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“Aperto per restauro” di Elvira Augello

Sul canale YouTube dell’associazione  intervista a Elvira Augello, autrice di “Aperto per restauro”.

Il romanzo d’esordio di ELVIRA AUGELLO (torinese di origini calabresi, scultrice e articolista) “Aperto per restauro” si racconta dalla copertina nella figura scura di Penelope, una restauratrice “maestra nell’arte di riportare alla luce ciò che il tempo ha cancellato. La sua vita al contrario sembra scolorire ogni giorno di più: spenta in una relazione con Alessandro logorata e soffocata dagli attacchi di panico che la imprigionano in una gabbia invisibile” (aletta di copertina). Ambientare la vicenda in un laboratorio di restauro, la cui artistica e artigianale materialità permea e alleggerisce tutto il racconto, è stata un’ispirazione felice, avuta durante una passeggiata nel centro di Torino, davanti alla vetrina di un vero laboratorio.

Dal suo mondo chiuso, metaforizzato dal “laboratorio-rifugio dove aveva trovato il modo di scappare dal mondo, rimanendo nascosta”, Penelope uscirà con una nuova visione di se stessa, della propria sessualità e del proprio lavoro. Nell’intenzione dichiarata dell’Autrice, Penelope incarna un’evoluzione, una rinascita; la sua presa di consapevolezza avverrà parallelamente su piani diversi: sentimentale e storico.

Il primo vede due uomini molto diversi, l’ex compagno Alessandro e quello nuovo, Damiano, complici nel coinvolgerla in una relazione a tre, data per liberatoria. L’Autrice la segue anche nella progressione erotica cui allude, in copertina, l’Hotel dove sarà Penelope a proporre l’ultimo incontro.

Il cambio di passo, intimista e letterario, avviene con la stesura dei due taccuini assegnati ad anonimo militare italiano internato in un lager nazista. Dalla prima frase al finale aperto, l’attenzione rimane alta, il ritmo serrato, la narrazione empatica. “Intorno ai taccuini ho costruito il romanzo” afferma l’Autrice, interessata a far luce su tematiche rimaste in ombra, quale l’internamento dei militari italiani in Germania. Al proposito, tra le sue ricerche bibliografiche e presso l’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti (Istoreto) di Torino, citiamo “Matite sbriciolate. I militari italiani nei lager nazisti. Un testimone, un album, una storia comune” di Antonella Bartolo Colaleo (Rubettino, 2018).

I due taccuini, ritrovati in un vecchio mobile da restaurare portato da Alessandro, “scritti a matita, con calligrafia minuta e ordinata”, traggono immediatamente Penelope dal suo torpore esistenziale, stimolando curiosità e commozione.

Nel primo, color cenere, l’inferno. Il vagone piombato di un treno merci (30 settembre 1943), le tragiche ritualità del lager, il lavoro forzato, paura, fame, l’agghiacciante disumanità e l’isolamento, la morte incombente: “il desiderio di liberà è incommensurabile. Uscire vivi da qua e resistere. Fuggire è il più grande desiderio.” (29 aprile 1944).

Nel secondo, “leggermente più piccolo e verdastro”, l’indicibile speranza s’avvera: “1° giorno o meglio prima serata di libertà. Dopo aver mangiato ansia a fare una passeggiata. Siamo talmente abituati ad andare in colonna che senza volerlo camminiamo al passo per due. In fila come incapaci di pensare, ubriachi di schiavitù, la libertà è senza dubbio un bene immenso. Senza non si può definire vita.” (24 agosto 1944).

Pagine ingiallite da cui scivolano altri scritti indirizzati a un’amata Caterina cui l’ignoto non può ancora tornare, impedito dal perdurante conflitto in Germania: “…Sono triste e penso alla casa lontana. Chi lo sa se tornerò vivo. Purtroppo dovranno ancora passare parecchi mesi prima che la riveda. Forse. Caterina…qui si muore.” (2 novembre 1944). Per Penelope, il distacco dai taccuini sarà sofferto ma propositivo – “Nulla più da leggere. Ma tanto da portare con sé” e parallelo a quello da Alessandro e Damiano. Nuovi percorsi di vita attendono la restauratrice, con ritrovata passione per il suo lavoro ma sicura di sé. Non cercherà sicurezza e risposte. “A lei basterà camminare”.

Info: Augello Elvira, Aperto per restauro. – Ascoli Piceno: Capponi editore 2025. r