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Raccolta fondi per il documentario “Enne Enne” sulla cittadinanza di Tezeta Braham

“Abbiamo conosciuto Tezeta alla presentazione del suo libro, Nostalgia, nella Casa internazionale delle donne di Roma” dice ISABELLA PERETTI, ” Noi come Sconfinate ci siamo sempre interessate ai problemi della cittadinanza e del rapporto tra il passato coloniale fascista e immigrazione attuale. Un passato che l’Italia ha voluto dimenticare con il titolo Italiani brava gente! ma non tutti siamo stati brava gente in Libia, Etiopia ed Eritrea e c’è un rapporto tra quel periodo e l’immigrazione d’oggi, in molti/e provenendo da quelle zone.” Un impegno non solo teorico date le iniziative in proprio o partecipate con associazioni che sostengono chi lotta da decenni per la cittadinanza. “L’occasione persa, e che si sarebbe dovuto evitare di perderla” prosegue Peretti, “è stata la mancata discussione al Senato della proposta di una legge di riforma, poi la legge è caduta, ci sono state nuove elezioni, il vento è cambiato.”

Tezeta Abraham descrive il suo lavoro nato dalla insoddisfatta curiosità di ragazza, giunta a 5 anni in Italia, verso la storia della terra d’origine che nella scuola “… sembrava, nel mio caso, essersi fermata alla Seconda Guerra mondiale.” All’incontro con Le Sconfinate è giunta con alle spalle quattro anni di ricerche e interviste a persone “che per esperienza di vita o per studio ne sapevano più di me sul Corno d’Africa” dice Abraham, “ma l’idea del documentario è nata dall’essermi imbattuta in Giuseppe Gigliotti, che vive in Veneto ed è nato in Eritrea negli anni Trenta ed è stato in uno di quegli orfanatrofi anche dovuti alle leggi razziali, essendo vietati i matrimoni tra uomini italiani e donne delle Colonie.” Tra le interviste del documentario, oltre a Gigliotti, quelle ad Angelica Pesarini docente all’Università di Toronto che si occupa di studi postcoloniali e antirazzismo; Gabriella Ghermandi scrittrice e musicista che conosce molto bene la storia del Corno d’Africa; il giornalista Vittorio Longhi anche lui collegato col Corno d’Africa e molto esperto. “Parlo anche con la rete TG 2 e con chi ha partecipato alla campagna in cui tutti abbiamo sperato in quella legge di riforma che purtroppo è caduta. Il mio lavoro vuole essere la condivisione di una ricerca, una sintesi dagli anni Trenta all’oggi attraverso i contesti e le leggi italiane, la Bossi Fini, la Turco Napolitano, ma vuole anche capire perché c’è tutta questa resistenza a fare una riforma che chiediamo da tanto tempo e attendiamo con trepidazione tutti quanti. Chi nasce in Italia è italiano, sente un senso di appartenenza a questo Paese ed è brutto constatare come si creano questi dislivelli; in una società moderna è giusto fare questo tipo di riforma, penso sia urgente ormai. Invito ad andare a votare ai referendum abrogativi dell’8 e 9 giugno, a far raggiungere il quorum; è un primo passo sulla via di una piena riforma.” La raccolta fondi punta a far uscire il documentario prima dell’appuntamento di giugno che tra i cinque quesiti ha quello sulla CITTADINANZA. Viene chiesto un “Sì” per dimezzare i tempi d’accesso, da 10 a 5 anni, rimanendo in ogni caso “ulteriori 4 anni di pratiche da espletare.” Al proposito, segnaliamo l’intervista a LARA GHIGLIONE della Segreteria nazionale CGIL con delega alle politiche di genere. Link video https://youtu.be/bAQlJUUAdI0 

Tezeta Abraham dichiara di aver ritrovato la fiducia dopo la delusione della mancata riforma grazie alla lotta delle nuove generazioni per una piena cittadinanza: “Io, a 18 anni, ho dovuto interrompere gli studi e andare a lavorare per dimostrare di avere un reddito e ottenere la cittadinanza.” Un documentario dunque, che apre al dibattito, intende interrogare ben oltre il referendum con percorsi personali e collettivi, esperienze e aspettative, testimonianze di una presenza ineludibile e da rispettare nel consesso democratico. “Come Sconfinate ci siamo innamorate dei materiali e della ricerca” afferma Isabella Peretti, “Sosteniamo un progetto che finora conta quello di singole e di enti tra i quali Arci, Anpi, Spi-Cgil, Cgil, Algi, Centro di Riforma dello Stato, PD, Sinistra Europea….ma che deve arrivare al traguardo, pagare la professionalità di chi ci lavora ed essere proiettato ai primi di maggio nelle varie sedi di queste associazioni e altrove.” Con piacere, segnaliamo il link della raccolta fondi: https:IIgofund.me/d2fc2d84