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Baubò: il riso e la vita contro la tristezza inebetita di uomini degradati che abusano le donne

Stefania Tarantino, filosofa e musicista, in un suo post su Facebook, commenta evocando Baubò *, il caso dei siti che – come “Mia moglie” e “Phica” – abusano del corpo delle donne: “tristezza inebetita di uomini” prigionieri della loro stessa degradazione.

  • Baubò nella mitologia greca e colei che riesce, denudandosi, a far sorridere Demetra disperata nella ricerca della figlia Persefone, rapita e portata nell’Ade.
Dare in pasto foto di donne inconsapevoli è il passatempo di certi uomini inebetiti che scambiano per divertimento la necrofilia dello sguardo.
Credono di divorare l’altra, ma in realtà divorano se stessi. Confondono il vedere con l’avere, il godimento con il dominio.
Incapaci di abitare il proprio vuoto fuggono e si rintanano nei loro istinti più bassi, dove si gonfiano di morte. Vivono l’illusione di un’onnipotenza che in verità li incatena, non sono padroni ma schiavi.
Non sanno che chi non conosce l’amore non conosce la libertà.
E chi non conosce la libertà non conosce nemmeno la vita.
Così vagano in un abisso di miseria, in una tragica dispersione di sé che li rende prigionieri della loro stessa nullità e della loro irriducibile degradazione. E mentre loro si consumano nella morte del desiderio, io non posso che pensare a Baubò, che con un gesto osceno e vitale seppe restituire il riso e la vita. Il contrario perfetto della loro tristezza inebetita