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24/1/2926 – “Trent’anni dopo Pechino : le parole che ci hanno cambiato”

Sabato 24 gennaio, dalle ore 10 alle 19 si svolgerà presso la Casa internazionale delle donne (via Della Lungara 19, Roma), sala Carla Lonzi, l’evento

Trent’anni dopo Pechino : le parole che ci hanno cambiato

Dedicato a Bianca Pomeranzi e Marisa Rodano

L’evento è organizzato dalla Casa Internazionale delle Donne e Archivia

Nel 1995, la Quarta Conferenza Mondiale sulle Donne tenutasi a Pechino ha rappresentato uno spartiacque nella storia dei diritti di genere. A trent’anni di distanza, il suo impatto continua a risuonare nelle battaglie contemporanee per l’uguaglianza nelle differenze, la giustizia sociale e la libertà.

L’evento “Trent’anni dopo Pechino: le parole che ci hanno cambiato” vuole essere un momento di riflessione collettiva, ma anche di rilancio. Un’occasione per tornare sulla Dichiarazione e Programma d’Azione, sottoscritti da 189 governi, che ha ridefinito il modo in cui il mondo guarda alle questioni di genere, mettendo al centro parole nuove, radicali, trasformative.

Cruciale per il successo è stato il forum delle Organizzazioni non governative che il governo cinese volle collocare Huairou—a oltre due ore di autobus da Pechino—e che è iniziato pochi giorni prima della conferenza ufficiale. Per dieci giorni, le 30.000 partecipanti hanno scelto tra 4.000 workshop e panel a cui partecipare. Hanno animato le sessioni plenarie quotidiane che hanno messo in risalto i temi di attiviste e leader femministe. Le relatrici delle sessioni plenarie hanno mobilitato il pubblico attorno a temi globali, come la partecipazione politica, la libertà religiosa, la giustizia economica e la violenza contro le donne fornendo la prima critica “di massa” alla globalizzazione e ai suoi effetti distruttivi reclamando alternative. Il Forum delle ONG di Huairou ha partecipato attivamente all’incontro ufficiale più di qualsiasi altra conferenza delle Nazioni Unite. Il successo della Quarta Conferenza Mondiale sulle Donne è dipeso, quindi, dalla forte interazione e dagli impegni reciproci tra attiviste e governi da cui è scaturita la Piattaforma d’Azione di Pechino (BPfA).

La sinergia e l’euforia create dalla conferenza di Pechino, la sua portata, profondità e diversità rimangono ineguagliabili e costituiscono tuttora la cornice globale più completa per le questioni di genere. Pechino ha plasmato il panorama della giustizia di genere, alimentato progressi legislativi e riforme politiche e mobilitato l’attivismo femminista. Tuttavia, il divario tra leggi scaturite da Pechino e la loro attuazione rimane significativo, mentre il mondo è alle prese con conflitti armati, violenza, catastrofi climatiche e disuguaglianze sempre più profonde – che minacciano di vanificare decenni di conquiste femministe.

Il 4 dicembre 2025 si è tenuta la prima sessione con 4  panel tematici ( empowerment, violenza contro le donne, ambiente, colonialismo e razzismo) in un dialogo intergenerazionale fra chi ha partecipato a Pechino o militato per la sua attuazione e chi oggi porta avanti quelle battaglie. Il 24 gennaio la seconda sessione.

PROGRAMMA

ore 10 Apertura

Dalle 10.30

Conflitti, guerre e processi di pace

Elisabetta Vezzosi, storica, Università di Trieste

Mainstreaming: Evoluzione istituzionale e giuridica dopo Pechino

Anna Finocchiaro, già parlamentare , Ministra per le pari opportunità dal 1996 al 1998

Michela Cicculli, presidente Commissione pari opportunità, Comune di Roma

Dalle 15

Gender

Viola Lo Moro, poeta e attivista lesbofemminista

Laura Schettini, ricercatrice universitaria, docente storia delle donne e di genere

Elena Biagini , ricercatrice in storia dei movimenti delle lesbiche in Italia

Critica della globalizzazione e strategie del neo-liberismo:

Monica Di Sisto, giornalista, esperta in commercio globale e economia internazionale

Giulia Rodano, attivista, Assessora alla cultura Regione Lazio dal 2006 al 2010

Narrazioni: le testimonianze Momenti di racconto, emozione e memoria collettiva con le protagoniste della Conferenza di Pechino. Testimonianze di Maria Rosa Cutrufelli, scrittrice, e Alessandra Mecozzi, Cultura è libertà, una campagna per la Palestina