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Per il 25 novembre. Il 24 novembre Iniziativa online dell’OIVD

Osservatorio Interreligioso sulla violenza contro le donne

In occasione della Gior:nata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, intendiamo ampliare il focus per analizzare le molteplici manifestazioni della violenza maschile sulle donne nel contesto contemporaneo. In un panorama segnato da stupri di guerra e femminicidi in continuo aumento, sia nei teatri di guerra che nelle diverse latitudini patriarcali, assistiamo a un drammatico crescendo di violenza che si manifesta in diverse forme. Sul piano digitale, si traduce nello svilimento dei corpi delle donne attraverso l’utilizzo di piattaforme e siti web – come quelli che utilizzano l’Intelligenza Artificiale per generare immagini e video sessualmente espliciti (deepfake), sovrapponendo i volti di celebrità o donne comuni senza il loro consenso.

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Lo svilimento si estende anche al discorso politico e mediatico, dove si manifesta la persistente tendenza a ridurre la donna pubblica a mero oggetto estetico, sminuendone il ruolo e le competenze. Ciò è spesso sintomo del fatto che l’avanzamento delle donne in ruoli di leadership è percepito da alcuni come una minaccia allo status quo maschile, dimostrando che una delle cause della prevaricazione è proprio la difficoltà, da parte di molti uomini, di sopportare la crescente libertà femminile e la forza trasformante che grazie al femminismo passa attraverso le relazioni politiche tra donne.

Sono inoltre motivo di grande preoccupazione le sentenze assolutorie emesse nei confronti di uomini violenti, talvolta anche da giudici donne.  Il “Caso Lucia Regna” (Tribunale di Torino), con le motivazioni che hanno ridotto minacce e violenze a una semplice “dialettica innescata dalla separazione”, e la sentenza sui “20 Secondi di Reazione” (Corte d’Appello di Milano), nonostante la successiva censura in Cassazione, hanno l’effetto di attribuire alla vittima la responsabilità della reazione dell’aggressore. Utilizzare un certo linguaggio, anche in una sentenza, per giudicare la sfera personale, l’emotività o il corpo della donna, diviene un modo per riaffermare il dominio o il controllo su di lei e sul suo spazio, confinandola in un ruolo subordinato anche quando ha raggiunto posizioni di alto livello.

Registriamo inoltre l’abuso di potere esercitato nei confronti di religiose e di donne in comunità di ispirazione religiosa. Si tratta di un uso perverso, manipolatorio, autoritario, gerarchico, fallocentrico esercitato da figure maschili che si auto-designano guide spirituali o vengono elette dal sistema clericale. Tali abusi hanno nefaste conseguenze psicologiche, fisiche, spirituali, morali ed economiche. Nel campo del sacro, l’abuso di potere di chi si è impossessato predatoriamente del Nome di Dio si amplifica enormemente,    e non poche volte allo stupro della  mente e dell’anima si aggiunge lo  stupro del corpo.    

Per approfondire questi temi, l’Osservatorio Interreligioso sulla violenza contro le donne organizza un incontro online il 24 novembre 2025 alle ore 18:00.

Parteciperanno all’incontro:

Francesca Nuzzolese, pastora battista e teologa con vasta esperienza accademica e pastorale, sviluppata prevalentemente negli Stati Uniti dove ha approfondito la conoscenza del fenomeno prostitutivo e ha frequentato autrici sopravvissute alla violenza della prostituzione.

Paola Di Nicola, magistrata e saggista, attualmente Consigliera della Corte di Cassazione, nota per il suo impegno nel contrasto alla violenza di genere. Una sua sentenza emessa dieci anni fa relativa al delitto di prostituzione minorile ai danni di una quattordicenne stabilì il risarcimento del danno in libri e film sulla storia e il pensiero delle donne.

Di recente con la innovativa sentenza della Corte di Cassazione del 31 ottobre 2025, di cui è stata relatrice, ha segnato una svolta sulla definizione del ciclo della violenza domestica.

L’incontro sarà condotto da Ilaria Baldini, socia dell’OIVD. Come esponente dell’Associazione Resistenza Femminista ha collaborato alla traduzione di   Il mito Pretty Woman. Come la lobby dell’industria del sesso ci spaccia la prostituzione di  Julie Bindel  È inoltre operatrice storica del CADMI – Casa delle Donne Maltrattate di Milano

Link per connettersi https://us06web.zoom.us/j/87407943854?pwd=rKkSosfiZ7f1nbuEzYikqmigWwHSjc.1