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Parco Rosa Genoni, stilista e attivista

Da Patrizia Sterpetti, Segretaria di WILPF Italia APS, il racconto, anche fotografico, della cerimonia di intitolazione a Rosa Genoni, “stilista e attivista”, come recita la targa, del parco di Roma Nord e del significato di questo evento per la Wilpf.

L’iniziativa della consigliera Stefania De Angelis, Presidente della Commissione Pari Opportunità del Municipio XV a Roma, che dal 2022 aveva proposto di intitolare una strada o un giardino a Rosa Genoni, in un municipio in cui la toponomastica femminile è molto carente, finalmente il 16 giugno è arrivata a compimento. Alle 18, nel giorno dell’anniversario della nascita di Rosa Genoni, nata il 16 giugno del 1867 (e deceduta il 12 agosto del 1954), il parchetto prima denominato “di S.Godenzo”, un’area di 2.300 metri quadrati ombreggiante e appartata, lungo la Via Cassia e Via S.Godenzo, si è animato di persone – molte donne – convenute per assistere all’intitolazione. È stato allestito un piccolo palco, abbellito con piante e fiori. Ad un albero sulla sinistra sono stati appesi lo striscione di WILPF Italia e un abito con papaveri, rifacimento di un modello originale di Rosa Genoni, realizzato dalla sarta Gianna Gesmundo del Gruppo “Solidarietà al Quadrato”, a cui è stata fatta conoscere Rosa Genoni da Patrizia Giganti e Maria Franca Iorio. Fabiana Podreider, pronipote di Rosa Genoni venuta da Milano, ha distribuito dei ventagli rosa riposti in sacchetti dello stesso colore, contenenti una piccola nota su carta: “Parco Rosa Genoni 16 giugno 2026 Roma Le sue idee continuano a fiorire”.

Fabiana Podreider Lenzi, pronipote di Rosa Genoni

Il Presidente del Municipio Daniele Torquati, in rappresentanza del Sindaco Roberto Gualtieri, ha aperto la cerimonia sottolineando l’impegno degli uffici del cerimoniale, della Segreteria e della Presidenza del municipio per rispettare i tempi. Molto emozionato e profondo l’intervento della Consigliera Stefania De Angelis, che ha dato il benvenuto a tutte le ospiti, donne a diverso titolo collegate alla complessa personalità della protagonista celebrata: Isabella Ciapponi Landi, Assessora alla Cultura e all’Istruzione del Comune di Tirano (dove Rosa Genoni è nata), venuta insieme alla consigliera Sara Muzio; Tiziana Ferrario, giornalista che ha evocato nel suo “Cenere” (2024, Fuoriscena Libri) e Anna K. (2025, Fuoriscena Libri) la figura di Rosa Genoni; Patrizia Sterpetti e le donne di WILPF Italia, sezione nazionale della Lega Internazionale delle Donne per la Pace e la Libertà, fondata da Rosa Genoni dopo aver partecipato al Congresso de l’Aja nel 1915;  Patrizia Giganti e Maria Franca Iorio, vice-presidente e presidente di “Obiettivo Psico Sociale ETS” che hanno dato vita alla sartoria etica “Insieme Solidali”; Teresa Pilosi in rappresentanza dell’ambasciatrice d’Australia Julianne Cowley e soprattutto Fabiana Podreider, pronipote di Rosa Genoni, venuta con la figlia in rappresentanza di Raffaella Podreider, impossibilitata a presenziare a causa di un infortunio.  L’intervento della De Angelis ha definito Rosa Genoni una delle più alte figure femminili degli ultimi secoli, un vulcano che ha usato il principio dell’autodeterminazione come moto scatenante dell’esposizione delle donne verso un mondo esterno. Dopo aver citato la lettera indirizzata da Rosa Genoni al Conte Bernadotte, mediatore ONU per la Palestina, nel 1948 auspicando la Pace e la convivenza tra Arabi ed Ebrei, ha concluso segnalando che la targa è un monito a prendere il testimone di Rosa Genoni. Subito dopo è intervenuta la consigliera Presidente della Commissione Ambiente Egle Cava, sottolineando l’importanza attribuita da Rosa Genoni all’istruzione-formazione per la creatività e l’autonomia femminile e la sua attenzione a quelli che oggi sono “i servizi”.  Un parco intitolato a Rosa Genoni nella città sede del Governo italiano dovrebbe ispirare la Politica. In occasione dell’evento previsto il 21 giugno presso il Campidoglio “10,100,1000 piazze per la Pace” la immaginerà presente, sperando che altre donne della sua “stoffa” si facciano avanti.  Isabella Ciapponi Landi ha rimarcato come l’amicizia permette di allungare i traguardi – la sua con Sara Muzio, quella di Genoni con Anna Kuliscioff – e ha sottolineato di Genoni l’arte, l’abilità professionale, l’impegno sociale, la promozione dello sviluppo umano e sociale, il pensare alla pace come un valore molto alto a cui ambire. A Tirano le è stato intitolato un altro giardino e la sua pionieristica vita sarà un esempio a cui ispirarsi.

