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Intervista a Gulala Salih, presidente dell’Unione Donne Italiane e Kurde

Sul canale YouTube dell’associazione Il Paese delle donne, intervista a GULALA SALIH, attivista e scrittrice kurda, presidente dell’Unione Donne Italiane e Kurde (UDIK – O.D.V.).

GULALA SALIH, attivista e scrittrice kurda, vive in Italia da circa ventisei anni. Presidente dell’Unione Donne Italiane e Kurde (UDIK – O.D.V.), interviene sulla tragica attualità di una terra spartita nel primo Novecento, dalle potenze occidentali, a tavolino, fra Iran, Irak, Siria e Turchia. “Il mio paese, il Kurdistan, è occupato da più di un secolo. Il mio popolo soffre in silenzio drammi, persecuzioni, occupazioni, tentativi di pulizia etnica e di genocidio culturale, violazione dei diritti umani nell’indifferenza generale” afferma Salih, descrivendo la complessa e drammatica situazione determinati dall’importanza geopolitica ed estrattiva dell’area. Salish denuncia il silenzio di “Europa, America, Russia e Cina” davanti al feroce attacco del governo jiadista di Damasco, delle milizie islamiste sostenute dalla Turchia e da formazioni paramilitari, iniziato a gennaio 2026 nei quartieri a maggioranza kurda di Aleppo e che punta alla cancellazione dell’Amministrazione Autonoma Democratica della Siria del Nord e dell’EST (Daanes). 

Frutto di una rivoluzione popolare, Daanes rispetta la CARTA del Contratto Sociale di ROJAVA (2014) parlando, in uno scacchiere d’opposto orientamento, “di democrazia diretta, parità di genere, laicità, convivenza tra etnie diverse, ecologia, economia sostenibile; rifiuto di uno Stato nazione, del centralismo e del militarismo.” Difendere Daanes e la CARTA, cui possono ispirarsi altre realtà, è per Salih un’operazione indispensabile oltre che identitaria, specie “nell’assenza di una chiara presa di parola dell’Occidente che non si rende conto del pericolo costituito dalle attuali crisi medioorientali e medioasiatiche. Grandi Paesi stringono la mano, abbracciano e assecondano Damasco, governata da al-Jolani già terrorista islamico, ex comandante di al-Qaeda, colpito da mandati di cattura internazionali.” Gulala Salih sottolinea la mancanza di memoria del ruolo, fino a ieri considerato eroico, dei Kurdi nel contrastare l’avanzata dell’ISIS e soprattutto quello delle donne combattenti, “le prime vittime dei terroristi islamici”. Ne nomina alcune, assassinate o morte suicide per non cadere nelle loro mani e dei cui cadaveri si è fatto scempio, esprimendo l’odio sessista anche con il taglio delle trecce, simbolo di bellezza, forza e identità di cui le Kurde vanno fiere. 

Salih parla di Kobane, “baluardo contro l’Isis, falsamente dato per morto” e della minacciata vendetta sui Kurdi, cui era stata affidata la sorveglianza dei campi in cui terroristi islamici e loro famiglie erano rinchiusi e che Damasco ha fatto aprire, liberandoli. “Un pericolo non solo per noi, scenario mai preso in considerazione” dice Salih nel parlare delle preoccupazioni dell’UDIK e delle sue finalità: “rompere il silenzio, sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica, riconoscere la pulizia etnica e genocidio anche culturale in atto e bombardamenti chimici nel Kurdistan iracheno, scambiare e promuovere memoria.” 

Il 5 febbraio scorso, l’UDIK ha presentato nella Sala senatoriale Caduti di Nassirya, il suo APPELLO/MOZIONE al Parlamento Italiano (steso il 27 gennaio c.a.), sulla situazione nel Nord-Est della Siria e sulla difesa della Amministrazione Autonoma di Rojava. Non in ultimo, è descritto il progetto “PONTE DA DONNE PER LE DONNE” promosso da UDIK, Regione Toscana e Associazione L’Uovo di Colombo “per offrire supporto sanitario e aiuto concreto alle donne colpite da tumore al seno in Kurdistan e bisognose di reggiseni speciali.” Ciò che è stato finora prodotto in Italia ha raggiunto con lunghi viaggi la mèta, in collaborazione con la Mezzaluna Rossa Kurda, ma è prevista l’apertura di un laboratorio sartoriale in locali messi a disposizione da Kurdistan Save the Children che ha selezionato due donne Kurde, formate in Italia. Questo permetterà di formare in loco altre donne e distribuire direttamente i reggiseni, sempre gratuitamente, alle strutture sanitarie e alle pazienti oncologiche. Infine, l’UDIK, sta attivando un corso di formazione per due dottoresse curde. 

E ringrazia inoltre:

  • SPI CGIL Venezia, CISL Venezia, SPI CGIL Reggio Emila, SPI CGIL Pisa
  • I consiglieri del comune di Mira per aver donato i loro gettoni di presenza
  • Moira Mion, associazione Hilarius e Nanda Baldi di Caveriago per avere organizzato delle serate di beneficenza per la raccolta fondi per il progetto reggiseni (Women Together). (MPF)
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Info: www.udikitalia.wordpress.com/ 

mail: udik.unionedonne@gmail.com