irriverenti-e-libere1Questo giornale on line -per scelta- non ha dato spazio in questi mesi al dibattito referendario. Anche perché l’attenzione di tutte le altre testate è stata talmente massiva e puntuale che ci è sembrato un inutile spreco anche la più piccola attenzione. Chi ci legge, sicuramente, non era disinformata nel dare il proprio voto in piena autonomia.

Questa nostra scelta però ha avuto anche un preciso retro-pensiero: la nostra sfida culturale e politica si gioca sulle lunghe distanze. Molta acqua, la nostra, è passata sotto quei ponti/palazzo  dove molti governi, in modo più o meno distratto, hanno pensato, pensano  e forse penseranno che la forza delle donne non fa la differenza o se la fa è ininfluente ai loro disegni.       Errore!

 

Perché? Perché la cultura delle donne è come una vecchia talpa che scava, scava , dissoda, ossigena anche i terreni più pietrificati. E, poi riemerge sconcertando ogni ordine, scalzando ogni addomesticamento, ogni desiderio di desertica pace.

Giorno dopo giorno, alla luce o in formazione carsica si  lavora per un cambiamento strutturale delle relazioni sociali e personali. Un cambiamento antropologico che vedrà modificare anche le attuali strutture politiche ed economiche.

Nelle nostre mani forse anche la democrazia, come una plastilina, prenderà la forma necessaria a valorizzare un protagonismo e una creatività femminile  che fin dai tempi di Athena è stata depotenziata a scapito di tutto il genere umano.