Le donne lavoratrici nell’UE guadagnano in media il 12% in meno all’ora rispetto agli uomini. Anche se il principio della “parità delle retribuzioni per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore” venne introdotto nel Trattato di Roma nel 1957, il cosiddetto “divario retributivo” persiste anche se negli ultimi anni sono stati raggiunti alcuni miglioramenti. Il divario retributivo di genere rappresenta la differenza tra la media delle retribuzioni orarie lorde tra donne e uomini. Ci possono essere molteplici motivi per l’esistenza del divario salariale di genere. Alcuni potrebbero essere legati al livello di istruzione, all’esperienza lavorativa o al lavoro part-time. Un’altra ragione potrebbe essere che gli uomini occupano spesso posizioni meglio retribuite rispetto alle donne nello stesso settore. In tutta l’UE, il divario retributivo varia notevolmente, le discrepanze più alte sono state rilevate nei seguenti paesi: Lettonia (19%), Austria (18,3%), Repubblica Ceca (18%), Ungheria (17,8%) e Germania (17,6). Altri paesi con divari salariali di genere ridotti, nel 2023, sono: Belgio (0,7%), Italia (2,2%), Romania (3,8%), Malta (5,1%) e Slovenia (5,4%). Il divario salariale di genere aumenta con l’età, differisce anche a seconda del settoree nel era più alto nel settore privato che in quello pubbliconella maggior parte dei paesi dell’UE. Quali sono le cause?
In media, le donne svolgono più ore di lavoro non retribuito, per esempio prendendosi cura dei bambini o dedicandosi alla famiglia. Tutto ciò implica una minore disponibilità di tempo per il lavoro retribuito: quasi un terzo delle donne (30%) lavora part-time, mentre solo l’8% degli uomini lavora part-time. Quando si tengono in considerazione sia il lavoro non retribuito che quello pagato, inoltre, risulta che le donne lavorano più ore a settimana degli uomini. Sebbene nell’UE più donne che uomini completino il ciclo di istruzione superiore, le stesse sono meno rappresentate sul mercato del lavoro. Le donne sono inoltre più propense ad avere interruzioni di carriera: un terzo delle donne occupate nell’UE ha subito un’interruzione del lavoro per motivi di custodia dei figli, rispetto all’1,3% degli uomini.
Circa un quarto del divario retributivo di genere totale, può essere spiegato con una sovra-rappresentanza di donne in settori relativamente a basso salario come l’assistenza, la sanità e l’istruzione. Circa 3 donne su 10 nell’UE lavorano nel settore dell’istruzione , della sanità e del sociale, settori tradizionalmente a bassa retribuzione, mentre solo l’8% degli uomini è impiegato in questi settori . D’altro canto, quasi un terzo degli uomini è impiegato nei settori della scienza, della tecnologia, dell’ingegneria e della matematica, settori a retribuzione più elevata. Un altro motivo del divario retributivo di genere è che le donne sono spesso sottorappresentate nelle posizioni più remunerative delle aziende. Ad esempio, nel 2021, le donne ricoprivano in media il 34,7% delle posizioni dirigenziali nell’UE. Se guardiamo al divario tra le diverse professioni, le donne manager sono le più svantaggiate: guadagnano il 23% in meno all’ora rispetto agli uomini manager. La riduzione del divario retributivo di genere creerebbe una maggiore uguaglianza di genere, riducendo la povertà e stimolando l’economia.
A dicembre 2022, i negoziatori del Parlamento e dei paesi dell’UE hanno concordato che le aziende dell’UE saranno obbligate a divulgare informazioni che rendono più facile confrontare le retribuzioni di coloro che lavorano per lo stesso datore di lavoro, contribuendo ad evidenziare le differenze retributive tra i generi. A marzo 2023 il Parlamento ha adottato queste nuove regole sulle misure vincolanti di trasparenza retributiva.
I paesi dell’UE dovranno imporre sanzioni, come multe, per i datori di lavoro che infrangono le regole. Le offerte di lavoro e le denominazioni dovranno essere neutre dal punto di vista di genere. La proposta fa seguito a una risoluzione del Parlamento europeo del 21 gennaio 2021 sulla strategia dell’UE per la parità di genere, con la quale si richiede alla Commissione di redigere un nuovo ambizioso piano d’azione per far fronte al divario retributivo di genere al fine di ridurre il divario salariale di genere nei prossimi cinque anni.
Il Parlamento europeo intende inoltre aiutare le donne e le ragazze a ottenere posizioni dirigenziali e a promuovere l’uguaglianza di genere nei consigli di amministrazione. Nel novembre 2022, i parlamentari hanno approvato regole che vogliono rendere più chiari i processi di selezione, in modo che entro giugno 2026 almeno il 40% dei posti di direttore non esecutivo o il 33% di tutti i posti di direttore siano occupati da donne.