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Intervista a Irene Capitelli della Rete Lesbica Italiana sulla prossima “Dike March”

In previsione della DIKE MARCH del 3 ottobre (data da confermare) promossa da “RETE LESBICA ITALIANA organizzazione DIKE MARCH”, pubblichiamo l’intervista a IRENE CAPITELLI, una delle fondatrici, che iniziò la sua militanza lesbofemminista nell’occupazione del Governo Vecchio, di cui ricorre il 50° (2 ottobre 1976). La DIKE MARCH nasce dal movimento lesbico americano, in opposizione alla commercializzazione delle sfilate dei Pride e la “RETE LESBICA ITALIANA organizzazione DIKE MARCH”, esordisce a seguito del convegno mondiale dell’Asian Central Lesbian Community (Roma, 2925), di cui Capitelli è un’attivista. 

“La DIKE MARCH ha un carattere prevalentemente politico ed è partecipata da transessuali, Nobinary e da chiunque si identifichi nelle battaglie e nella figura della lesbica” sottolinea Capitelli, “… il primo corteo promosso dalla RETE, con persone venute da tutto il mondo, l’abbiamo tenuto nel 2025 a Roma, a Largo Agosta, proprio nel giorno della morte di Papa Francesco”. “Dare visibilità alle donne lesbiche, ai loro diritti costituzionali, di salute, riproduttivi, di lavoro, con attenzione all’anzianità delle lesbiche” prosegue Capitelli, cui sta particolarmente a cuore l’educazione sessuoaffettiva nelle scuole, co-aturice con Maria Laura Annibali (“La Signora dei cento cappelli”, presidente “Dì Gay Projet”), del libro “DIKE FORM – La buona educazione sentimentale, affettiva, sessuale” (Edizioni Croce, 2026), in cui rivendica il termine “Dike” e descrive teorie e metodi d’insegnamento (Link video    • DYKE FORM. La buona educazione sentimental…  ). “Il nostro fine ultimo” ribadisce “…è quello di porre fine alla discriminazione delle lesbiche. Quando noi, portando le nostre battaglie all’interno di altre manifestazioni sugli stessi temi, saremo accettate come movimento politico che appoggia gli stessi contenuti e saremo trattate da uguali, non ci sarà più necessità di separarsi. Per adesso è importantissima la separazione. (…) Oggi essere lesbica non è essere visibile e soprattutto non è essere politica. Non eravamo previste, ma siamo emerse lo stesso. Dopo trent’anni ci riprendiamo i nostri amori, la nostra visione, la nostra rabbia, le nostre intelligenze, la nostra storia e le nostre radici. Ci opponiamo al fascismo, alla lesbofobia, alla violenza di genere, al clericalismo, solidarietà con il popolo palestinese.” “Noi, RETE italiana, non abbiamo mai sottovalutato le politiche delle destre, risorgenti nel mondo e discriminatorie nei nostri confronti. Noi oggi non abbiamo ottenuto parità né come donne, né come lesbiche” conclude Irene Capitelli, che non in ultimo ricorda ricorda gli interventi della rappresentanza dell’Asian Central Lesbian Community al Parlamento Europeo. 

Qui sotto il manifesto della RETE e la presentazione di DIKE MARCH 2026 (3 ottobre ?) in calendario il 1 OTTOBRE, h.17,00 /20,00, nella CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE, VIA DELLA LUNGARA 19 (Sala Carla Lonzi).