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BOLOGNA. “Donne e mobilità”: Position Paper per trasporti sicuri

Il 20 gennaio, in occasione del convegno “Donne e Mobilità: Politiche per la parità, le professioni e l’innovazione”, è stato presentato il Position Paper, per una Carta della Mobilità delle Donne.

L’obiettivo è ripensare la mobilità partendo dallo sguardo delle donne per costruire città più sicure, accessibili e sostenibili per tutti. I dati ISTAT mostrano come le donne si sentono maggiormente insicure quando escono da sole la sera, rispetto agli uomini. Questa percezione incide direttamente sulle scelte di mobilità, spingendo molte donne ad abbandonare il trasporto pubblico nelle ore notturne a favore dell’auto privata. Il documento, infatti, denuncia il persistente “gender data gap” nella pianificazione urbana, storicamente improntata a una presunta neutralità che ha finito per trascurare esigenze fondamentali come illuminazione adeguata, visibilità, accessibilità e continuità degli spazi.

“Donne e Mobilità”, un evento a Bologna il 20 gennaio 2026

 

Il documento nasce dalle esperienze già in corso e dai percorsi di certificazione per la Parità di Genere UNI PdR 125/2022, con l’obiettivo di avviare un confronto per un sistema dei trasporti più inclusivo, flessibile e attento alla sicurezza, oltre che indirizzato alla valorizzazione delle professioni femminili nel settore (le donne, ad esempio, rappresentano solo il 22% degli occupati nel settore dei trasporti e della logistica, con una presenza ancora più ridotta nei ruoli operativi e apicali, come la guida dei mezzi).

L’iniziativa, promossa da Roma Servizi per la Mobilità, Isfort, TRT, Associazione Sipotra, Associazione FederMobilità, ASSTRA e TPER SpA, ha riunito istituzioni, aziende e associazioni impegnate quotidianamente nei temi della mobilità e delle pari opportunità.

Il convegno ha quindi posto le basi per una Carta della Mobilità delle Donne, fondata su azioni concrete rivolte a istituzioni e aziende. Tra le principali proposte: il rafforzamento dei dati disaggregati per genere, la definizione di criteri guida per lo spazio pubblico ispirati alla natural surveillance, lo sviluppo di servizi più flessibili – come fermate a richiesta e tariffe dinamiche – e incentivi per le aziende che ottengono la certificazione di parità di genere.

«La mobilità non può più essere considerata un servizio neutro», è il messaggio che emerge con forza dal Position Paper. Progettare città che funzionino per le donne significa, infatti, progettare città migliori per l’intera comunità.