Comunicato della Rete per la Parità
Ancora, dopo Giulia Cecchettin, due studentesse universitarie ventiduenni vittime di femminicidio. Le Università di Padova, Messina e Sapienza di Roma accomunate nel lutto e nella volontà di reagire.
Dall’inizio del 2025 già 11 femminicidi, di cui 5 in poco più di tre settimane. Le ultime due vittime sono giovanissime studentesse universitarie e giovanissimi sono gli autori dei femminicidi, a conferma dell’abbassamento dell’età di coloro che commettono questo reato.
Come Assemblea della Rete per la Parità, riunita il 3 aprile, nelle stesse ore in cui a Messina e a Roma migliaia di ragazze e ragazzi manifestavano per la morte di due giovani colleghe, abbiamo approvato la mozione allegata e realizzeremo a breve un webinar con associate, associati e organizzazioni partner, in vista di successive iniziative in forma di seminari e convegni finalizzati anche all’elaborazione di progetti.
È urgente un impegno collettivo. La parola chiave è “consapevolezza”: della diffusione del fenomeno, delle sue cause (inclusa la cultura patriarcale e la misoginia online), e della necessità di azioni strutturate in ambito educativo, legislativo e sociale.
Prosegue il nostro impegno per la prevenzione e il contrasto della violenza maschile sulle donne e in famiglia. Stiamo per chiedere di essere audite di nuovo presso la Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere.
Dopo le audizioni presso le Commissioni Giustizia Camera e Senato per seguire l’iter della legge del 2023, approvata dopo il femminicidio di Giulia Cecchettin, chiederemo di essere audite in Parlamento quando inizierà l’esame del DDL n. 1433 “Introduzione del delitto di femminicidio e altri interventi normativi per il contrasto alla violenza nei confronti delle donne e per la tutela delle vittime” approvato l’8 marzo scorso dal Consiglio dei ministri.