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“Lilith se ne va- Femminismo, spiritualità e passione politica”, se ne è parlato a Mestre

Grazie a Elisabetta Xausa, dell’Associazione Rosa Bianca,  alcune considerazioni a partire dalla presentazione, a Mestre, del libro di Paola Cavallari “Lilith se ne va”.  Il libro sarà presentato anche a Milano il 30 maggio.

Venerdì 15 Maggio 2026 , alla Libreria COOP di  Mestre   si è tenuta la presentazione dell’ultima opera di Paola Cavallari “Lilith se ne va- Femminismo, spiritualità e passione politica”, scritto per i titoli di  VandA.edizioni.

Docente, giornalista, saggista, ideatrice e promotrice dell’Osservatorio Interreligioso sulle violenze contro le donne (OIVD) di cui è presidente emerita, socia del Coordinamento Teologhe italiane, la produzione di Paola Cavallari negli ultimi dieci anni si è concentrata su quell’area ben rappresentata dal sottotitolo della sua ultima fatica: femminismo, spiritualità e passione politica. I titoli stessi dei suoi testi ne danno conto “Non sono la costola di nessuno. Letture sul peccato di Eva”, “Fede e femminismi in Italia, la profezia delle donne”, “Religioni e prostituzione. Le voci delle donne”.

Il testo è “una sorta di diario intellettuale e spirituale” come lo definisce Gabriella Caramore nella prefazione, dove articoli, riflessioni, saggi seguono “le curvature della realtà femminile” sempre in movimento, e dove si può assistere al parto del pensiero che si crea.

Lilith. Chi è costei? Protagonista di una leggenda rabbinica dei primi secoli, Eva “altra” che si congeda dal ruolo assegnatole.  “Lilith abbandonò Adàm perché non aveva voglia di andare a dormire sotto di lui al momento dei rapporti coniugali. Si sentiva pari a lui”. Troppo emancipata per essere accolta dal canone  e dunque espulsa da Genesi. Perfetta per diventare il riferimento di un percorso che voglia liberare da pre-giudizi, stereotipi, circoli viziosi.

 

Laura Tagliabue della rivista Esodo, moderatrice dell’incontro, chiede all’autrice di esplicitare come le varie aree sondate si intreccino tra loro. Per quanto riguarda il  femminismo, Paola Cavallari conferma, tra le molte altre,  il tributo a quella pensatrice profetica che fu Carla Lonzi le cui analisi inaudite hanno consentito a lei, come ad altre tantissime donne, di costruire quella coscienza “che sta di fronte”. La coscienza, luogo regale di consapevolezza e autodeterminazione, con cui le donne si pongono in piedi,  di fronte alle scelte, agli uomini. È lo stesso “stare di fronte” di Eva davanti ad Adamo che Cavallari recupera nella più autentica traduzione del biblico “un aiuto che gli sia simile”. La spiritualità, innervata da una lettura e rilettura delle fonti della fede ebraico-cristiana, per “liberare Dio stesso dal patriarcato”, fa riferimento a mistiche, filosofe, pensatrici e  al lavoro di tante comunità di donne conosciute e frequentate dall’autrice.

Proprio le relazioni – che nel pensiero femminista costituiscono vera prassi politica- sono la tessitura di quella  passione politica che nell’incontro di Mestre ha avuto il volto e la parola di Adriana Sbrogiò dell’Associazione culturale politica apartitica “Identità e differenza” frequentato da Paola fin dal 1990. Lo scambio culturale è diventato amicizia. “Ad un certo momento Paola, che abitava a Venezia, si è traferita a Bologna e gli incontri pubblici si sono diradati e fu così che allora ho pensato di invitare Paola, nel frattempo laureata in teologia, agli incontri delle Comunità Cristiane di Base, che  già frequentavo, e dove si incontravano molte donne con le quali era possibile un confronto profondo nell’ambito della religiosità istituzionale e non,  a partire dal vissuto femminile”. 

