Dopo 93 audizioni – la prima del gennaio 2024, nella quale fu ascoltato l’Istituto azionale di Statistica – la Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere ha approvato oggi, 15 aprile 2026, in seduta plenaria, la relazione sulla violenza economica di genere. La relazione è stata approvata all’unanimità. Relatrici sono state la presidente della commissione, Martina Semenzato, deputata, e le senatrici Elena Leonardi e Cecilia D’Elia.
La violenza economica, un fenomeno finora poco riconosciuto, è riconosciuta, nella relazione, come un meccanismo specifico di dominio maschile sulle donne.
Il cuore della relazione è la necessità di inserimento nel codice penale, in particolare nell’articolo che tratta dei maltrattamenti in famiglia (n. 572), del concetto di “violenza economica”. Tra le fattispecie della violenza economica viene anche individuato il “controllo coercitivo”, cioè il monitoraggio ossessivo del partner anche in relazione alle spese familiari di minimo importo.
La relazione chiede di rafforzare l’educazione finanziaria e di introdurre l’educazione alla autonomia economica di genere nelle scuole e nelle università. Molti altri aspetti sono inseriti nella relazione, dalla guida ai sostegni economici per le donne vittime di violenza alla tutela contrattuale e responsabilizzazione nella sottoscrizione di impegni finanziari (per incoraggiare le donne a esaminare con attenzione ogni documento prima della firma). Tra le cose più significative, si chiede che sia obbligatorio, per i datori di lavoro, di versare la retribuzione su un conto corrente intestato alla lavoratrice.
La relazione chiede infine di garantire una destinazione vincolata e trasparente dei fondi per i centri antiviolenza, affinché le risorse pubbliche siano effettivamente impiegate per il sostegno integrato e multidisciplinare delle vittime.
Il testo integrale della relazione approvata non è ancora disponibile sui canali ufficiali parlamentari. Appena lo sarà, lo pubblicheremo.