WomeNews dal 2001 il sito de "il paese delle donne"

Il 3 e 4 ottobre alla Casa internazionale delle donne – resoconto con foto e conclusioni dell’Assemblea cittadina

Nel programma politico della Casa internazionale delle donne di Roma in occasione del 50° dall’occupazione femminista del Governo Vecchio, già ricordata in apposita rassegna, due momenti particolari sono stati la sera del 3 ottobre, con Memorie e l’assemblea cittadina del pomeriggio del 4 ottobre.

Nei due casi, si sono intrecciate voci dell’oggi e dello ieri, si è letto sui visi e nei sorrisi il tempo lungo o corto del reincontro.

La sera del 3, con il cerchio intorno a un fuoco, il gigantesco, artistico e gioioso artefatto evocativo delle celeberrime creazioni in cartapesta del collettivo Pompeo Magno, e l’alternarsi di testimonianze e canzoni femministe, c’era qualcosa di amarcord, ma l’assemblea cittadina del 4, se un passato ricordava, era l’affollata diversificazione delle presenze, le dinamiche chiare e determinate dei contributi, rispettosi anche nei tempi, un sentire comune che qualche confine si stava superando, c’era voglia di farlo e d’agire nell’immediatezza.

Un’assemblea sicuramente diversa, mi verrebbe da dire che tutt* ce la meritavamo in questo ottobre caldo per molti versi e di sana preoccupazione e voglia di contrastarla la paura, di nominarla e di proporre altro, una parola diversa. Uno scarto da quella divisiva, omologante e bellicista che ci inonda. Un incontro propositivo aperto da una profonda analisi di Barbara Leda Kenny (presidente del consorzio Casa internazionale delle donne, succeduta ad Aprile a Maura Cossutta), e chiuso con l’ “antisintesi” di Anna Caputo (Le Nove), e di Francesca Casafina (Le Storiche) del nuovo direttivo (*), che ne hanno restituito passaggi cruciali, integralmente riportati:

Il primo punto importante è ripartire dalle alleanze trovare e superare le diversità non per annullarle ma per partire dai punti comuni. Quest’impegno lo dobbiamo prendere veramente tutt*. Questa la cosa più difficile quindi partiamo dalla cosa più difficile.

Il secondo punto importante è il binomio guerra/pace, pace/guerra e il superamento di questa realtà militarista, di questa realtà bellicista, di questa realtà che a marce forzate ci sta portando in guerra. Noi siamo già in guerra, ce l’ha detto il nostro ministro della difesa.

Una guerra che non è stata votata da nessun parlamento, una guerra anticostituzionale; anzi, siamo dentro più guerre. Fosse solo una, potremmo anche capirne le ragioni economiche, ma siamo dentro un sistema che vuole annullare completamente lo status esistente e ricostruirlo potenziando tutto quello cui ci opponiamo: patriarcato, capitalismo, sfruttamento.

Sul binomio guerra/pace, pace/guerra, ci sono anche all’interno dei nostri movimenti punti di vista differenti,  perciò partiamo da quello che non vogliamo per arrivare a quello che davvero vogliamo.

Il terzo punto importante, è l’occupazione degli spazi; vogliamo che il pubblico ridiventi privato e il privato diventi pubblico. Riprendiamoci gli spazi, partiamo dalle periferie. È una cosa che ci sta tanto a cuore. Bisogna tornare nelle periferie e fare in modo che le periferie vengano alla Casa perché non siamo due cose diverse, non siamo due mondi diversi. Siamo tutt* dalla stessa parte, non sullo stesso fronte, i fronti li lasciamo ad altri.

L’alleanza antipatriarcale deve partire da quella che non deve essere una differenza di genere. Sono tutt* benvenut*, questa è cosa estremamente importante.  (Anna)

Abbiamo tentato l’impresa complicata di restituirvi la molteplicità di voci, esperienze e voglie emerse da quest’assemblea. Anna ha restituito il tema, posto da tante di voi, di posizionarci contro la guerra, contro una logica securitaria che attraversa le nostre vite. E su questo la Casa  tutta ha intenzione di continuare a prendere una posizione forte.

Altro tema emerso e che ci obbliga a una riflessione propedeutica all’azione, è quello delle destre che non è solo nazionale ma internazionale. Io sono tornata poco più di una settimana fa e lì il tema della destra politica, delle chiese evangeliche, era veramente devastante, raggelante.

Ho avuto l’opportunità di assistere a una di queste cerimonie, in un territorio poverissimo nel Parà. Qualcuna oggi ha citato le emozioni. Loro sanno esattamente come parlare e cosa comunicare; sembra che facciano appello alla pancia ma dietro c’è quell’architettura di poteri più volte richiamata. Volendo fare l’antisintesi dell’antisintesi, il punto centrale è in non poter pensare di combattere su un solo fronte un’architettura molto potente e molto raffinata che è contro le donne, contro il pianeta, contro l’ambiente, contro la democrazia, contro l’autodeterminazione dei corpi e delle vite.

Siamo chiamate a una sfida complessa ma, oggi che celebriamo i cinquant’anni dall’occupazione di Governo Vecchio (2 ottobre 1976), abbiamo dietro una storia che ci dà tanta forza, tanta spinta, tanto entusiasmo e tanta voglia di combattere. Ci riprenderemo le strade e le piazze o quantomeno proveremo a farlo ma la cosa importante che volevamo emergesse da quest’assemblea era farlo tutt* insieme, nelle diversità, nei conflitti, ma insieme e speriamo che questo di oggi possa essere un primo, importante, solido momento di confronto per tant* di noi che vogliono riprendersi ciò che vogliono toglierci, ma non ci hanno ancora tolto tutto.

C’è tanto da fare, tanta storia. Noi che non abbiamo vissuto quella stagione fortunata, ma siamo figlie di quella stagione, la vogliamo fare nostra e ripartiamo da lì per immaginare un futuro diverso da quello in cui vorrebbero ridurci.  (Francesca)

 

 * Direttivo eletto ad Aprile 26: Angela Ammirati, Lisa Canitano, Francesca Casafina, Anna Caputo, Noemi Caputo e Sabrina Frasca.


La sera del 2 ottobre e l’assemblea cittadina alla Casa internazionale (foto di Maria Paola Fiorensoli e Irene Capitelli)

Il 2 sera alla Casa
Il 2 sera alla Casa
Il 2 sera alla Casa
Il 2 sera alla Casa
Casa - assemblea
Casa - assemblea
Casa - assemblea
Casa - assemblea
Casa - assemblea
Casa - assemblea
Casa - assemblea
Casa - assemblea
Casa - assemblea
Casa - assemblea