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“GRADO ZERO. La montagna oltre i generi”, intervista sulla mostra – a Torino dal 26 ottobre

Intervista sulla mostra “GRADO ZERO. La montagna oltre i generi”,  in apertura a Torino presso il Museo Nazionale della Montagna “Duca d’Abruzzo” (26 ottobre 2026 – 6 giugno 2027), nell’ambito del Progetto “MuseoMontagna”. Promossa dal Museo e dal CAI -sezione di Torino, ed altri prestigiosi enti, la mostra, ideata e curata da ANDREA LERDA e dalla curatrice LINDA COTTINO, s’avvale della collaborazione dell’antropologa MICHELA FUSASCHI.

QUI è possibile scaricare la presentazione in pdf

L’intervista ad ANDREA LERDA e LINDA COTTINO evidenzia le finalità divulgative, di ricerca e di formazione, di una mostra che si prevede apicale del calendario torinese e nazionale per l’originalità, definita da Cottino “rivoluzionaria”, di “far dialogare opere di arte contemporanea e materiali storici, tratti da collezioni di istituzioni transfrontaliere, con il protagonismo femminile nell’alpinismo, nel mondo”, restituendone la presenza e l’essenza, l’eccellenza e i primati alla narrazione generale. 

“La mostra muove dalla necessità di decentrare la maschilità egemonica, interrogare le genealogie patriarcali della montagna e riflettere sulla relazione tra patriarcato e crisi climatica. Al tempo stesso, si propone come uno spazio di ripartenza, in cui normalizzare l’idea di alleanza tra maschile e femminile e attraverso il quale guidare il passo verso un’utopia realizzabile: una montagna oltre i generi”.

Le rispettive alte competenze di Lerda e di Cottino (sotto elencate), permettono una sperimentazione in itinere, con focus nel MILIEU all’inizio del percorso espositivo: uno spazio interattivo, aperto e gratuito, che sollecita la presa di parola e chiama al confronto di idee ed esperienze diverse di soggetti, singoli o collettivi, privati o pubblici, nell’ambito del Progetto MUSEOMONTAGNA sempre ideato e curato da Andrea Lerna.

L’interessante intreccio con storia di genere, precipuo ambito di Cottino, recupera alla memoria collettiva nomi e visi e fotografie femminili che colmano l’abisso, è il caso di dirlo, in cui è precipitato il protagonismo femminile nell’alpinismo, presente dagli esordi, le cui gesta stupiscono sul terreno più improbabile che è la conquista delle vette, data per riserva del maschile.

Nell’intervista, Linda Cottino narra della torinese Alessandra Boarelli che “nel 1863 perse per un soffio, per una bufera, la conquista del Monviso effettuata, “la settimana dopo”, dalla spedizione, tutta maschile, di QUINTINO SELLA, poi fondatore del CLUB ALPINO ITALIANO (CAI)”. Spinta da autentica passione per la montagna, Boarelli ritentò con successo l’impresa l’anno successivo insieme alla quattordicenne Cecilia Filia e tre noti scalatori (16 agosto 1864). Il “Bivacco Boarelli”, sulla parete sud del Monviso, nel Vallone delle Forcioline. La ricerca di genere di Linda Cottino ha riscoperto Boarelli (“Nina devi tornare sul Viso”, Fusta editore, 2019), e molte altre alpiniste, nei loro successi e nelle loro tragedie, come la scomparsa di otto alpiniste sovietiche sorprese ad alta quota, sul PIK LENIN, da una bufera di cui non erano state avvertite, contrariamente ad altri scalatori (1974). Cottino le ricorda in “Qui Elja, mi sentite? Otto alpiniste sul Pik Lenin” (Monterosa edizioni, 2025) e in un DOCUFICTION (2001).

Non in ultimo, Andrea Lerda parla di un’altra sua creatura, la PLATFORM GREEN, “un contenitore aperto che segue le indicazioni dell’Agenda 2023 dell’ONU”. Il discorso sulla sostenibilità è un terzo filone della mostra torinese le cui aspettative sono variegate e molte riguardano il confronto positivo con le generazioni più giovani cui Lerda si rivolge in tutti gli ambiti.

Un evento che non potrà che essere di stimolo e di riflessione per le scuole, aprendo a un discorso sulla montagna affatto scontato e necessario per le tante ricadute, anche ambientali; nella percezione della natura e dell’arte; nell’apporto che i/le più giovani possono e potranno dare nel modificare i comportamenti. In questa prospettiva, conclude Andrea Lerda, “la montagna non è più soltanto terra da conquistare e sfruttare, ma spazio da abitare, custodire e ripensare. Diventa il terreno di un’“etica postumana relazionale”, capace di riconoscere l’interdipendenza tra corpi, comunità e forme di vita; di rimettere al centro il senso del commoning, della cura della vita e della casa comune.”

*ANDREA LERDA è storico dell’arte; curatore indipendente e responsabile dei progetti di arte contemporanea e sostenibilità presso il MUSEO NAZIONALE della MONTAGNA “DUCA D’ABRUZZO” di TORINO. Curatore del MUSEOMONTAGNA, fondatore di “PLATFORM GREEN”.

*LINDA COTTINO è giornalista, scrittrice, già direttora della rivista “ALP”, Editor dei libri fotografici della LONELY PLANET. Ultimo edito, “Una parete tutta per sé” (Bottega Errante Edizioni 2025).

 

Info: Museo Nazionale della Montagna Piazzale Monte dei Cappuccini 7, Torino 011 660 4104 museomontagna.org posta@museomontagna.org