Le giornate di Vinitaly 2026, trascorse nel segno del solito ritmo serrato, oltre alle masterclass, agli assaggi e agli incontri business, portano il segnale di una doppia linea di forza: da un lato il peso crescente delle donne che operano nel settore e, dall’altro, la maturità raggiunta dall’enoturismo che, insieme al tema del gusto, si fa leva strategica per i territori.
Il protagonismo delle donne del vino -dato non più derubricabile a questione simbolica- e i numeri presentati durante la manifestazione, confermano nel settore una presenza femminile forte e strutturale; mentre l’enoturismo cambia definitivamente abito e ambito, passando da tendenza turistica a vera e propria infrastruttura economica.
L’assaggio di successo è questione di “stile”
Per comprendere appieno le dinamiche e le tendenze emerse dagli assaggi enologici e culturali di queste giornate, andiamo a soffermarci su quegli elementi che (a mio parere) hanno caratterizzano maggiormente questa edizione.
Temi che stanno anche ridefinendo il settore e che vanno dalla qualità del vino italiano all’evoluzione dell’enoturismo, dai nuovi elementi comunicativi al ruolo crescente delle donne, dalle sperimentazioni al recupero di ciò che c’è ma non si vede. Gusti, emozioni, sentori e sapori (ri)trovati nei calici, disegnano questa mappa di parole che accompagna il racconto dello scorrere di queste giornate.
LABORATORI Il vino italiano alza l’asticella della qualità: meno quantità, più identità e ogni bottiglia come manifesto del territorio.
STILE Dai vitigni autoctoni alle sperimentazioni più audaci, il vino italiano sorprende e resta fedele alla sua radice.
SLOGAN Finalmente fuori dalla muffosa dicotomia Tradizione & Innovazione, il vino sembra puntare su Generatività economica e culturale.
DONNE Le donne del vino creano spazi nuovi: tra vigne, cantine, mercati globali e dialoghi culturali, lo sguardo femminile (ri)anima e (ri)definisce il settore.
DIREZIONI Negli incontri dove parole e vini diventano cultura da bere, stili e punti di vista trasmettono le coordinate di una nuova visione.
NOVITÀ La curiosità capace di ascolto trasforma l’assaggio in scoperta. E gli assaggi curiosi indagano i vini dealcolati, i vini Biologici e quelli da vitigni rari.
VISIONI A Vinitaly la comunicazione del vino evolve in ecosistema integrato digitale: contenuti immersivi, informazioni in tempo reale e narrazioni multicanale costruiscono un racconto globale.
RIVELAZIONI I bianchi calabresi sono stati la vera sorpresa: freschi, luminosi, identitari. Interpreti di un nuovo corso e testimoni di un cambiamento elegante.
GIOVANI Il vino sa parlare alle giovani generazioni e ne cattura il cuore quando comunica senza formalismi, in un approccio tra piacere, conoscenza e condivisione. Franciacorta docet!
ENOTURISMO L’aspetto che a Vinitaly si presenta fortissimo e capace di un’immersione totale e totalizzante tra vini e territori, merita un approfondimento fattuale.
Sognando l’enoturismo di domani
Ancora una volta, per il Paese Italia, il turismo si conferma il volano capace di sbloccare l’impasse di un comparto, quello del vino, che per vari motivi da molto tempo convive con quelle che sono le proprie sofferenze organiche.
Tra le problematiche principali, la complessità e l’imprevedibilità dei mercati, il calo di consumi e di affezioni, il generale cambiamento dei gusti e, dal lato dei soldoni, i nuovi dazi, le difficoltà di circolazione delle merci e l’aumento dei costi di energia e materie prime a causa dei conflitti mondiali.
Ma incidono pesantemente anche il cambiamento climatico che porta all’aumento naturale delle gradazioni dei vini e la stanchezza di alcuni degli stili muscolari più tradizionali, elementi -tutti- che portano il mondo del vino a dover fare i conti con la necessità di un cambiamento che si delinea sempre più strutturale ed epocale.
Prospettive del femminile
I focus organizzati in queste giornate dall’Associazione Nazionale Le Donne del Vino, che non negano «le criticità ancora presenti nel sistema agricolo» sottolineano, tuttavia, come il vino rappresenti «un laboratorio avanzato di equilibrio, innovazione e sostenibilità, capace di offrire indicazioni concrete per l’intero comparto».