Daniele Torquati, Presidente del XV municipio
Egle Cava, consigliera, Presidente Commissione Ambiente
Stefania De Angelis, consigliera, Presidente Commissione P.O.
Isabella Ciapponi Landi, Assessora alla Cultura e Istruzione di Tirano

Fabiana Podreider Lenzi, ha ringraziato il sindaco, Daniele Torquati, Stefania De Angelis e Egle Cava e ha chiesto di leggere un messaggio di sua madre Raffaella, pieno di gratitudine nei riguardi delle rappresentanti della terra natale di Rosa Genoni – la Valtellina – Ciapponi Landi e Sara Muzio; riconoscente alla WILPF che porta avanti l’associazione fondata nel 1919, donne che lottano per fermare la guerra proponendo la Diplomazia, il dialogo e il Disarmo globale come strumenti di pace. Altra riconoscenza è stata espressa alle rappresentanti delle associazioni femminili che portano avanti la lotta iniziata da Rosa Genoni, Anna Kuliscioff, Ersilia Majno e Anna Maria Mozzoni, raccontate magnificamente dalla giornalista Tiziana Ferrario, nei suoi romanzi “Cenere” e “Anna K.” Storie che si intrecciano con quelle portate avanti da Livia Massaccesi nel suo libro “Indossare la battaglia” (2023, Electa), dove la vita di Rosa Genoni corre in parallelo con la storia della sua nonna, sarta a Roma durante il Fascismo e la lotta partigiana, È stata ringraziata Vittoria Tola, presente in rappresentanza dell’UDI e le donne degli Stati Generali delle Donne, imprenditrici straordinarie, impegnate quotidianamente per la parità femminile in economia, per il costante impegno di tutte contro la violenza e per i diritti delle donne sul posto di lavoro. Ciascuna di queste donne, nei diversi campi: in economia, scrittura, diplomazia, attivismo per i diritti, economia, solidarietà e la moda, ha fatto proprio il messaggio di Rosa Genoni, lo porta avanti per cambiare in meglio la società in cui viviamo. Raffaella Podreider è certa che “Rosa” guardandoci oggi che ne sarebbe profondamente fiera. Fabiana Podreider, molto emozionata, ha proseguito indicando che oltre a questa ricca biografia che presenta Rosa Genoni come artefice del made in Italy, pioniera della moda, attivista, la donna che ha liberato il corpo femminile, che ha lottato per i diritti delle lavoratrici, l’insegnante,  l’antifascista, la giornalista, la pacifista…vi è un’eredità che non è solo nei libri di Storia, è viva anche qui oggi grazie a due creatrici di moda: una è la riproduzione di un tesi di laurea di  un tailleur del 1914, tesi di laurea di Sofia Ferri, studentessa del l’Istituto “Luigi Vanvitelli”, realizzato  con la supervisione della famosa costumista di cinema Eva Cohen; il secondo è ispirato alla natura, è “il modello covoni” del 1933 Gianna Gesmundo del gruppo “Solidarietà al Quadrato” che ha sfilato nel II Municipio di Roma per il Progetto Persona Onlus grazie a Patrizia Giganti, che con il suo lavoro  promuove l’inclusione e la solidarietà attraverso l’arte e la sartoria. Ha ringraziato anche l’associazione “Fustelli Rossi” guidata da Tiziana Rossi Colaneri, che promuove il ricamo come mezzo di socializzazione, arte e solidarietà. «Vedere questo abito ispirato alla natura, ci ricorda che per Rosa Genoni la creatività si nutriva proprio di tre principali fonti di ispirazione: la Storia dell’Arte, la cultura popolare e la natura. Questo amore profondo per la natura e la terra era un vero e proprio tratto e di famiglia». Con i suoi risparmi finanziò la migrazione in Australia dei suoi 12 fratelli. Un legame profondo che la rende molto onorata e felice di avere la rappresentanza dell’Australia oggi. «Il fratello più piccolo, il pittore Ernesto Genoni, fu un pioniere assoluto: portò i principi della biodinamica dall’altra parte del mondo, sviluppando un tipo di agricoltura biologica, in tempi in cui nessuno era ancora consapevole dell’importanza di coltivare in modo naturale. Negli stessi anni, l’ultima intensa stagione della vita di Rosa Genoni a Sanremo, veniva dedicata proprio alla terra, all’agricoltura biodinamica, al rispetto profondo per i cicli della natura e dell’ambiente. Questa famiglia – i Genoni – che ha passato l’esistenza a creare abiti straordinari, a ideare ricami d’arte ispirati alla nostra cultura, a dipingere tele, ha scelto alla fine di curare l’opera d’arte più importante di tutte: la nostra Madre Terra. Ecco perché, dedicarle questo parco è un atto di giustizia poetica. Questo non è solo un pezzo di verde con degli alberi, da oggi è lo spazio in cui questa visione, che dalla nostra terra è arrivata fino in Australia, continua a vivere e a mettere radici. Sarà un luogo di ispirazione per chi vorrà creare, un rifugio di natura per chi cerca un momento di serenità, uno spazio di libertà  per i bambini che qui cresceranno. Crediamo che qui le energie vitali, che hanno diretto e sorretto la vita di Rosa Genoni, fioriranno nei bambini del quartiere, attraverso l’azione che tutte voi fate qui a Roma con la vostra grande capacità e le istituzioni del quartiere, che continuate a proporre per sviluppare i talenti di questi bambini. Che questo parco sia per tutti noi, come è stata la vita di Rosa Genoni, un luogo di bellezza, di pace, di semina e di futuro. Buon parco a tutti noi e W Rosa Genoni!»

