La dott.ssa Mariachiara Feresin, laureata all’Università di Trieste, ha vinto un premio nazionale per la miglior tesi di laurea sulla violenza contro le donne.
La dott.ssa Mariachiara Feresin, laureata all’Università di Trieste, ha vinto un premio nazionale per la miglior tesi di laurea sulla violenza contro le donne.

La dott.ssa Mariachiara Feresin ha vinto il premio nazionale Francesca Molfino (edizione 2016) per la miglior tesi di laurea sulla violenza contro le donne, con una tesi magistrale dal titolo “Violenza e salute: una ricerca con le donne che si rivolgono ai Centri Antiviolenza” (Corso di laurea in Psicologia, Dipartimento di Scienze della Vita)

Il premio, di 1.500 euro, è bandito dalla Fondazione per la promozione dello studio e della ricerca La Sapienza in memoria di Francesca Molfino, ed è destinato a laureati/e presso le Facoltà o i Dipartimenti di psicologia, medicina, sociologia, lettere, filosofia, pedagogia, statistica, scienze politiche, di una università italiana “che abbiano saputo esprimere nello studio la combinazione di impegno ed eccellenza e presentato la miglior tesi di laurea specialistica/magistrale sull’argomento relativo alla violenza contro le donne”.

Il premio è alla sua seconda edizione; anche nel 2015, è stato vinto da una laureata dell’Università di Trieste, la dott.ssa Carlotta Cedolin, con una tesi di Psicologia su “Esperienze di violenza e disturbi ginecologici nelle giovani donne”. Entrambe le ricerche sono state svolte nell’ambito del Laboratorio di Psicologia sociale e di comunità, diretto dalla prof.ssa Patrizia Romito.

Nella sua ricerca, la dott.ssa Feresin ha analizzato i dati raccolti intervistando donne che si erano rivolte ai Centri anti-violenza della regione Friuli-Venezia Giulia, con lo scopo principale di studiare le relazioni tra tipologie e intensità della violenza subita e problemi di salute. La ricerca della dott.ssa Feresin è parte di un progetto più ampio, coordinato dalla dott.ssa Bastiani nell’ambito del suo dottorato, in collaborazione con l’INSERM di Parigi.

L’analisi condotta dalla dott.ssa Feresin è innovativa sotto numerosi aspetti: grazie al dettaglio con cui sono stati raccolti i dati relativi alle violenze (fisiche, psicologiche, sessuali, stalking, e violenze sui figli, con domande ispirate anche alla ricerca europea del Fundamental Rights Agency), è stato possibile esplorare la questione dell’impatto di differenti forme di violenza sui problemi di salute, mettendo in evidenza in particolare il ruolo delle violenze sessuali su sintomi depressivi, scarso senso di auto-efficacia, limitazioni quotidiane e sintomi di tipo psicotico, come “sentire voci”, un sintomo che sicuramente preoccupa molto le donne. Si tratta di un risultato originale, che permette di ridiscutere il significato di sintomi di tipo psicotico nell’esperienze di donne vittime di violenza.
I dati raccolti hanno permesso inoltre di delineare un quadro dettagliato dell’esperienza delle donne che si rivolgono ai Centri antiviolenza, delle richieste di aiuto precedenti, numerosissime e spesso disattese, dei tentativi di allontanarsi dal partner violento, e del coinvolgimento dei figli nella situazione di violenza.

Sulla base di questi risultati, la dott.ssa Feresin, forte anche di un’esperienza di tirocinio presso un Centro antiviolenza, sta iniziando la sua ricerca per una tesi di dottorato volta ad analizzare il ruolo dei servizi sociali e giuridici nelle decisioni relative all’affido dei figli in situazioni di violenza domestica.

Prof.ssa Patrizia Romito
Delegata del Rettore per “Riequilibrio delle Opportunità, necessità didattiche e disabilità”
Laboratorio di Psicologia Sociale e di Comunità
Dipartimento di Scienze della Vita – Unità di Psicologia
Università di Trieste
Tel. + 39 040 558 8862 / 2065

romito@univ.trieste.it

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Dott.ssa Sabina Viezzoli
Ufficio Stampa
Università di Trieste
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