Sul canale YouTube dell’associazione intervista a Ursula Carnevale dell’Ufficio legale LAV sulla vicenda del Circo Martin condannato in Cassazione per maltrattamenti agli animali.
Nell’ottobre 2024, la CORTE DI CASSAZIONE ha emesso una storica sentenza “per maltrattamenti agli animali” contro Eusanio Martino e Adam Caroli titolari del CIRCO MARTIN, confermando sia le condanne precedenti in primo grado (TEMPIO PAUSANIA, 2022) e in APPELLO (2023), che la perfetta documentazione presentata dalla LAV. Una sentenza che farà scuola e che premia il pluridecennale impegno della LAV, operativa sul territorio nazionale e sinergica con medici veterinari, volontari, forze preposte, per “liberare” da sfruttamento e sofferenze “esseri senzienti”, non solo nei circhi. “La lunga battaglia processuale si è ora conclusa, nonostante i protagonisti di questa brutta storia siano però ancora attivi professionalmente e continuerebbero a lavorare in altre strutture circensi, dove gli animali non hanno riposo, pace e la fortuna di poter essere nuovamente liberi. Da questo traguardo continuiamo a lottare affinché il circo con gli animali diventi solamente un brutto incubo” cita il comunicato stampa di ELEONORA PANELLA, responsabile area esotici LAV (www.lav.it; Arzachena, redazione ansa 11 ottobre 2024, 17:44).
Nell’intervista, URSULA CARNEVALE (Ufficio legale LAV), ripercorre la vicenda sottolineando “gli anni e i mesi” di monitoraggi e reperimento di materiale probatorio (fotografie, video, ecc.), in cui, rispetto al Circo MARTIN attendato nel 2014 ad ARZACHENA (Olbia-Tempio), ha avuto un particolare ruolo la sezione di Cagliari che ha fornito anche una precisa relazione tecnico-scientifica di un medico veterinario sulle pessime condizioni di una ventina di animali, molti esotici, specie un cavallo e un dromedario; da questi due casi è partita la denuncia. Tigri, leoni, cammelli, un ippopotamo, un elefante, serpenti, scimmie, buoi, cavalli, vivevano in condizioni inaccettabili e scendevano in pista in situazioni pericolose e innaturali, per questo la LAV oltre alla denuncia per “maltrattamenti agli animali” aveva avanzato anche quella di “detenzione in condizione incompatibile” (l. 727, c. 2), caduta in prescrizione per le lungaggini dell’iter processuale; ben otto anni prima della sentenza di primo grado dei giudici di Tempio Pausania con condanna di quattro mesi di reclusione.
Ursula Carnevale parla del “memorabile sforzo organizzativo” della LAV insieme a volontari, enti e istituzioni preposte, per portare gli animali sequestrati e ad essa affidati nel “CENTRO AnimaNatura WILD SANCTUARY, di SEMPRONIANO che se ne prende ancora cura, alcuni ospitati successivamente in una CASA rifugio LAV: “Esseri senzienti cui è stato finalmente garantito un benessere fisico, comportamentale e psicologico, una seppure limitata libertà dopo tanti maltrattamenti.” Una sentenza dunque propedeutica, nel proseguo delle attività politico istituzionali della LAV, anche “…alla firma del MINISTRO DELLA CULTURA, Alessandro GIULI, della LEGGE DELEGA entro la scadenza del 28 agosto 2025, già prorogata di un anno, che consenta la graduale scomparsa degli spettacoli circensi con animali e altre forme di sfruttamento”.
Divertirsi vedendo animali costretti a comportamenti per loro pericolosi e innaturali, e sapendoli, da monitoraggi LAV e di altri attori specifici, spesso tenuti in cattive condizioni e maltrattati per “addomesticarli”, è in primis una questione culturale. Ricordiamo che sulla vicenda il 7 aprile c. a. uscirà il film d’esordio del regista Andrea MORABITO, “L’ultimo spettacolo. Storia di una liberazione” di cui Ursula Carnevale è una delle interpreti.