Dal 10 Giugno e fino alla fine di settembre, 50 poster inediti scandiscono i 250 mq del muro dell’autostazione di Bologna in Viale Masini

TACI, anzi PARLIAMO. Dalla riscrittura in chiave plurale di questa citazione di Carla Lonzi parte il nuovo progetto di arte pubblica di CHEAP: il collettivo con base a Bologna torna in strada con un’installazione di manifesti che veicolano l’urgenza e la visione dei femminismi intersezionali.

Foto di Margherita Caprilli _CHEAP MURO BACHECHE

Sui 250 metri quadrati e sulle 50 bacheche del muro dell’autostazione di Viale Masini, uno dei segmenti più trafficati e percorsi della città, si fanno spazio i poster e i paste up inediti di un selezionato numero di artistə visivə, con biografie e percorsi disparati ma ricomposti all’interno di un discorso pubblico che propone il femminismo come soluzione. Fotografia, illustrazione, grafica vettoriale, street poster pasting e fumetto convivono nell’intervento collettivo curato da CHEAP, producendo una riapproriazione non solo dello spazio urbano ma anche dell’immaginario pubblico, come da pratica consolidata negli anni. Con la direzione artistica di CHEAP, i poster sono stati realizzati da Bruna Alcantara, Camila Rosa, Cartel de Caracas, Coco Guzmán, Diana Ejaita, Giulia Mazza, Mafreshou, Marta Iorio, Muna Mussie e Yele.

Ai manifesti figurativi si alternano poster dal contenuto testuale, grazie al contributo di diverse generazioni di femministe, filosofe, studiose di genere, porno attiviste, architette, scrittrici, curatrici, scienziate, economiste e ricercatrici, che hanno attinto dal bagaglio delle proprie letture essenziali una citazione di un’autrice femminista da riproporre nel contesto dello spazio pubblico. Così risuonano nello spazio pubblico le parole di Angela Davis, bell hooks, Audre Lorde, Leslie Feinberg, Roberta Marrero, Maria Galindo, Ana Esther Ceceña, Nawal El Saadawi, Leslie Kern, Françoise Vergès e tantə altrə.

L’intersezionalità è un paradigma in continua evoluzione”, spiegano da CHEAP. “Da parte nostra c’è l’esigenza curatoriale di strutturare processi che siano realmente intersezionali, sperimentando nuovi strumenti di partecipazione, di presa di parola, di riappropriazione dello spazio così come del discorso pubblico. Insieme a questa urgenza, sentiamo la necessità di trovare soluzioni formali per esprimere la polifonia che ogni conversazione femminista porta con sé: in questo senso, pensiamo che nella realizzazione di un wall ad opera di artistə diversə che lavorano con media diversi risuoni l’idea di un femminismo plurale”.

In passato, i progetti femministi di arte pubblica di CHEAP hanno avuto come focus di intervento la lotta al sessismo e alla cultura dello stupro, così come alla violenza di genere; il disvelamento del quadro ermeneutico di stampo coloniale attraverso il quale vengono culturalmente perpetuate assunzioni razziste e xenofobe nei confronti delle donne migranti sia delle donne afrodiscendenti, così come di ogni corpo razzializzato; la denuncia delle nuove forme di precarietà e povertà a cui in maniera sistemica vengono esposte le donne, sul piano professionale e all’interno dei contesti delle famiglie tradizionali; il riconoscimento delle pratiche femministe come motore di avanzamento politico, sociale e culturale delle nostre società. Lo ha fatto scendendo in strada con le Guerrilla Girls, l’artista canadese MissMe, il progetto polifonico La lotta è FICA. CHEAP è intervenuta su questi temi nel contesto dello spazio pubblico con lo strumento dei linguaggi visivi contemporanei: con la fotografia, il graphic design, il lettering, l’illustrazione e le arti visive, ha costruito in positivo un immaginario di protesta e di rivendicazioni, attuando una riappropriazione non solo all’interno dello spazio pubblico urbano ma anche all’interno del discorso pubblico locale e nazionale.

Misurandoci col tema della violenza di genere e con le sue ricadute sui corpi razializzati così come sulla comunità LGBTQI+, ci è evidente quale sia la prospettiva politica, culturale e educativa che interseca una risposta reale: è il femminismo, questa è la nostra soluzione” dichiara CHEAP. “Nello stratificarsi dei manifesti, nella routine di questa pratica di strada, c’è tutta l’urgenza del femminismo vissuto come azione quotidiana: qualcosa che è qui ed è qui oggi, qualcosa che si può toccare, decisamente qualcosa che si può incollare”.

