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25 luglio 2026: novantanove anni dalla morte di Matilde Serao

Matilde Serao, una delle figure più significative della storia del giornalismo italiano è scomparsa il 25 luglio del 1927, mentre era al lavoro alla sua scrivania, colpita da infarto.

Dopo aver conseguito il diploma magistrale, per aiutare il bilancio della famiglia cercò un lavoro stabile, vincendo un concorso come ausiliaria ai telegrafi di Stato; l’impiego la occupò per tre anni.

Nonostante buona parte della giornata fosse assorbita dal lavoro, la vocazione letteraria non tardò a divenire prepotente. Cominciò dapprima con brevi articoli nelle appendici del Giornale di Napoli, poi passò ai bozzetti e alle novelle firmate con lo pseudonimo “Tuffolina”.  A 22 anni completò la sua prima novella, Opale che inviò al Corriere del Mattino.

Donna straordinaria, prima redattrice e giornalista, fondatrice di un giornale quotidiano e soprattutto fondatrice di un nuovo modo di fare giornalismo, di narrazione dei fatti quotidiani. Apprezzata da scrittori autorevoli come Carducci e Croce, nel suo famoso libro Il ventre di Napoli pubblicato per la prima volta nel 1884, Matilde Serao dipinge uno ritratto profondo, complesso e per nulla conciliante della realtà partenopea a fine XIX secolo. Le carenze infrastrutturali e igieniche della città sono forti, e la Serao ne rintraccia le cause maggiori nell’abbandono e nel disinteresse da parte dello Stato.

Il suo ultimo romanzo pubblicato nel 1926 intitolato Mors tua la scrittrice denuncia senza filtri la brutalità della Prima Guerra Mondiale e i suoi effetti devastanti su famiglie, giovani e società italiana .

La Serao con questo ultimo romanzo scritto prima di morire rompe il silenzio sulla sofferenza delle persone comuni travolte dalla guerra. Una voce femminile lucida e coraggiosa, troppo scomoda per il tempo della sua uscita, ma oggi più attuale che mai.

Matilde Serao scandaglia il dolore materno, il rimorso, la fede tradita, e il trauma psicologico della guerra, restituendo un messaggio profondo di pace e consapevolezza civile .

Ovviamente le posizioni da lei espresse la renderanno sgradita al regime fascista al punto che Benito Mussolini decide di fermare la sua candidatura al Premio Nobel per la letteratura.

Il giornalismo era per Matilde Serao terreno di osservazioni, di costumi, che lei portava poi nei suoi romanzi. Proprio in questa partecipazione diretta alla realtà della vita e dell’essere alle sue note sulla moda, sui cibi, lo sport, gli eventi mondani, le novità del progresso, gli usi e costumi faceva da contraltare un’attenzione particolare a fatti e avvenimenti sociali, costituendo la misura dello stile Matilde Serao. Pubblicò, fra le altre, anche sul Giornale delle Donne  una delle principali riviste di emancipazione del tempo.

Giacomo Brogi probably son Carlo Brogi, Public domain, via Wikimedia Commons