WomeNews dal 2001 il sito de "il paese delle donne"

Parlamento europeo: Parità di genere in tutte le forme di assistenza, anche nel caregiver

Il 21 maggio 2026 il Parlamento europeo ha adottato delle raccomandazioni volte a promuovere la parità di genere e un maggiore sostegno nel settore dell’assistenza formale e informale.

In una risoluzione non vincolante approvata con 263 voti a favore, 83 contrari e 154 astensioni, gli eurodeputati affermano che l’accesso all’assistenza è un diritto fondamentale e invitano gli Stati membri ad affrontare le disuguaglianze di genere in tutte le forme di assistenza.

Il lavoro di assistenza è spesso invisibile ed è svolto prevalentemente dalle donne, il 56% delle donne con figli di età inferiore ai 12 anni dedica almeno cinque ore al giorno alla cura dei figli, rispetto al 26% degli uomini.

Il Parlamento chiede l’introduzione di uno “statuto europeo dei prestatori di assistenza” per riconoscerne il lavoro e stabilire standard minimi in tutta l’UE. I deputati vogliono inoltre garantire il riconoscimento dei prestatori di assistenza informali nei sistemi pensionistici e di sicurezza sociale, sottolineando che le responsabilità di cura non dovrebbero gravare in modo sproporzionato sulle donne. La parità di genere nell’assistenza richiede una condivisione delle responsabilità, parità salariale, congedi parentali e modalità di lavoro flessibili. Il Parlamento chiede campagne di sensibilizzazione per incoraggiare gli uomini ad assumere una quota uguale delle responsabilità di cura, aumentare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e contrastare gli stereotipi di genere tradizionali.

I deputati accolgono con favore un patto europeo per l’assistenza (European Care Deal).

Sollecitano inoltre misure specifiche per ridurre il divario di genere nell’assistenza e sostenere i caregiver formali e informali, con particolare attenzione a occupazione, formazione (comprese le competenze digitali), protezione sociale, assistenza all’infanzia e sostegno psicosociale.

La risoluzione adottata riconosce finalmente l’assistenza come un pilastro della società e dell’economia, e non come un lavoro invisibile. Per i caregiver professionali migliori condizioni di lavoro, una retribuzione equa e un sostegno psicologico. Per i caregiver informali protezione, modalità di lavoro flessibili e congedi per l’assistenza. Le responsabilità di cura continuano a ricadere in modo sproporzionato sulle donne, mentre dovrebbero essere una responsabilità condivisa da tutti.

Le donne continuano a sostenere una quota sproporzionata del lavoro di cura, sia formale che informale, dedicando 17 ore in più a settimana rispetto agli uomini alle attività di assistenza non retribuite. Questo lavoro invisibile continua ad alimentare sia il divario retributivo che quello pensionistico. Allo stesso tempo, il lavoro di cura professionale continua a essere sottovalutato e sottofinanziato. L’accesso a servizi di assistenza accessibili, economicamente sostenibili e di qualità è un diritto per tutti, comprese le persone che vivono nelle aree rurali e remote. Nessuno dovrebbe arrivare alla vecchiaia senza poter contare su cure adeguate. Il Patto europeo per l’assistenza deve diventare la tabella di marcia per costruire un’Europa più equa e più attenta alle persone.

Il 7 marzo 2025 la Commissione europea aveva già adottato la tabella di marcia per i diritti delle donne. La tabella delinea una visione per il raggiungimento della parità di genere, sulla base dei principi fondamentali e degli obiettivi strategici stabiliti nella dichiarazione di principi per una società equa sotto il profilo del genere. L’obiettivo è sostenere e promuovere i diritti delle donne, affrontando anche i pregiudizi legati alle tecnologie, la discriminazione e la violenza. La tabella di marcia definisce un quadro per i diritti delle donne, fornisce una base per l’elaborazione di misure giuridiche e politiche mirate all’interno della strategia per la parità di genere. 

La strategia dell’UE per la parità di genere presenta gli obiettivi strategici e le azioni volte verso un’Europa garante della parità di genere. L’obiettivo è costruire un’Unione in cui donne e uomini, ragazze e ragazzi, in tutta la loro diversità, siano liberi di perseguire le loro scelte di vita, abbiano pari opportunità di realizzarsi e possano, in ugual misura, partecipare e guidare la nostra società europea.

Gli obiettivi principali sono

  • porre fine alla violenza di genere;
  • combattere gli stereotipi di genere;
  • colmare il divario di genere nel mercato del lavoro;
  • raggiungere la parità nella partecipazione ai diversi settori economici;
  • far fronte al problema del divario retributivo e pensionistico di genere;
  • colmare il divario e conseguire l’equilibrio di genere nel processo decisionale e nella politica.