Proprio il rilancio di questo immaginario in positivo è la missione di TACI, anzi PARLIAMO: attraverso la realizzazione e affissione in strada di 50 poster originali inediti, CHEAP produce un intervento di arte pubblica incentrato sull’empowerment femminista, per rivendicare piena cittadinanza, autodeterminazione dei corpi e dei futuri, diritto alla città e un’idea femminista progettuale e politica di spazio urbano.

TACI, anzi PARLIAMO è sostenuto da Regione Emilia Romagna, all’interno di un bando che mira a realizzare una serie di azioni per diffondere e sensibilizzare contro la violenza di genere. A questo proposito la chiave di lettura di CHEAP è lineare: la soluzione a questi fenomeni sono le pratiche transfemministe, nella loro versione intersezionale, capace di leggere le dinamiche che connettono le violenze e l’esclusione sulla base di genere, razza, classe.

Oltre all’intervento di public art, il progetto prevede una serie di workshop nelle scuole sulla pratica femminista di riappropriazione urbana e una serie di podcast in collaborazione con NEU Radio. Da Aprile a Settembre, CHEAP ha programmato anche un public program di talk frequentatissimi: la proposta di incontri è partita dalla storia degli spazi femministi nati contrasto della violenza di genere e l’omolesbotransfobia, è proseguita con le connessione sistemiche tra sessismo e razzismo, ha dato spazio ad un confronto su un’idea di cittadinanza come parità di diritti che parta proprio dai laboratori politici che potenzialmente sono le nostre città, ha messo alla prova architette e filosofe nell’immaginare una città femminista, una città più giusta.

Gli appuntamenti di TACI, anzi parliamo si sono alternati alle presentazioni del nuovo libro di CHEAP che passerà l’estate e l’inizio dell’autunno in tour per l’Italia. “La natura effimera del nostro lavoro ci ha imposto di documentare i progetti realizzati negli ultimi anni e di curare una pubblicazione che ricomponesse, a partire da un immenso archivio fotografico, le nostre incursioni d’arte pubblica sul paesaggio urbano: siamo abituate all’idea che i nostri progetti arrivino in strada e abbiano le ore contate, questo catalogo ci permette di non perdere il filo della conversazione che da anni intratteniamo con chi abita e attraversa la città.

CHEAP | street poster art | www.cheapfestival.it | info@cheapfestival.it


BIOGRAFIE ARTISTƏ

Bruna Alcantara, giornalista e artista visiva brasiliana, crea potenti opere visive che traboccano di militanza e femminismo in ogni intervento. Dopo una mostra personale e due collettive al Festival Feminista di Porto, l’artista ha anche partecipato a mostre personali e collettive a Curitiba, San Paolo, Rio de Janeiro, Manaus, Belo Horizonte, Libano ed Egitto.

Nazanin Rastan alias Mafreshou (custodia del tesoro) è un’illustratrice e incisora iraniana che vive a Firenze. Nelle sue ilustrazioni mescola diverse tecniche: acquarello, incisione, disegno digitale e illustrazione virtuale. Si interessa particolarmente di disegnare donne di nazionalità e culture diverse e di creare arte femminista. Nel corso degli anni il suo lavoro è stato pubblicato su diverse riviste e ha lavorato per Vice Italia, Burberry e Gucci.

Camila Rosa è un’artista e illustratrice brasiliana con sede a San Paolo, Brasile.
Ha iniziato la sua vita come artista nel 2010 con un collettivo femminile di street art e da allora ha lavorato in tutto il mondo per pubblicità, editoria, mostre d’arte, moda e grafica. Il suo lavoro affronta questioni sociali e argomenti a cui tiene da una prospettiva alternativa.

Cartel de Caracas A.K.A Yaneth Rivas Z. è un’artista venezuelana che lavora e vive a Barcellona. Il suo lavoro trasforma le strade in una galleria con murales, paste-up e serigrafie per far emergere domande sull’influenza dei media e sui ruoli di potere e sul consumismo.

