Titta Vadalà, che ringraziamo, ci invia il suo secondo “In viaggio con la nonna”. Il primo è a questo link.
Non sono esperta di arte ma un po’ convenzionalmente seguo quello segnalato dalla stampa e Anselm Keifer mi aveva incuriosito già con la sua scultura al Louvre di qualche anno fa. Non ho quindi esitato a programmare la visita a questa mostra che lui dedica alle Alchimiste usando una definizione “larga” che contiene ben 40 donne scolpite in altrettanti “teleri”(enormi telai alti oltre 4 mt. e dipinti\composti con materiali diversi dal legno alle piante alla plastica..insomma con tecnica tutta sua).L’ambientazione è anch’essa di fascino, la Sala delle Cariatidi di Palazzo reale a Milano.Non tutte sono donne misconosciute nella loro presenza storica ma quasi tutte sottovalutate o rimosse nelle loro azioni e nelle loro storie.
L’invito a mia nipote Chiara appena 15enne a visitare la mostra con la nonna è stata una scommessa doppia sia perché Keifer non è tra gli artisti di cui si parla tra i giovani e sia perché la rappresentazione di donne fuori dagli schemi richiede una complicata mediazione culturale di cui non è facile sentirsi all’altezza o quanto meno non c’è certezza che alla sua età si abbia voglia di ascoltare. Ma tant’è ed ecco che di fronte ai teleri il linguaggio social dell’audio-guida della mostra alla quale Chiara si affida senza alcuna difficoltà lascia spazio presto alla visione diretta senza mediazioni o informazioni né tanto meno spiegazioni da parte della nonna. Eppure Keifer richiama categorie e argomenti tra i più dibattuti della storia del femminismo con la sua scommessa vinta di rappresentare donne lasciate all’oblio non solo dalla storia ma dimenticate per il loro osare oltre i limiti, bucare le frontiere della conoscenza e della scienza del loro tempo. Per di più donne che coprono un lasso di tempo lunghissimo ma con un legame riconoscibile. Da Maria La Giudea vissuta ad Alessandria d’Egitto tra il 1° e il 3° sec. d.c nota come Miriam la Profetessa, passando per Rebecca Vaughan, misteriosa alchimista del 600 partner del marito e riportata alla luce proprio dallo stesso Keifer, a Sophie Brahe sorella del più noto Tycho che assistette nelle osservazioni astronomiche..etc etc citarle tutte riempie infatti un catalogo (costosissimo…) ad hoc, figure spesso avvolte nel mito dell’Alchimia ma con riscontri storici che Keifer mette in luce regalandoci un grande affresco. Il filo che le lega è senz’altro la forza della ricerca della conoscenza rappresentata sui teleri a volte da un masso che pende e a volte da un libro aperto e questo nota Chiara divertita commentando che studiare pesa.
La mostra ha una struttura avvolgente e gironzolando tra i teleri e riguardando le figure comincia quasi a fare una classifica delle più attrattive per lei..sarà per il linguaggio dei millennials… e invece no, sceglie di soffermarsi su quelle più legate alla ricerca botanica e medica e un po’ anche a quelle di una certa cupezza nella rappresentazione. Insomma non c’è stato bisogno di parlare di femminismo e della storia delle donne perché l’operazione artistica keiferiana si traducesse in un’azione culturale e di sensibilizzazione al più alto livello possibile permettendo di riflettere sulla cancellazione di queste donne non solo per il loro ruolo ma spesso anche dei risultati e delle scoperte della loro scienza.
La mostra “lascia il segno”come lei definisce in sintesi la cosa perché appare chiaro che non è l’informazione storico-critica che le interessa quanto l’insolito, il sorprendente che le Alchimiste hanno in sé. Quindi è utile andare oltre le certezze delle spiegazioni…oltre le certezze della materia… Il fascino dell’esplorazione di mondi che Chiara non conosce e la scoperta dell’esistenza di donne fuori da paradigmi usuali porta a assorbire nel suo immaginario le donne di Keifer. Se il femminismo ha un problema di trasmissione alle nuove generazioni delle lotte e degli obiettivi raggiunti credo che occorre trovare anche nuovi linguaggi e credo che l’arte che riesce ad assolvere a questo compito sia tra i più importanti strumenti.
Riporto qui un elenco non esaustivo delle donne rappresentate:
Caterina Sforza — Milano, autrice di un manoscritto con oltre 400 ricette di medicamenti e cosmetici
Isabella Cortese — autrice di celebri libri di “secreti”
Maria la Giudea — figura antica, pioniera nella purificazione dei materiali
Marie Meudrac / Meurdrac — autrice de La Chymie charitable et facile (1666)
Rebecca Vaughan — alchimista britannica
Mary Anne Atwood — autrice di testi sull’alchimia filosofica/mistica
Anne Marie Ziegler — prima alchimista di corte in Germania, condannata al rogo nel 1575
Sophie Brahe — tra astronomia e alchimia
Martine de Bertereau — ingegneria mineraria, morta in prigione accusata di negromanzia
Sophie Elisabeth von Clermont
Marie de Bachimont
Margaret Cavendish — filosofa e poetessa del Seicento
Lady Margaret Clifford of Cumberland
Isabella d’Aragona — esperta di cosmesi
Cleopatra – non è la regina d’Egitto ma scrittrice e filosofa di Alessandria d’Egitto
Cristina di Svezia — bibliofila, esperta d’ermetismo
Camilla Erculiani
Perenelle Flamel — moglie di Nicolas Flamel
E.H. — identità rimasta misteriosa/non risolta nelle fonti
Madre di Keplero (Katharina Kepler), processata per stregoneria e assolta grazie al figlio.