La scrittrice inglese Maureen Duffy è mancata il 27 maggio, a 92 anni, in un ospedale londinese. Ha lottato per i diritti delle persone LGBT, per i diritti delle donne, per i diritti degli animali, per i diritti degli scrittori. Personalmente mi ha incoraggiato a tradurre, a andare avanti in questo viaggio di passione, mi ha segnalato la FUIS, un sindacato che in Italia segue gli scrittori. Ho tradotto varie poesie sue e il poemetto A Fair Field Full of Folk/Un bel campo pieno di gente, Bertoni Editore, 2022 (un rifacimento del poema medievale Piers Plowman di William Langland, in cui lei affronta la temperie attuale, riecheggiando il passato, dimostrando molta sensibilità alle problematiche moderne che le erano state instillate anche dalle radici operaie della sua famiglia) curato da Katie Webb, che è Co-Direttore Internazionale della FUIS e porta anche avanti studi sul punto d’incontro tra le forme d’espressione scritte e quelle orali.
Maureen è stata poeta, romanziera e drammaturga, oltre ad essere stata un’attivista dei diritti civili, ed è diventata presidente del WGGB (The Writers’ Guild of Great Britain). Questa organizzazione è stata una delle prime a dare il proprio aiuto all’Organization for Lesbian and Gay Action fino a ottenere l’abrogazione della Sezione 28 del Local Government Act introdotta dal governo di M.Thatcher nel 1988 che proibiva alle autorità locali di promuovere intenzionalmente l’omosessualità, pubblicando materiale con l’intenzione di promuoverla, o di insegnare l’accettazione dell’omosessualità come rapporto familiare possibile.
La vorrei ricordare con una sua poesia ‘Arriva l’estate al Giardino Urbano (’12 Late Poems’), in cui nomina piante e animali di un contesto urbano di poche pretese: tra semplici ma luminosi fiori di vario genere che dispiegano la loro vita all’approssimarsi dell’estate, un recinto, un’antenna, del fumo, crepe tra il muro e il marciapiede, fili del telefono, una grondaia e un vaso di gerani.
Che questa vita che hai saputo descrivere così bene ti rimanga vicino, Maureen!
La rosa rampicante si veste di bianco per giugno
il mese degli sposi, e per la New Dawn rosa
che si arrampica sul recinto di un vicino, mentre
il merlo in alto su un’antenna
rilascia il suo verso nell’aria fumosa
e la campanula selvatica ha colonizzato
le crepe tra il muro e il marciapiede
sulla strada con le sue piccole stelle azzurre
che superano la farfara, il tarassaco e la borsa di pastore.
Nel vento impetuoso il grande platano
scuote la testa contro i fili del telefono.
Dandy con il petto della camicia rosa, colletto bianco in giacca grigia,
il colombaccio implora Betty di badare al suo piede dolorante
mentre i suoi cugini inselvatichiti gorgogliano
nella grondaia. La campanula
getta i suoi semi al di là del vaso di gerani
domestici nei cortili
perché si spandano ai piedi della clematide
fucsia, dell’ortensia, cingendole
con la sua lunga capigliatura verde.
(Traduzione di Anna Maria Robustelli)