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Cyberbullismo e parità salariale: il Parlamento europeo in occasione dell’8 marzo

Per celebrare la Giornata internazionale della donna, martedì 10 marzo, in assemblea plenaria, nel corso di una seduta solenne, i deputati europei hanno ascoltato la testimonianza di Jackie Fox in merito al cyberbullismo subito da sua figlia e al suo successivo impegno per proteggere bambini e adulti da tali danni.

Jackie Fox ha raccontato come sua figlia, una giovane donna sana, sia stata vittima di continui abusi sia fisici che online, e abbia deciso di togliersi la vita. Dopo la sua perdita, la signora Fox ha scoperto che non esistevano leggi a tutela di adulti e minori dagli attacchi di bullismo. Questo l’ha spinta a battersi per rafforzare la protezione delle vittime e per l’adozione della “Legge di Coco” contro il cyberbullismo in Irlanda, una legge che qualifica come reato la condivisione o la minaccia di condivisione di immagini intime tramite dispositivi digitali senza consenso. La normativa criminalizza inoltre le forme gravi di bullismo online. Ha inoltre implorato il Parlamento europeo di renderla legge anche a livello europeo, per proteggere tutti i bambini e gli adulti da simili orribili abusi.
La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha dichiarato: “Il coraggio delle donne che si rifiutano di rimanere in silenzio continua a plasmare le nostre società. Il Parlamento europeo sarà sempre al loro fianco, difendendo l’uguaglianza, combattendo ogni forma di abuso online e offline e rimuovendo gli ostacoli che impediscono alle donne di partecipare pienamente alla vita pubblica”.

Il dibattito è proseguito, i deputati hanno chiesto azioni concrete per contrastare chi attacca i diritti delle donne e diffonde la violenza. Alcuni hanno sostenuto che il femminismo è democrazia in azione altri hanno sottolineato l’importanza di riconoscere i diritti e la dignità di tutte le donne, compreso il ruolo fondamentale della maternità, ribadendo il diritto alla sicurezza da ogni forma di violenza e aggressione, sia in ambito privato che pubblico. Per quanto riguarda la violenza digitale, gli eurodeputati hanno sottolineato che il bullismo e l’odio non hanno nulla a che vedere con la libertà di espressione, ma costituiscono una forma di violenza che deve essere fermata.

Il Parlamento europeo ha approvato, l’11 marzo 2026, una risoluzione che chiede alla Commissione europea di elaborare un piano d’azione per eliminare le disparità salariale e pensionistica tra uomini e donne nell’Unione europea. La relazione, votata con un ampio consenso (485 voti a favore), mira a sradicare le disuguaglianze strutturali che causano un divario retributivo medio del 12-13% nell’UE.

Gli eurodeputati affermano che i lavori nei settori a prevalenza femminile sono generalmente meno retribuiti e sottovalutati, nonostante le giovani donne ottengano risultati scolastici sempre migliori di quelli dei giovani uomini. Migliorare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e le loro condizioni lavorative potrebbe contribuire a migliorare la produttività e la crescita dell’UE.

Le donne superano sempre più gli uomini in ambito educativo, ma in genere sono meno pagate e sottovalutate.

Il Parlamento chiede un piano d’azione per eliminare le disparità retributive e pensionistiche di genere, con misure per migliorare le condizioni di lavoro e garantire una retribuzione equa nei settori a prevalenza femminile. Dovrebbe inoltre dare priorità agli investimenti previsti nel prossimo bilancio a lungo termine dell’UE per rafforzare l’equilibrio tra vita professionale e vita privata delle donne e per garantire un settore dell’assistenza affidabile.

Le donne si fanno carico di una quota eccessiva di lavoro di cura e domestico non retribuito. Ciò riduce la loro partecipazione al mercato del lavoro e la maturazione dei diritti pensionistici, ed è una delle principali cause del divario retributivo e pensionistico di genere. Costi elevati e la mancanza di servizi di qualità per l’infanzia e l’assistenza a lungo termine impediscono alle donne di partecipare pienamente al mercato del lavoro. Questo può ostacolare la progressione di carriera e costringere le donne ad accettare un lavoro part-time o ad abbandonare del tutto il lavoro. Gli eurodeputati sottolineano che i periodi di assenza dal lavoro dovuti a responsabilità di cura non vengono conteggiati ai fini della maturazione dei diritti pensionistici, nonostante ciò comporti un notevole risparmio per lo Stato.

Colmare il divario nell’accesso ai servizi di assistenza all’infanzia potrebbe migliorare la vita dei neogenitori in tutta Europa e un maggiore sostegno potrebbe rafforzare significativamente la capacità dei genitori di rimanere nel mercato del lavoro. Gli eurodeputati chiedono agli Stati membri di incoraggiare gli uomini a usufruire del congedo parentale e di promuovere un congedo di paternità non trasferibile e adeguatamente retribuito.

Il divario retributivo di genere è definito come la differenza tra la retribuzione oraria lorda media di uomini e donne. Nel 2023 i guadagni delle donne nell’UE sono significativamente inferiori a quelli degli uomini: nel 2023, le donne lavoravano dai 54 ai 67 giorni all’anno senza essere retribuite, rispetto agli uomini. Nel 2024, il 16,9% delle donne in pensione era a rischio di povertà, quasi il doppio rispetto alla percentuale degli uomini.