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A Modena e Reggio Emilia una mostra fotografica di trenta giovani donne africane

Dal 24 aprile all’8 giugno, Reggio Emilia e Modena ospitano Women See Many Things, una mostra fotografica curata da WeWorld in occasione della ventesima edizione del Festival di Fotografia Europea. L’esposizione dà spazio alle esperienze di oltre trenta giovani donne africane che hanno partecipato a workshop fotografici realizzati lungo la costa swahili – tra Kenya, Tanzania e Mozambico – all’interno del progetto co-finanziato dall’Unione Europea “Kujenga Amani Pamoja” (Costruiamo la pace insieme).

L’iniziativa è sostenuta da WeWorld organizzazione che da 50 anni si impegna a garantire i diritti di donne e bambini e a fornire aiuti umanitari in 25 Paesi, Italia compresa.

A condurre i laboratori, la fotografa italo-francese Myriam Meloni, affiancata da professioniste locali quali Halima Gongo, Gertrude Malizeni e Nelsa Guambe. Il risultato è un corpus di oltre 180 fotografie che raccontano la quotidianità di giovani donne tra i 18 e i 35 anni, esposte in tre mostre allestite in spazi comunitari nei rispettivi Paesi.

Le immagini saranno visibili all’aperto presso la sede dell’Università di Modena e Reggio Emilia in viale Allegri. A Palazzo Da Mosto, invece, sarà possibile approfondire il progetto e il percorso creativo che ha portato alla realizzazione degli scatti.

“Abbiamo scelto di coinvolgere solo donne in questi laboratori per permettere loro di raccontarsi in prima persona. In contesti dove le disuguaglianze di genere sono ancora molto forti, dare loro la possibilità di esprimersi attraverso la fotografia significa restituire protagonismo e dignità”, spiega Andrea Comolo, Direttore Comunicazione e Programmi Domestici di WeWorld, aggiungendo, “Queste fotografie sono manifesti identitari di una nuova generazione”.

Sono proprio le storie di forza e resilenza femminile ad essere nucleo tematico della ricerca fotografica. In Tanzania, le partecipanti hanno scelto di ritrarsi mentre coltivano alghe, attività spesso relegata ai margini ma essenziale per l’economia locale. In Mozambico l’attenzione si concentra sul lavoro domestico e di cura, cuore della vita comunitaria. In Kenya, infine, i piccoli gesti quotidiani, come salire su una motocicletta o sedersi davanti ad un bar frequentato da soli uomini, si trasformano in silenziosi atti rivoluzionari.

Le parole della fotografa Gertrude Malizeni sintetizzano il significato più profondo della mostra:

“Le immagini non solo denunciano, ma possono anche proporre soluzioni. Offrono uno spazio per condividere emozioni e avviare dialoghi su temi cruciali come la pace e la convivenza. È uno strumento potente per costruire ponti”.

Women See Many Things dà voce a chi troppo stesso resta ai margini e invita il pubblico a lasciarsi trasformare da ciò che osserva.

Gli appuntamenti in programma

In occasione del Festival, sono previsti incontri aperti al pubblico con le fotografe coinvolte nel progetto:

  • Giovedì 1 maggio, ore 11:00, visita guidata alla mostra a Palazzo Da Mosto, condotta da Halima Gongo e Gertrude Malizeni.
  • Venerdì 2 maggio, ore 15:00, workshop di fotografia partecipativa con le due fotografe (costo 20€, prenotazione obbligatoria via email a prenotazioni@palazzomagnani.it).
  • Venerdì 2 maggio, ore 18:00, tavola rotonda con Myriam Meloni, Halima Gongo, Gertrude Malizeni e l’assessora Marwa Mahmoud nella Sala Conferenze di Palazzo Da Mosto.