Il valore che Sbrogiò riconosce all’opera di Cavallari – sia nello scritto che con la fondazione di OIVD-, è quello di distinguere senza separare  le/i Differenti e le/i Diverse/i. E’ la piena consapevolezza della differenza tra donne e uomini che spinge Sbrogiò a interrogare le/i presenti “Perché le donne tacciono anche quando vengono negate, quando viene loro tolta la comunicazione, il dialogo, l’autorità, la stima? Perché sono così forti nel resistere a stare nella non relazione vera, quella di scambio? Perché permettono che gli uomini distruggano le pratiche costruite con le donne?  Perché vogliono sempre che l’uomo le capisca, ma loro non li interrogano?” . 

Forse, conclude Sbrogiò, oggi  Lilith ci chiede di parlare delle Lilith   che l’hanno seguita, magari senza conoscerla, per salvaguardare la propria dignità, per amore dell’essere e della libertà femminile. Di dire, di nominare la sua e la nostra libertà, e di far leggere questo libro  agli uomini che abbiamo vicini.

Ultima a interloquire in sala, più di cinquanta i presenti, mi sono associata all’invito alla lettura del testo di Cavallari. La scrittura è di raffinata fattura; i generi letterari si alternano con grande maestria e il testo si può leggere “a salti” – anche se di generi letterari, secondo Antonietta Potente, nella postfazione, non sarebbe corretto parlare perché difficilmente incasellabili tra autobiografia, saggio, diario…”Paola Cavallari, come ogni donna che scrive lo sa: pur restando nella genealogia femminile, crea e ricrea la sua esperienza il suo partire da sé. Unendo due fili: il sentire e la mistica”-.

A mio avviso il testo è un prezioso esempio di una vita che interroga sé, le proprie relazioni, ma anche il proprio tempo storico e una parola/Parola che tenti di rispondervi. Nella piena accettazione della fragilità, della complessità, della fatica.  Per questo, il percorso di “autocoscienza collettiva” che Paola incarna costituisce anche uno spaccato delle battaglie, delle riflessioni delle donne unico e inedito. Sicuramente per ragazze e ragazzi giovani. E’ un dono intergenerazionale poter trovare testi di femministe quale Judith Butler e mistiche come Etty Hillesum, unitamente alle riflessioni presenti nelle Riviste quali Sottosopra o Viandanti;  accostate magari alle parole di Caterina da Siena o Simone Weil. Filosofe, teologhe, femministe, psicanaliste, donne in ricerca (dal Segretariato delle Attività Ecumeniche alla Federazione delle Donne Evangeliche in Italia),  Paola Cavallari ci presenta le sue compagne di viaggio. Le sue amiche dell’anima.

Anche per questo il testo è utile per insegnanti ed educatori , il cui lavoro, condiviso per anni da  Cavallari, è considerato un profondo innesto in quell’ “ordo amoris” che solo restituisce il senso di tanta attenzione e cura poco o per niente riconosciuto.

Lo scritto di Paola Cavallari è un tributo alla responsabilità dell’intelligenza, di quell”intus legere” a partire da sé, il proprio tempo che diventa parola. Possibile, per l’autrice, solo se i-Spirato da quella Ruah  vivificante capace di de-costruire e ri-costruire, all’insegna di una nuova umanità. Mai come in questi tempi abbiamo bisogno di nuovi paradigmi culturali condivisi. Paola Cavallari , in Lilith se ne va, ce ne fornisce abbondanti e ricche tracce.

E a tutte noi regala questi due splendidi frammenti che muovono all’azione:

“Cristo, io confesso davanti a Te/ che non ho avuto/ nessuna fiducia nelle mie possibilità/ Che in pensieri, parole e opere/ ho dimostrato disprezzo per le mie possibilità” (Lena Malmgren). 

“Io sono costretta a scrivere queste parole, anche se avrei preferito tacere, per timore della vanità. Ho imparato a temere di più il giudizio di Dio se io, piccola creatura di Dio, dovessi tacere”. (Ildegarda de Bingen 1098-1179)