La CGIL Roma e Lazio è contraria al progetto della Regione Lazio – contenuto in un protocollo operativo firmato nel giugno scorso – di realizzare aree protette nelle quali “sia garantita la sicurezza delle donne specie nei primi appuntamenti, o negli incontri finali, quando maggiore può essere la vulnerabilità” è spiegato nel progetto. Già diversi Municipi romani hanno espresso la loro contrarietà.
Riportiamo la posizione della CGIL dal sito del sindacato:
“Esprimiamo la nostra ferma contrarietà al progetto “Bosco Rosso”, già manifestata nel corso dell’incontro dell’Osservatorio regionale sulle Pari opportunità e sulla violenza contro le donne del Lazio.” Lo rende noto la Cgil di Roma e Lazio.
“Il progetto – prosegue la nota- prevede la creazione di spazi videosorvegliati destinati alle donne per i primi appuntamenti e per gli incontri conclusivi di relazioni affettive. Si tratta di un’impostazione puramente securitaria che rappresenta una sconfitta nella lotta alla violenza maschile contro le donne e ripropone una visione retrograda e stereotipata del ruolo femminile nella società.
La violenza contro le donne non si contrasta segregando le donne in “riserve” o in case protette: si sconfigge con politiche che consentano la fuoriuscita dalle relazioni violente, con investimenti importanti sui centri anti violenza e sulle case rifugio, che promuovano l’autodeterminazione e indipendenza economica, a partire dal lavoro di qualità e da servizi pubblici adeguati. Così come serve una svolta sul piano valoriale per sconfiggere la cultura patriarcale: nelle scuole, di ogni ordine e grado, occorre introdurre e potenziare l’educazione alle relazioni e alla sessuoaffettività.”
“Di tutto questo, purtroppo, – sottolinea la Cgil di Roma e Lazio – non vi è traccia nella Legge di Bilancio del Governo Meloni. Anche per questo sabato 25 ottobre saremo in piazza per una grande manifestazione nazionale.”
“Auspichiamo infine che, anche alla luce dell’indisponibilità espressa da molti Municipi a realizzare il progetto, l’Osservatorio regionale sulle Pari opportunità e sulla violenza contro le donne torni a essere un luogo di valorizzazione e tutela delle donne, e non di umiliazione.”, conclude.