi, nella casa di via degli Orti e, come raccontò il giorno dopo, davanti al Tribunale Ecclesiastico dell’Arcidiocesi di Siracusa, nella testimonianza giurata del 1 ottobre 1953 : “Ebbi il Quadro nelle mani e notai che era completamente asciutto. Insieme con altri ci portammo nella camera da letto della Giusto e posammo il Quadro sul letto; continuai a esaminarlo bene e avendo visto che non lacrimava, delusa lo ricoprii con un pannolino, e dietro le insistenze della Giusto, assieme agli altri astanti e la stessa Giusto uscii dalla camera da letto e ci trattenemmo tutti nella stanza attigua. Non potendo uscire perché la porta era bloccata dalla folla. Dopo circa 10 minuti pensai che fosse il caso di andar via, ma desiderando rivedere ancora una volta il Quadro per essere ancora più certa che non presentasse alcuna anormalità, pregai la Giusto di farmelo rivedere. E così insieme con lei rientrai nella camera da letto. Con le mie mani tolsi il pannolino con cui io stessa avevo ricoperto il Quadro, che stava in posizione orizzontale sul letto e fui sorpresa di vedere il viso della Madonna inondato di lacrime, che evidentemente erano sgorgate da qualche minuto, perché si erano raccolte abbondantemente nelle pieghe del manto e, principalmente, nel cavo del braccio nella piega del gomito. Le asciugai in parte col mio fazzolettino (…)”.

Il quadro fu nei giorni seguenti sottoposto all’esame di una Commissione scientifica presieduta dal dottor Michele Cassola, il quale pur essendo ateo e non credente, non sapeva spiegarsi scientificamente il fenomeno. Dopo la pubblicazione del documento redatto dalla commissione scientifica, il 12 dicembre 1953, l’episcopato della Sicilia, unanimemente dichiarò autentica e senza dubbio la lacrimazione prodigiosa.

Dopo aver assistito al prodigioso evento, Lisetta amava definirsi una “donna senza fede”, in quanto aveva visto con i suoi occhi le Lacrime della Madonnina, della quale divenne appassionata testimone.

Il fazzoletto intriso delle prodigiose lacrime è stato poi donato al Santuario di Siracusa ed è tutt’ora racchiuso nel reliquiario del Santuario.

Lisetta ha lasciato una traccia profonda di bellezza nella vita della Diocesi e della città, nel cuore di tante mamme e di tante famiglie, nel sentimento della pietà del popolo. 

Il mio personale ricordo è legato all’evento di beneficenza che organizzavamo ogni anno con l’Associazione che mi onoro di presiedere, la FILDIS, l’8 marzo e tutto il ricavato andava a Lisetta e alla sua casa famiglia per giovani donne in difficoltà.