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Donne in Comune: un mese di dati sulla rappresentanza femminile nei 26 comuni al voto nella provincia di Napoli

È passato meno di un mese da quando abbiamo lanciato Donne in Comune, un progetto editoriale nato per raccontare la rappresentanza delle donne nelle istituzioni. Un’idea che lavorava da tempo nei miei pensieri e che cercava il modo giusto per prendere forma, senza cadere io stessa in stereotipi.

Sono partita in compagnia di poche compagne di viaggio, ma convinte quanto me che bisognava iniziare da qualche parte. Da subito abbiamo chiarito che per noi, e speriamo per tante altre ancora, non è un semplice spazio social, ma l’inizio di un punto di osservazione stabile sull’accesso delle donne alla rappresentanza politica e ai ruoli di governo dei territori.

 Un progetto nato dal bisogno di affrontare con strumenti seri e inequivocabili una delle grandi questioni democratiche ancora aperte nel nostro Paese: la distanza tra la partecipazione femminile alla vita pubblica e il reale accesso ai luoghi del potere. Detta così sembra semplice, ma intorno alle parole potere e rappresentanza restano troppi tabù, soprattutto quando a parlarne sono le donne.

Abbiamo scelto di muoverci partendo da un principio semplice quello di rendere visibili dati che spesso nessuno cerca davvero, leggerli come strumenti di interpretazione e non come elementi neutri, ispirandoci al lavoro di Linda Laura Sabbadini, che ha spiegato come i numeri raccontino rapporti di forza, squilibri e assenze che rischiano di restare invisibili nel dibattito pubblico.

In questa prima fase ci ha interessato fotografare, comune per comune, la presenza delle candidate nelle liste e il modo in cui la partecipazione femminile si distribuisce nei territori. Un lavoro necessario anche per costruire uno strumento di lettura utile per il dopo voto: avere già il quadro delle candidature consentirà di analizzare quante donne saranno effettivamente elette e quali dinamiche politiche, territoriali e sociali avranno inciso sui risultati.

Ma soprattutto significherà andare oltre i numeri. Cercare le storie, i percorsi, le esperienze delle donne che scelgono di impegnarsi nei propri territori, capire quali ostacoli incontrano, quali spazi conquistano e quale idea di comunità portano nella politica locale.

I numeri delle amministrative nei 26 comuni della provincia di Napoli chiamati al voto raccontano già molto. I candidati al consiglio comunale sono 5.435; di questi, 2.487 sono donne: il 45,8%. Un dato che supera la soglia minima prevista dalla normativa e dimostra che, quando le regole vengono applicate, la presenza femminile emerge in modo significativo.

Diverso il dato sulle candidature a sindaca: solo 16 donne su 77. È qui che appare con maggiore evidenza il doppio livello della rappresentanza, più equilibrata nelle liste ma ancora limitata nei ruoli di vertice.

Ed è questa la riflessione più importante. La questione non riguarda soltanto l’accesso formale alle candidature, ma chi ha davvero possibilità di essere eletta, chi consolida consenso, chi viene riconosciuta come classe dirigente. La rappresentanza non può ridursi a una percentuale da esibire ma deve tradursi in partecipazione reale, accesso alle responsabilità, possibilità concreta di incidere. Se le donne non riescono a misurarsi in questo, resteranno dentro quella distanza tra presenza e potere che misura ancora oggi la qualità democratica delle nostre istituzioni.

In meno di un mese Donne in Comune ha raggiunto migliaia di visualizzazioni attraverso il sito e i canali social, generando attenzione, condivisioni e disponibilità a collaborare. Non un punto di arrivo, ma un segnale politico e culturale sicuramente importante che chiede uno spazio pubblico   di approfondimento e strumenti di lettura diversi sulla partecipazione femminile.

Questa prima fase si chiude con la consapevolezza che il lavoro da fare è molto, ma la strada l’abbiamo aperta e merita di essere percorsa fino in fondo.

Donne in Comune continuerà a essere uno spazio politico aperto di analisi, racconto e confronto. Ma il lavoro vero inizia adesso: dopo il voto del 24 e 25 maggio analizzeremo i risultati e verranno fuori i dati reali, spesso ben diversi da quelli auspicati in campagna elettorale.

Noi vogliamo essere ottimiste e credere che questa partecipazione possa tradursi in una presenza femminile più forte dentro le istituzioni locali.

Continueremo a seguire dati, storie e risultati con attenzione, curiosità e spirito di osservazione.