La Dott.ssa Teresa Pilosi è intervenuta in rappresentanza dell’ambasciatrice Julianne Cowley che all’ultimo minuto non ha potuto essere presente:« L’Australia e l’Italia hanno da sempre un legame molto forte, consolidato da molti italiani emigrati in Australia nell’ultimo secolo. Rosa e Ernesto Genoni hanno avuto un ruolo importante in Australia e la loro storia rappresenta bene l’amicizia e i rapporti che uniscono ancora oggi i due Paesi. L’occasione è veramente preziosa oggi per portare avanti la memoria di una donna innovativa e coraggiosa come Rosa Genoni. Grazie per questo».  

La costumista Eva Cohen con l'allieva Sofia Ferri e la modella
Isabella Ciapponi Landi e Sara Muzio

Daniele Torquati, Presidente del XV Municipio ha preso parola per ultimo, sottolineando le corse fatte per oggi, perché era la data di nascita. «É l’inizio di un cammino, il progetto della toponomastica femminile, il parco è un luogo tolto al degrado e dovrà continuare il percorso di sistemazione. Sarà un luogo di nascita che coincide con una rinascita», ha detto ringraziando il cerimoniale del sindaco. Rosa Genoni ha dato dei segnali rispetto al periodo che stava vivendo, anche noi dobbiamo fare in modo che non avvengano passi indietro. Nonostante le statistiche si mette in discussione il femminicidio, le quote rosa e non si mette in discussione la parità salariale. Queste giornate devono servire per fare sì che nel nostro tessuto sociale ci siano delle avanguardie. Questo è il messaggio del progetto della toponomastica e di attenzione alla realtà. Questo Paese ha bisogno di un bagno di umiltà e di un atteggiamento meno distante, non bastano le intitolazioni, le questioni culturali non sono scindibili da quella sociale. Queste iniziative sono prodromiche, sono il preludio al nostro impegno quotidiano, che questa giornata sia l’inizio di un nuovo percorso e dovremo continuare con ostinazione.

Sulla targa è scritto: Parco Rosa Genoni (1867-1954) STILISTA E ATTIVISTA.

Assistere come donne WILPF – Patrizia Sterpetti, Sancia Gaetani, Angela Perri, Rosa Amodei, Anna Amodei, Anna Peter Mrio – è stato molto emozionante. Noi dall’interno di questa organizzazione internazionale sappiamo quanto Rosa Genoni fosse donna straordinaria, coordinata ad altre donne eccezionali. Questo riconoscimento è davvero un tributo importante se si pensa alla mortificazione subita da Rosa Genoni da parte della repressione fascista, che stroncò la sezione italiana di WILPF nel 1922. La WILPF International non capì appieno, purtroppo, cosa stesse accadendo. Altre sezioni europee vissero la stessa esperienza a causa del Nazismo e si riattivarono dopo il 1945. Ma allora Rosa Genoni aveva ormai settantotto anni. Saranno altre donne a far rinascere la sezione italiana nel 1950. Quel Pragmatismo guidato da ideali socialisti, femministi e pacifisti – sabotato dal Fascismo – va totalmente ripreso insieme all’esaltazione artistica, dell’impegno civile e non militare, della peculiarità nazionale, così collegata da anni alla richiesta da parte della società civile di ricreare una Festa della Repubblica, il 2 giugno, non militarizzata.  

Alcuni materiali su Rosa Genoni saranno consultabili sul sito di WILPf Italia APS www.wilpf-italia.org per gentile concessione di Raffaella e Fabiana Podreider.