Questa mattina, 13 giugno 2026, è morta Luisa Muraro.
Ne ha dato notizia la Libreria delle donne di Milano, luogo e esperienza di femminismo della differenza sessuale che aveva fondato, a metà degli anni Settanta, insieme a Lia Cigarini, scomparsa da poco.
Alle donne della Libreria va il nostro pensiero affettuoso, nella condivisione del sentimento di gratitudine per una pensatrice che, come dice Laura Colombo nel testo che pubblichiamo qui sotto, “ha spostato il luogo da cui si pensa”.
Queste le parole di Laura Colombo sul sito della Libreria:
Luisa Muraro è morta. Con lei viene meno una delle grandi pensatrici del Novecento e di questo inizio di secolo. Dico pensatrice, e non solo pensatrice femminista, perché il suo femminismo ha spostato il luogo da cui si pensa, mettendo al centro la differenza sessuale e quindi l’esperienza, la relazione, la lingua materna, l’autorità femminile. La perdita è collettiva e il dolore è grande perché Luisa è stata per molte e molti una fonte di orientamento, una misura, una presenza capace di alzare il livello del pensare e dell’agire.
Luisa aveva smesso di usare la parola “andare avanti”. Lo disse in piena pandemia. Andare avanti è la parola del resistere, della tenacia, in fondo delle magnifiche sorti e progressive, e lei, che leggeva Leopardi come un grande pensatore, non ci credeva. Meglio andare più a fondo nel presente, diceva.
Questo suo pensiero oggi ci viene incontro.
Una perdita così grande sembra imporci la prospettiva di un futuro inesorabilmente scritto dalla mancanza e il dolore rischia di gettarci nell’impotenza, come se con lei finisse anche la possibilità di pensare e di agire. È l’inganno del futuro, la pretesa di misurare il presente su ciò che non c’è più. Andare a fondo nel presente vuol dire invece accorgersi che lei è con noi e che il presente non è il residuo di ciò che abbiamo perduto, ma il luogo dove ciò che ci ha dato è all’opera. Con il suo pensiero ci ha rese capaci di esserci davvero.
Ci lascia un’opera vastissima: libri, saggi, articoli, interventi, lezioni. La documenta la Bibliografia 1963-2024, curata da Clara Jourdan, che costituisce la seconda parte di Esserci davvero (Quaderni di Via Dogana, Libreria delle donne di Milano, 2025), la conversazione in cui Luisa, dialogando con Clara, segue il filo della sua vita e la genesi delle sue opere principali. Da quella conversazione è nato anche il convegno dedicato al suo pensiero, Come quando si accende la luce, tenuto il 20 settembre 2025 all’Università Cattolica di Milano, dove Luisa si era laureata in filosofia, nei cinquant’anni della Libreria delle donne, di cui è stata una delle fondatrici insieme a Lia Cigarini. Gli atti del convegno, con lo stesso titolo, sono in uscita per Mimesis.
Luisa era una maestra, la più grande maestra che io abbia incontrato. Lo è stata per i suoi studenti, dalla scuola media all’Università di Verona, dove ha insegnato tanti anni e dove ha dato vita, con altre, alla comunità filosofica Diotima; per le donne e gli uomini che l’hanno letta e ascoltata; per chi ha avuto la fortuna di pensare con lei. Io l’ho conosciuta in Libreria, tanti anni fa, e abbiamo condiviso fianco a fianco l’avventura del sito della Libreria delle donne. Il sito esiste anche grazie a lei, a quell’intelligenza che faceva della relazione la misura di ogni cosa, anche della tecnica.
A Luisa va il nostro saluto, con dolore immenso e gratitudine senza misura.