Coco Guzman è un* artista queer ispano-canadese che indaga la violenza politica sistemica. Attraverso un approccio interdisciplinare che si basa su teoria critica, fumetti, strategie di queerizzazione, ricerca d’archivio, osservazione e conversazioni, il lavoro di Coco evoca storie latenti che invitano a interrogarsi su chi siamo e sulla società in cui viviamo. Il lavoro di Coco è stato esposto, in particolare al CentroCentro Madrid (Spagna), alla Biennale del Quebec (Canada), alla Biennale dell’Avana (Cuba) e al festival Encuentros (Messico).

Diana Ejaita lavora come illustratrice e designer tessile a Berlino. Ciò che distingue le sue illustrazioni è una combinazione di aree in bianco e nero drammaticamente contrastanti con motivi e trame morbidi che creano immagini che tradiscono la forza della femminilità.
Nata a Cremona, di origini nigeriane, la sua estetica affronta questioni coloniali/postcoloniali, discriminazione razziale, di genere e dalla ricerca sull’identità. Negli anni ha lavorato con il New Yorker.

Giulia Mazza è una fotografa e artista visiva con sede a Bologna. Il suo linguaggio visivo approfondisce il confuso rapporto tra realtà e subconscio, con particolare attenzione alla percezione e all’interpretazione dell’identità. Oltre alla fotografia si occupa di grafica e video.

Marta Iorio, illustratrice nata a Napoli. Dopo aver vissuto in Messico e a Palermo è ora di base a Bologna. Ha collaborato, tra gli altri, con Museo Mart di Trento e Rovereto, Consejo Nacional de Cultura Y Arte Mexico, Santarcangelo dei teatri, Sezione Didattica Biennale di Venezia, Topipittori editore, Libreria B**K, Edizioni Precarie, Comunicattive, Atelier VM. 

Muna Mussie, nata in Eritrea, inizia il suo percorso artistico come performer con Teatrino Clandestino e, successivamente con Cesare Ronconi/Teatro Valdoca. Il suo lavoro, tra gesto, visione e parola, indaga i linguaggi della scena, delle performing arts e dell’arte pubblica per dare forma alla tensione che scaturisce tra differenti poli espressivi. Il suo lavoro è stato presentato, tra gli altri, a Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Museo Marino Marini, Kaaitheater Bruxelles, MAMbo, Santarcangelo Festival, Viafarini, Pergine Festival, Biennale Atlas of Transitions, Vie Festival Modena, Manifesta 2020 Marsiglia, Manifattura Tabacchi Firenze, Zona K.

Yele, visual activist classe ‘84. Femminista, antifascista e anticlericale. Dal 2010 trasforma i suoi pensieri in immagini, spaziando dall’illustrazione ai graffiti, usando i supporti ed i luoghi dove interviene come veicoli comunicativi. Da un paio di anni collabora con il graffiti artist Tres. Combinando illustrazione e lettering, insieme realizzano opere che guardano in maniera decontestualizzata alla grande propaganda del secolo scorso filtrandola nelle lotte dei giorni nostri.

CHEAP | street poster art

CHEAP street poster art è un progetto di arte pubblica, un collettivo, uno sguardo non obiettivo. Nata a Bologna nel 2013 dall’intesa creativa e dalla determinazione di 6 donne, CHEAP ha curato e realizzato interventi di public art a base di carta: il paste up, cioè l’utilizzo di carta e colla, è sia la tecnica indagata dal progetto che una dichiarazione d’intenti in termini di dedizione all’effimero e ricerca del contemporaneo come temporaneo.

CHEAP ha esordito come festival di street poster art, esperienza che ha ripetuto per cinque edizioni prima di cambiare format e scegliere di diventare un laboratorio permanente e mutare così in un’esperienza più fluida, situazionista e tagliente. CHEAP ha lavorato sul paesaggio urbano di Bologna con street artists internazionali come 2501, Stikki Peaches, Hyuro, MissMe, MP5; ha organizzato nello spazio pubblico la prima azione in Italia delle Guerrilla Girls; ha accompagnato il progetto Referendum di Tania Bruguera; ha curato il progetto femminista di arte pubblica La lotta è FICA; organizza dal 2013 una call for artists annuale che chiama a raccolta creativi internazionali di ogni disciplina visiva in un poster contest che vede i manifesti selezionati affissi nelle strade della città. I progetti di CHEAP sono usciti dalle mura di Bologna per arrivare a Roma, Padova, Parma e Modena. Oltre alle affissioni di poster, CHEAP firma progetti creativi e installazioni, oltre ad essere presente nelle Accademie d’Arte e nelle Università Italiane con workshop e lecture.