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Il Polo siciliano della Scuola Nazionale di Amministrazione a Catania

Con un decreto del Presidente del Consiglio, su proposta del Ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, è stato istituito il Polo formativo territoriale siciliano della Scuola Nazionale di Amministrazione (SNA), che avrà sede nella Scuola Superiore dell’Università di Catania.

Grazie all’intervento della Regione Siciliana, che ha approvato la manifestazione d’interesse dell’Università di Catania, sostenendo la nascita di un polo formativo nell’Isola, il nuovo polo della Scuola Nazionale di Amministrazione in Sicilia nascerà a Catania.

La Regione Siciliana ha manifestato il proprio interesse, attraverso una nota dell’Assessorato dell’Istruzione e della Formazione professionale inviata nel giugno 2025. La documentazione, acquisita dalla Presidenza del Consiglio, è stata ritenuta conforme ai criteri stabiliti e idonea a garantire la possibilità di avviare fin da subito attività formative.

Il provvedimento prevede la successiva stipula di un protocollo d’intesa tra SNA, Dipartimento della Funzione Pubblica, Regione Siciliana, Università e Scuola Superiore di Catania, oltre a eventuali altri partner pubblici e privati, per definire ruoli e responsabilità e garantire la gratuità della partecipazione alle attività formative per il personale degli enti locali e delle autonomie territoriali siciliane.

La sede sarà Villa San Saverio, sede attuale della Scuola Superiore dell’Università di Catania.

L’istituzione di Poli formativi territoriali, sono già attive le sedi di Genova, L’Aquila, Perugia, Bari, Reggio Calabria, Parma e Milano, conferma che ogni polo è coerente con le priorità locali, il tessuto economico e le sfide future. È in questo contesto che il parere favorevole della SNA, formalizzato nel luglio 2025, ha spianato quindi la strada al decreto firmato agli inizi d’agosto. Con esso viene istituito ufficialmente il Polo formativo territoriale siciliano.

Il programma annuale delle attività sarà elaborato da un comitato di coordinamento con rappresentanti di tutte le istituzioni coinvolte e approvato dal Comitato di gestione della SNA, in coerenza con gli obiettivi strategici nazionali sulla formazione del personale pubblico e con le indicazioni metodologiche del Dipartimento della Funzione Pubblica. Il Polo siciliano, infine, sarà interconnesso con la sede centrale della SNA, assicurando un’integrazione piena nelle reti formative nazionali e la possibilità di valorizzare sinergie con altre iniziative.

La nascita del Polo in Sicilia rappresenta dunque non solo un traguardo amministrativo, ma anche un’opportunità strategica per l’isola: investire sulle competenze significa rendere più efficiente la pubblica amministrazione, rafforzare il legame con il territorio e contribuire a un processo di crescita e innovazione che il Paese nel suo complesso non può più rimandare.

Le specificità del polo siciliano dovrebbero essere le seguenti:

  • Sostenibilità (ambientale, economica, sociale): il crescente ruolo della Sicilia nelle politiche verdi, nella tutela ambientale e nelle economie locali richiede competenze avanzate per i dirigenti pubblici.
  • Gestione delle emergenze: la posizione geografica dell’isola, tra fenomeni climatico-naturalistici e flussi migratori, rende essenziale una formazione mirata alla gestione tempestiva delle crisi, dalla salute pubblica alla sicurezza civile.
  • Cambiamento climatico e resilienza territoriale: la Sicilia, per la sua vulnerabilità ambientale (erosioni, incendi, desertificazione), necessita di politiche integrate e funzionari preparati.
  • Ricerca e cooperazione pubblico-privato: il polo potrà favorire la realizzazione di progetti di ricerca scientifica condivisi con Regione e Università, stimolando l’innovazione e il raccordo tra accademia, imprese e PA.
  • Centralità territoriale: collocato a Catania, il polo funge da hub strategico per tutto il mezzogiorno, rafforzando la presenza dello Stato e la formazione di classe dirigente locale, contribuendo a creare una rete stabile di esperienze e progetti.

Da Unict – magazine dell’Università di Catania, la specificità dei poli già attivi:                  

  • Liguria – Genova: il polo offre formazione focalizzata sulla gestione dei fondi strutturali e la valutazione dell’impatto territoriale dei progetti
  • Abruzzo – L’Aquila: strutturato in risposta al disastro sismico del 2009, il polo è centrato su prevenzione e gestione delle emergenze e sulla ricostruzione territoriale. La scelta è coerente con il progetto di rilancio post sisma ed è supportata da risorse specifiche del PNRR.
  • Umbria – Perugia: il polo formativo umbro si focalizza su sostenibilità ambientale, sviluppo territoriale, turismo e attrattività
  • Puglia – Bari: il polo punta all’internazionalizzazione e al ruolo delle Regioni in Europa: un centro specialistico per la cooperazione transfrontaliera e la partecipazione in progetti europei.
  • Piemonte – Santena (Torino): dedicato all’intelligenza artificiale, risponde alle potenzialità dell’ecosistema tecnologico piemontese, favorendo lo sviluppo di competenze digitali nelle Pubbliche Amministrazioni.
  • Lombardia – Milano: con orientamento sulla sanità, riflette il ruolo chiave della regione nella gestione delle reti ospedaliere e dei servizi sanitari avanzati.
  • Calabria – Reggio Calabria: specializzato in immigrazione, rappresenta un intervento strategico in area sensibile per l’accoglienza, l’inclusione e le dinamiche migratorie del Sud Italia.