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Ricordati a Siracusa Mario Francese e Pippo Fava, figure simbolo del giornalismo antimafia

Nella mattinata di Venerdì 10 aprile nel salone Borsellino di Palazzo Vermexio  del Comune di Siracusa, si è svolta la cerimonia in ricordo di Mario Francese e Pippo Fava, un momento di memoria e impegno civile per ricordare due figure simbolo del giornalismo antimafia: Mario Francese e Pippo Fava, giornalisti d’inchiesta, giornalisti dotati di senso civico e che avevano un profondo rispetto per la professione interpretandola al meglio. I due giornalisti, Fava nato a Palazzolo Acreide in provincia di Siracusa e Francese nato a Siracusa, sono stati ricordati per la loro normalità. Una normalità fatta di senso civico, di rispetto per la propria professione e del coraggio di parlare di verità scomode. La sala era piena di giovani a rappresentanza delle istituzioni scolastiche siracusane, erano presenti i figli delle due vittime di mafia, Giulio Francese e Claudio Fava, anche loro giornalisti, c’erano i rappresentanti istituzionali e delle forze dell’ordine, e c’erano gli studenti dei licei Corbino, Quintiliano, Einaudi e Gargallo che hanno elaborato dei video sulla vita e il lavoro dei due giornalisti.

​L’evento, deciso dal consiglio comunale lo scorso anno, in occasione del centenario della nascita di Francese e Fava, approvando l’atto di indirizzo proposto dalla commissione Cultura, è stata organizzato, sotto il coordinamento di Giuseppe Prestifilippo, grazie agli assessorati alla Cultura e all’Istruzione e in collaborazione con la sezione di Siracusa dell’Associazione siciliana della stampa, e presentato dalla giornalista Katia Scapellato. L’iniziativa rientra in un più ampio programma voluto dal Consiglio comunale che, lo scorso anno, in occasione del centenario della nascita di tre protagonisti della cultura siciliana, ha approvato una mozione per celebrarne la memoria. Un secondo appuntamento è già previsto per il 27 aprile, quando sarà ricordato lo scrittore Andrea Camilleri.

 ​Il sindaco Francesco Italia ha accolto gli ospiti ricordando che L’ Amministrazione ha accettato la proposta del consiglio comunale poiché Francese e Fava, con il loro coraggio e con la forza delle loro parole, hanno contrastato la mafia fino a rappresentare un esempio per le nuove generazioni. Il Comune ha un canale costantemente aperto con il mondo della scuola proprio per indicare percorsi di crescita civile e culturale. L’esempio di chi si è opposto alla mafia semplicemente raccontandola ci deve guidare nella vita quotidiana e si concretizza nel rispetto delle regole.

​​Claudio Fava ha insistito sull’idea di suo padre e di Francese come persone normali. La parola eroe  si trasforma in un sarcofago che seppellisce e abbandona per sempre. Fava e Francese erano due bravi giornalisti, due persone normali che hanno lavorato in un periodo difficile per la Sicilia. Normalità vuol dire dignità, vuol dire fare il proprio mestiere con senso di responsabilità. Mi piacerebbe che i giovani di oggi sentissero le vite di Fava e Francese prossime alle loro, vite alla quali rassomigliare senza creare mitologie.

​Giulio Francese, sottolinea che il padre Mario ha solo fatto ciò che deve fare un buon giornalista d’inchiesta, andando a fondo nelle cose con senso del dovere e con passione che poi si trasforma in impegno civile. Di lui resta il ricordo della sua energia, della sua passione per il racconto, della sua disponibilità verso gli altri, una generosità che è allo stesso tempo uno degli aspetti del giornalismo. Un’eredità che ha lasciato a noi figli ma che tutti i giovani posso abbracciare.

​La manifestazione è stata intervallata dalle esibizioni musicali degli studenti del Gargallo e del Comprensivo “Wojtyla-Chindemi. La mattinata è stata allietata dai lavori, riflessioni e esibizioni degli studenti siracusani che hanno partecipato attivamente alla cerimonia.