Una raccolta di firme per il conferimento del vitalizio previsto dalla Legge Bacchelli a Lea Melandri è in corso sul sito https://bacchelliperlea.org/#top al quale ci si può collegare per firmare direttamente.
L’iniziativa ha già raccolto oltre 3000 adesioni.
Il comitato promotore della raccolta è formato da:
Abbinante Flavia, Burgazzi Riccardo, Ciccarelli Roberto, Cirant Eleonora, Ercoli Elisa, Fragnito Maddalena, Mancini Francesca, Mazza Giuseppe, Recchia Luciani Francesca R.
Dire grazie a Lea
Lea Melandri ha dedicato la sua vita al movimento femminista, alla giustizia sociale, alla liberazione di donne e di uomini.
Lo ha fatto con il suo attivismo, con il suo pensiero, con la sua scrittura.
I suoi testi teorici, spesso tradotti all’estero, sono oggi considerati manifesti del femminismo italiano e riferimenti imprescindibili nello studio dell’oppressione di genere. Il suo Come nasce il sogno d’amore è stato incluso tra i quindici libri più significativi del Novecento.
Le riviste che ha fondato — L’erba voglio, Lapis — rappresentano passaggi fondamentali nella riflessione femminile e nella pratica antiautoritaria della scuola. Ed è incensibile la quantità di collaborazioni, seminari, conferenze alle quali ha preso parte nel corso di un’attività pluridecennale.
Intere generazioni hanno potuto incontrare la ricchezza delle analisi di Lea Melandri nelle assemblee dei movimenti, durante la sua attività di divulgazione o nei suoi corsi di “scrittura di esperienza”. Una presenza di infinita generosità, votata a un impegno che ha sempre seguito strade lontane dal denaro e dal potere.
È arrivato il momento di dirle grazie.
Oggi Lea è anziana e indigente. Rischia di non avere i mezzi per curarsi.
Sosteniamo la sua candidatura per l’assegnazione del contributo economico vitalizio previsto dalla Legge Bacchelli a favore di persone che si sono distinte per meriti eccezionali nei campi della cultura, delle arti, della ricerca scientifica e dell’innovazione ma si trovano in condizioni di particolare ristrettezza.
Sarebbe il dovuto riconoscimento materiale da parte della Repubblica nei confronti di una vita spesa per cause giuste e per un’opera che oggi è patrimonio della cultura italiana.