Infatti, nonostante il divario di genere in agricoltura esista ancora, il settore che sta dimostrando come sia possibile ridurlo concretamente è la viticoltura: «qui, le imprese guidate da donne non solo si avvicinano sempre più a quelle maschili per struttura e opportunità, ma arrivano anche a registrare redditi medi superiori del 5%».
È questo il dato speciale che emerge dalla prima ricerca dal titolo Innovare al femminile: i risultati di un’indagine nelle imprese vitivinicole (promossa da CREA – Politiche e Bioeconomia [Rete PAC] e realizzata in collaborazione con l’Associazione Nazionale Le Donne del Vino), presentata il 12 aprile.
«Le Donne del Vino non sono un’eccezione, ma un esempio concreto di come il settore possa evolvere» afferma Daniela Mastroberardino, presidente dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino. E aggiunge: «questa ricerca ci aiuta a leggere e riconoscere un’innovazione che spesso non viene raccontata: fatta di organizzazione, relazioni, visione e capacità di costruire valore nel tempo. È da qui che può ripartire l’agricoltura».
Cifra di un modello efficace
In una seconda ricerca, le aziende del vino al femminile fotografano e restituiscono al settore anche un altro dato. Lo studio dal titolo Il ruolo delle donne nella trasformazione dei modelli di governance e di leadership nelle aziende vitivinicole, presentato il 14 aprile (realizzato da CREA e MIB Trieste School of Management in collaborazione con l’Associazione Nazionale Le Donne del Vino e basato sulle risposte di 152 imprenditrici associate), «evidenzia come nel settore vitivinicolo italiano la leadership femminile sia non più un tema di rappresentanza, ma un fattore concreto di evoluzione dei modelli organizzativi, capace di rafforzare governance, sostenibilità e gestione delle persone».
«Dove la leadership femminile è più presente, le aziende del vino risultano più strutturate, più orientate al futuro e più capaci di valorizzare il capitale umano».
Nelle aziende vitivinicole di proprietà di donne e a guida femminile, oltre il 75% indica la sostenibilità come priorità su cui lavorare; circa il 70% valorizza il territorio come asset strategico e oltre l’80% adotta una prospettiva di lungo periodo.
Una dimostrazione «che la leadership femminile non è un tema di rappresentanza, ma di efficacia» dice Francesca Poggio, vicepresidente vicaria dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino.
Pierpaolo Penco, responsabile della formazione in Wine Business di MIB Trieste School of Management, sottolinea come «non sia il prodotto il punto debole del vino italiano, ma la struttura delle imprese. Il modello tradizionale non è più sufficiente per affrontare la complessità attuale. La leadership femminile emerge come uno dei fattori che accompagnano il passaggio verso organizzazioni più evolute, capaci di pianificare, delegare e lavorare sul lungo periodo».
Le nuove vie del vino
Restano tuttavia delle criticità e soprattutto nell’accesso ai ruoli del mondo cooperativo «il quadro non è privo di ombre». Persistono resistenze culturali e il numero delle donne nei ruoli apicali oltre a non essere «equilibrato» è addirittura «in ritardo […] un ambito cruciale su cui lavorare per il futuro del settore».
Mentre i modelli messi in campo dalle donne si confermano laboratori avanzati di visioni, mentre l’originalità e la qualità dello sguardo fanno emergere con chiarezza che il futuro del vino non può più esprimersi per compartimenti stagni e mentre resta forte la consapevolezza di quanto lavoro vi sia ancora da fare, le nuove vie del vino italiano sembrano comunque tracciate.
Sorprendentemente, questo Vinitaly potrebbe essere stato un catalizzatore, un contenitore imperfetto, ma virtuoso, capace di mettere insieme materia e pensiero da cui attingere. Per costruire una visione ed un futuro del vino migliore.
Fonte dei virgolettati: Comunicati stampa DDV – Donne e Vino: un nuovo modello di impresa e reddito più alto nelle aziende a conduzione femminile (del 12 aprile 2026) e Nel vino cambia la leadership: le donne rendono le imprese più solide (14 aprile 2026).
Fotogallery (ph. Eva Panitteri)